Senza viveri per giorni, coppia di escursionisti resiste fino all'arrivo dei soccorsi

La vicenda si è conclusa positivamente oggi in Dolomiti, sul Col Cadorin. I due, di cui non si avevano notizie da quasi una settimana, non erano riusciti a rientrare per un sentiero dismesso. Il soccorso alpino li ha ritrovati nei pressi di alcuni ruderi, avvistandoli dall'elicottero

Quasi una settimana senza notizie aveva fatto temere il peggio, ma è a lieto fine la storia che coinvolge due escursionisti di Osimo, Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi, ritrovati illesi sul Col Cadorin, nelle Dolomiti, a cavallo tra le province di Belluno e Pordenone, a una quota di circa 1700 metri. Non si avevano più informazioni su di loro da giorni, vale a dire da quando non c'erano più stati contatti telefonici da parte di familiari e amici. La coppia, lei 38 anni, lui 42, si trovava in escursione da giovedì, quando era partita da Pordenone. Ieri, scattato l'allarme una volta che non si erano presentati a lavoro, è stata rinvenuta la macchina, ancora parcheggiata al rifugio Pordenone. Immediatamente erano partite le ricerche sia sulle montagne venete, che su quelle del Friuli Venezia Giulia, con l'impiego di mezzi e uomini di soccorso alpino, guardia di finanza, vigili del fuoco e diversi elicotteri.

La giusta intuizione

Questa mattina, alle 5.30, pur ipotizzando che fosse probabile che i due si trovassero sul versante del Friuli Venezia Giulia, due squadre del soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore, da ieri impegnate nelle ricerche, si sono ritrovate al campo sportivo di Vallesella con il centro mobile di coordinamento per una ulteriore indagine sul versante cadorino. Il sentiero Marini è diventato così l'obiettivo della nuova perlustrazione. Si tratta di un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega Spe al rifugio Pordenone, attraverso il bivacco Gervasutti, considerato una possibile zona prioritaria. 

Un secondo tentativo

Il luogo era già stato sorvolato ieri, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo. Una squadra è stata quindi trasportata a Forcella Spe dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso, una seconda squadra ha invece proseguito a bordo per una ricognizione dall'alto. Ed è stato proprio dall'elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di Casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l'uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c'è stata la conferma. 

La coppia, che stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all'addiaccio, si trovava bloccata in quel luogo da giovedì scorso. Partiti dal rifugio Pordenone, erano passati dalla Val Montanaia, quindi erano scesi al rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da Forcella Spe. Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. 

Si erano fermati nei pressi dei ruderi perchè c'era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni. Già ieri, per quanto hanno raccontato, avevano sentito gli elicotteri, ma non erano riusciti a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati da loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero. La coppia, stremata per il tempo trascorso in ambiente sostanzialmente senza viveri, è stata poi imbarcata sull'elicottero dell'Air service e trasportata assieme a un soccorritore del centro Cadore al rifugio Pordenone, per essere affidata al soccorso alpino della Valcellina, che si stava muovendo sul proprio territorio.