ArchitetturaAlpinA è un progetto cinematografico interamente dedicato all’architettura contemporanea delle Alpi italiane, promosso dall’associazione Architetti Arco Alpino. È un viaggio attraverso dieci luoghi emblematici e dieci idee che raccontano come l’architettura possa trasformare le comunità di montagna, sostenere la loro vita quotidiana e immaginare nuovi scenari di futuro. Ora anche un film, Il tempo della montagna, accompagna questo percorso.
I dieci progetti protagonisti
Il tema dell'architettura montana è sempre molto sentito, soprattutto quando la parola innovazione va a inserirsi in un contesto che tendenzialmente privilegia la tradizione. Riuscire a ragionare con proposte concrete, spesso legate a una architettura necessaria per la comunità, può aiutare a portare il dibattito all'interno di un percorso che privilegia la materia alla parola. Le idee proposte all'interno del progetto son o dieci e toccano diverse zone del nostro arco alpino.
- Courmayeur: SkyWay Monte Bianco – architetto Carlo Cillara Rossi
- Puos d’Alpago: nuovo plesso scolastico – architetti Gianluca Facchinelli, Celeste Da Boit e Giada Saviane
- Valdaora di Sotto: scuola dell’infanzia – Feld72, Architektur Urbane Strategien
- Borgata Paraloup, Rittana: Fondazione Nuto Revelli – architetti Aldo e Giovanni Barberis,Valeria Cottino, Dario Castellino, Daniele Regis
- Oira, ex cava di gneiss: Tones Teatro Natura – Fuzz Atelier
- Livigno: Mottolino Fun Mountain – architetto Anselmo Fontana, Studio LPS, Architetto Massimo Roj, Progetto CMR International
- Pragelato: riqualificazione alpeggio – CoutanStudio, architetti Maicol e Devis Guiguet
- Castelfondo: nuove piazze e spazi pubblici – architetti Mirko Franzoso e Mauro Marinelli
- Valle del But: 6 cabine elettriche – architetti Federico Mentil, Gaetano Ceschia e Marco Ragonese
- San Gottardo di Rimella: recupero delle borgate – architetti Carlo Sillano e Luigino Zardo
Dai disegni alla pellicola
Questo progetto - che vuole raccontare una montagna innovativa a partire da una architettura capace di uscire dal solco della tradizione- è diventato un film, Il tempo della montagna, diretto da Francesca Molteni e Davide Fois, e prodotto da Muse Factory of Projects. L'idea di trasformare il progetto in un lungometraggio nasce dall’associazione Architetti Arco Alpino e raccoglie testimonianze, immagini e storie dagli architetti, dagli abitanti, dagli studenti, dagli amministratori e dagli artigiani che ogni giorno vivono la montagna “dall’interno”. La prima si è tenuta il 5 marzo a Milano. Ecco il trailer del film.
Una lunga storia
Il progetto cinematografico si è sviluppato lungo 1.200 chilometri di arco alpino. Il film attraversa 10 territori e racconta 10 comunità, 10 progetti di architettura che testimoniano un nuovo modo di vivere la montagna oggi. Il racconto si snoda tra pratiche virtuose per il territorio e per le generazioni di domani: dal recupero di cave abbandonate alla costruzione di nuove scuole, dalla riqualificazione di impianti tecnologici fino al recupero di borgate destinate allo spopolamento.
Dai luoghi alle persone
Sono storie di processi condivisi e di cura delle persone, della natura, dei paesaggi. I protagonisti sono coloro che vivono i progetti – la maestra, gli alunni, l’addetto della funivia, il gestore dell’alpeggio, lo sciatore, la guida alpina – con le loro azioni quotidiane, nel rispetto del tempo della natura.
Il film non vuole dare risposte ma suscitare riflessioni, domande e curiosità per i luoghi dell’arco alpino italiano: lo spopolamento dei borghi e il ritorno dei giovani, il benessere dei più piccoli e il recupero della tradizione, il turismo sostenibile, la valorizzazione del territorio e il recupero ambientale, l’innovazione e il rapporto uomo-natura.
Attraverso testimonianze in presa diretta, e le interviste agli architetti Antonio De Rossi, docente al Politecnico di Torino, e Alberto Winterle, il film racconta l’architettura di qualità come strumento sociale per promuovere lavoro, ricerca e risorse.