La terrazza della Baita CAI di Erice © Vincenzo Fazio
Il primo incontro pomeridiano della Scuola presso la Baita del CAI di Erice © Vincenzo Fazio
Vincenzo Fazio, presidente della sezione CAI di Erice © Vincenzo Fazio
Jacques Fontanille ha presenziato l'apertura dei tavoli di confronto domenica 5 luglio © Vincenzo Fazio
L'apertura dei lavori pomeridiani della Scuola presso la Baita del CAI di Erice © Vincenzo Fazio
La Baita CAI di Erice © Vincenzo Fazio
Jacques Fontanille, semiologo francese e massimo esperto della materia © Vincenzo Fazio
Fino al 10 luglio, la baita del CAI di Erice ospiterà gli incontri serali della quinta edizione della scuola estiva internazionale di metodologia semiotica "Paolo Fabbri", il cui programma di quest'anno è dedicato alle Retoriche della natura: il discorso ecologico. Al mattino, invece, studenti, dottorandi e ricercatori provenienti da tutto il mondo continueranno a recarsi presso Palazzo Sales “per affrontare temi più tecnici-semiotici, ma affiancati a casi di studio”, afferma Alice Giannitrapani, professoressa associata in semiotica all’Università di Palermo e direttrice della scuola, mentre gli incontri che si terranno presso la baita saranno dedicati ad “argomenti più specifici e anche non necessariamente semiotici, ma che dialogano con la semiotica stessa e permettono di approfondirne alcuni aspetti ecologici e ambientali”, aggiunge la direttrice del circolo semiologico siciliano.
Ambiente ed ecologia
A ospitare la scuola, dunque, è il CAI di Erice, che ha aperto le porte del rifugio per l'intera durata dell'iniziativa. Una presenza che il presidente della sezione, Vincenzo Fazio, ha legato alla scelta stessa del tema di quest'anno e al ruolo del CAI nell'iniziativa: "Anche su sollecitazione del Club Alpino Italiano, gli argomenti scelti per questa edizione sono ambiente ed ecologia e, più in generale, il discorso ecologico. C’è un po’ la sensazione che il linguaggio degli ambientalisti non riesca a fare breccia ormai, ed è chiaro che questo linguaggio debba adattarsi agli strumenti messi a disposizione dalla comunicazione digitale", racconta, spiegando che la scelta stessa nasce da una convergenza di interessi: “Come CAI abbiamo invitato la scuola di semiotica proprio per permettere loro di trattare argomenti che toccano anche noi come associazione ambientalista, per permetterci di essere anche più efficaci nella narrazione e nella divulgazione di ciò che facciamo e dei valori ambientali”.
“La sensazione è che il linguaggio degli ambientalisti non riesca a fare breccia, è chiaro che deve adattarsi agli strumenti messi a disposizione dalla comunicazione digitale” Vincenzo Fazio
I numeri e i momenti della quinta edizione della scuola
È Alice Giannitrapani, inoltre, a sottolineare il senso stesso del tema di quest'anno: "Noi cerchiamo di sviscerare il tema delle retoriche della natura: come si racconta e come, raccontandola, la si costruisce. Siamo abituati a pensare che ci sia soltanto una natura, ma la natura è un costrutto culturale di fatto. Ci sono tanti modi di intenderla, ogni cultura la intende a suo modo". Anche per questo motivo, per il quinto anno consecutivo, la scuola ha confermato la sua vocazione internazionale, con partecipanti che provengono da Lituania, Polonia, Messico e Medio Oriente, afferma Fazio.
"La natura è un costrutto culturale di fatto: a seconda di come la si racconta, la si costruisce", Alice Giannitrapani
Alla scuola partecipano trenta allievi, dieci dei quali con una borsa di studio. La sera, dopo le lezioni, il gruppo si ritrova sulla terrazza della baita del CAI per un aperitivo: "Li portiamo in terrazza e offriamo loro l'aperitivo, così possono relazionarsi, fare amicizia e connessioni, sviluppare idee. Dopotutto, si cresce con il confronto", racconta il presidente della sezione CAI di Erice, che aggiunge: “Il nostro ruolo è quello di ospitare i relatori e i partecipanti. Noi siamo uditori, li supportiamo e li stimoliamo. È un evento che tra i soci del Club Alpino Italiano sta riscuotendo moltissimo interesse”.
La caratura internazionale dell’evento: Jacques Fontanille
Il programma della settimana ericina ha già attirato alcuni dei nomi più noti della semiotica internazionale. Ad aprire i lavori presso la baita del CAI è stato il semiologo francese Jacques Fontanille, massimo esperto della materia e professore emerito dell'Università di Limoges che ha dedicato il proprio intervento a una riflessione sul cambiamento climatico. Negli incontri successivi che si sono tenuti presso la baita si sono succeduti Giorgio Occhipinti, del dipartimento ambiente della regione Sicilia e Francesco Picciotto, anch’egli del dipartimento ambiente, che ha guidato una passeggiata di educazione alla terra. A condurre l’incontro del 7 luglio, invece, è stato Danilo Selvaggi, direttore generale di Lipu-BirdLife Italia.
Nei prossimi incontri, sono attesi presso i locali messi a disposizione dalla sezione Pino Donghi, semiologo e comunicatore della scienza e, in seguito, Paolo Peverini e Gianfranco Pellegrino, docenti della Luiss, che affronteranno il tema dell'Antropocene. Incontri che, afferma Giannitrapani, serviranno proprio ad approfondire il modo in cui tematiche come lo stesso Antropocene, ma anche cambiamento climatico, sostenibilità e la natura in sé vengono prima costruiti e poi raccontati. Un programma che lo stesso Fazio e i membri del CAI seguono da vicino: "Stiamo seguendo gli incontri con molta attenzione, anche per apprendere nuove idee, nuovi strumenti, nuovi metodi”.
Non un convegno, ma un cantiere di idee
Al netto dei nomi in cartellone, Giannitrapani insiste su un punto: “La scuola non vuole essere un convegno, ma un luogo che punta sul dialogo e sul coinvolgimento di tutti. Puntiamo molto sul fatto che non sia un format convegnistico, ma che sia proprio una scuola in cui mettere le mani in pasta e analizzare, con sguardo critico, quello che ci circonda, mettendo anche in discussione un po' i luoghi comuni e come gli attori coinvolti si legano al tema della natura", spiega. E, nel pieno del percorso, il bilancio che ne trae è positivo: "Siamo ancora a meno di metà, quindi per fare un bilancio è presto, però i feedback sono tutti assolutamente positivi". Anche Fazio sposa l’entusiasmo della Direttrice del corso, sottolineando soprattutto le diverse prospettive che ogni allievo introduce nei momenti di confronto: “Sono incontri molto stimolanti. I partecipanti vengono da culture diverse, da paesi diversi, e l'interazione interculturale in questo tipo di eventi è molto importante”.
Giannitrapani è netta anche nel definire i confini della scuola rispetto all'ambientalismo: "Non siamo un'associazione ambientalista e il nostro scopo non è quello di fare un'opera di sensibilizzazione ambientale, ma è chiaro che questo è lo sfondo e l'interesse di base da cui nasce l'idea della scuola. Ogni anno viene dedicata a un tema diverso, che reputiamo saliente, socialmente importante: quest'anno è la natura". Nel pomeriggio di martedì 7 luglio il tema si è tradotto anche in pratica, con una passeggiata guidata sui sentieri di Erice: "L'interpretazione ambientale non è semplicemente fare un giro e sapere che nome hanno le piante, ma avere un punto di vista diverso e più consapevole sull'ambiente naturale che ci circonda", conclude Giannitrapani.