Ghisolfi su Gioia © Ig Stefano Ghisolfi
Ghisolfi durante una sessione di bouldering © IG Stefano Ghisolfi
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Stefano Ghisolfi al Grottone dell'Arenauta © Archivio Stefano Ghisolfi
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Stefano Ghisolfi © Facebook Stefano Ghisolfi
Ghisolfi su Big Illusion © IG Stefano GhisolfiÈ di Stefano Ghisolfi la terza salita di Big Illusion, il boulder più duro della Val Daone, con una difficoltà di 8C. Questo blocco era stato liberato nel 2020 da Stefan Scarperi, climber e tracciatore professionista, che ha ottenuto i suoi migliori risultati competitivi nel 2015 con un terzo posto nel Campionato Europeo Boulder.
Il blocco era poi rimasto irripetuto per ben cinque anni. Non perché nessuno fosse a conoscenza della sua esistenza, bensì perché si tratta di un boulder estremamente duro. L'area della Val Daone è piuttosto frequentata per il bouldering, con oltre 1800 linee a breve distanza da Arco, la mecca dell'arrampicata sportiva trentina.
“Tutti sapevamo che era lì, io stesso l’avevo provato qualche anno fa, dopo aver scalato singolarmente le due sezioni di cui è composto. Ma avevo visto che era molto difficile e mi ero un po’ spaventato, decidendo di rivolgermi ad altro” commenta Stefano Ghisolfi. “L’anno scorso avevo poi ripreso a lavorarci con Adam Ondra, ritrovando la motivazione”. È stato proprio il fortissimo scalatore ceco ad aggiudicarsi la prima ripetizione, lo scorso novembre.
“Avevo visto che era molto difficile e mi ero un po’ spaventato, lavorarci con Ondra mi ha ridato motivazione”. Stefano Ghisolfi
Sette sessioni e un incastro di polpaccio
A Ghisolfi sono state necessarie sette sessioni per chiudere il blocco, nonché l’utilizzo di una tecnica piuttosto innovativa. “In arrampicata spesso si usano le ginocchiere, per incastrare le ginocchia all’interno delle fessure. Qui ho applicato la ginocchiera sul polpaccio per poi incastrarlo, e devo dire che ha funzionato. Non so se si tratti di una tecnica nuova, sicuramente qualcuno l’avrà già fatto, ma io non l’avevo mai visto né mi era capitato di farlo” aggiunge Stefano, che nell’ultimo anno sta dedicando un po’ più di tempo al bouldering, senza comunque rinunciare all’arrampicata sportiva, la sua specialità. Ha infatti all’attivo quattro vie di 9b+: Perfecto Mundo, Change, Bibliography ed Excalibur, il che lo rende uno degli scalatori più forti al mondo. Nel 2025, il trentino ha scalato tre 9b in Spagna: The Full Journey a Margalef, Sleeping Lion di Chris Sharma a Siurana e Neanderthal a Lleida. Per quanto riguarda il bouldering, nel giugno 2025 Ghisolfi ha chiuso Anam Cara Low in Austria, ad agosto Hazel Grace e Andularia, tutti 8C. A settembre ha scalato Flow State, 8C in Val Daone, e a febbraio è stata la volta di Gioia, 8C+ a Varazze.
“Questa è probabilmente la mia salita di boulder più dura dopo ‘Gioia’, e il mio nono 8c o più in meno di un anno. Mi piace molto come stile di arrampicata, e non avendolo praticato quasi mai negli ultimi dieci anni ho tantissimi blocchi da salire anche vicino a casa, cosa che non accade per i tiri” conclude Ghisolfi.
Il grado
Scarperi al momento dell’apertura aveva proposto un grado di 8C+, ma questa nuova tecnica di incastro del polpaccio ha portato i due ripetitori a pronunciarsi per una valutazione di 8C. Big Illusion è un boulder molto fisico: Ondra l’ha descritto come un’arrampicata in stile moonboard.