In bicicletta nel Pamir, poi il Lenin Peak con gli sci: il viaggio di 'Scalo sogni'

Il quinto capitolo del progetto ideato da Ettore Campana che unisce ciclismo e alpinismo. Oltre 1.600 chilometri pedalati tra Kirghizistan e Tagikistan, quindi la salita ai 7.134 metri del Lenin Peak e la discesa con gli sci dalla vetta.

54 giorni di viaggio, 1.660 chilometri in bicicletta, 43.600 metri di dislivello positivo e una vetta a 7.134 metri. Ma i numeri raccontano solo una parte dell'ultimo capitolo di Scalo sogni, il progetto nato nel 2023 per utilizzare sport e avventura come strumenti di crescita, condivisione e incontro.

 

La nuova spedizione ha portato Ettore Campana nel cuore dell'Asia centrale, lungo le strade e le montagne del Pamir, prima in bicicletta e poi con ramponi e sci ai piedi. Un viaggio che ha unito bikepacking, trekking, alpinismo e scialpinismo, culminato il 17 luglio sulla vetta del Lenin Peak, a 7.134 metri. Dietro alla dimensione sportiva, però, c'era fin dall'inizio un obiettivo più ampio: raccontare ai giovani il significato del coraggio, della resilienza e della capacità di confrontarsi con i propri limiti.

Dalle scuole di Brescia alle montagne dell'Asia centrale

Prima della partenza, Campana e Tony Massardi Gialdini hanno incontrato gli studenti degli istituti professionali Piero Sraffa e Mantegna di Brescia, coinvolgendoli nel progetto e condividendo con loro obiettivi e significato della spedizione. Un legame che ha accompagnato Ettore anche durante il viaggio. Gli studenti con disabilità dello Sraffa hanno infatti realizzato a mano alcuni braccialetti, poi portati in Asia centrale e donati ai bambini incontrati nei villaggi del Kirghizistan. Un gesto semplice, diventato simbolicamente un ponte tra mondi lontani e uno degli elementi che meglio restituiscono lo spirito di Scalo Sogni: trasformare una spedizione individuale in un'esperienza capace di generare relazioni e condivisione.

In bicicletta attraverso il Pamir

La prima parte dell'avventura è iniziata a Bishkek, capitale del Kirghizistan. Da qui Campana ha pedalato in solitaria attraverso gli spazi aperti dell'altopiano del Pamir, spingendosi successivamente fino a Murghab, in Tagikistan. Per centinaia di chilometri la bicicletta è diventata non soltanto un mezzo di spostamento, ma soprattutto uno strumento per entrare lentamente nel territorio. Lungo il percorso non sono mancati gli incontri con le popolazioni nomadi, i pernottamenti nelle yurte e i momenti condivisi con le famiglie che vivono tra le montagne durante i mesi estivi. Sul piano fisico, la traversata ha imposto lunghe giornate su piste sterrate, valichi oltre i 4.000 metri, isolamento e condizioni meteorologiche spesso mutevoli, tra vento, temporali e repentini cambiamenti del tempo. Terminata questa prima fase, Campana ha raggiunto il campo base del Lenin Peak, posto a circa 3.600 metri. Da quel momento la bicicletta ha lasciato spazio all'alpinismo.

 

Venticinque giorni sul Lenin Peak

La spedizione in quota è durata complessivamente 25 giorni. Il supporto logistico dell'agenzia si è concentrato sui servizi essenziali al Campo Base e al Campo 1, mentre la progressione verso i campi superiori è stata gestita autonomamente, senza portatori. Una prima rotazione di acclimatamento ha portato Campana sulla cima del Pik Razdelnaya, a 6.148 metri, affrontandone poi la discesa con gli sci.

 

Il meteo ha quindi imposto una lunga attesa. Per otto giorni abbondanti nevicate e forti venti hanno reso impraticabile la montagna, costringendo gli alpinisti a rinviare qualsiasi tentativo verso la vetta. Solo con l'arrivo di una finestra di alta pressione è stato possibile ripartire.

La vetta e la discesa con gli sci

Il tentativo decisivo è iniziato a mezzanotte. Insieme all'alpinista Sergi, Campana ha affrontato la lunga salita fino a raggiungere la cima del Lenin Peak alle 8.40 del 17 luglio, a quota 7.134 metri. Dopo una breve sosta in vetta, i due hanno deciso di tentare la discesa con gli sci. In circa tre ore sono scesi dai 7.134 metri della cima fino al Campo 1, a circa 4.400 metri, chiudendo così la parte alpinistica più impegnativa del progetto. Ma il viaggio non si è fermato ai piedi della montagna. Tornato alla bicicletta, Campana ha continuato l'esplorazione dell'altopiano del Pamir e, ottenuto il necessario permesso di confine, è entrato in Tagikistan. Per diversi giorni ha pedalato stabilmente sopra i 4.000 metri, raggiungendo l'Ak Baital Pass, a 4.655 metri, quota massima toccata in bicicletta durante la spedizione.

 

Nel corso del viaggio ha inoltre raggiunto numerose altre cime, concatenando complessivamente 29 ascese su 22 montagne. Tra queste anche una vetta di 5.420 metri, ribattezzata simbolicamente Beliver Peak, dedicata “a tutti i sognatori”.

L'avventura come strumento educativo

Con cinque capitoli realizzati dal 2023 a oggi, Scalo sogni prova così a spostare il significato della spedizione oltre la dimensione puramente sportiva. L'idea è utilizzare viaggio e montagna per parlare soprattutto ai più giovani di determinazione, fiducia nelle proprie capacità, rispetto per l'ambiente e capacità di uscire dalla propria zona di comfort.