
Ci sono territori in cui il cammino non è soltanto attraversamento dello spazio, ma anche esercizio di memoria. Accade lungo i luoghi della Linea Gustav, dove la montagna, i sentieri, le fortificazioni, i cimiteri militari e i resti ancora visibili del passaggio della guerra raccontano una storia che appartiene non solo alle comunità locali, ma all’intero Paese.
È in questo orizzonte che si inserisce la due giorni organizzata dal CAI Cassino nell’ambito del progetto di ricerca interregionale Memoria Storica Gustav, iniziativa di cui la sezione della Città Martire è capofila. Cassino ha accolto socie, soci e amici escursionisti del CAI Ortona, città gemellata con Cassino, del CAI Castel di Sangro, del CAI Viterbo e della sottosezione Sorgenti del Mignone, accompagnandoli in un percorso di conoscenza del territorio e delle tracce lasciate dai nove mesi di fronte lungo la linea difensiva attrezzata dalle truppe nazifasciste.
L'Italia divisa in due
La Linea Gustav divideva a metà l'Italia a Centro-Sud: a nord della fortificazione erano disposte le truppe tedesche, nel territorio amministrato dalla Repubblica Sociale Italiana, a sud gli Alleati; si estendeva dal confine tra Lazio e Campania fino a Ortona, sulla costa abruzzese, passando per Cassino, le Mainarde, e gli altopiani d'Abruzzo e della Maiella. La sua funzione era di ritardare l'avanzata degli Alleati e di tenerli impegnati affinché non potessero rinforzare la pressione sui fronti orientale e settentrionale. Venne definitivamente sfondata il 18 maggio 1944.
La due giorni ha preso avvio nella sala Pier Carlo Restagno del Comune di Cassino, dove l’amministrazione comunale, rappresentata dal vicesindaco Gino Ranaldi, dall’assessora Gabriella Cacca e dalla consigliera Jole Falese, ha accolto il numeroso gruppo. Presente anche Luciana Notarfranco, consigliera delegata dell’amministrazione comunale di Ortona, a testimonianza del legame tra due città accomunate da una vicenda bellica dolorosa e da un gemellaggio istituzionale che risale al 26 maggio 1991. All’incontro ha partecipato anche Francesco Sulpizio, Presidente del Gruppo Regionale CAI Abruzzo. Il progetto, infatti, vede il coinvolgimento dei Gruppi Regionali CAI di Abruzzo, Lazio e Molise, confermando la dimensione interregionale di un lavoro che non guarda alla Linea Gustav come a un singolo itinerario, ma come a un sistema complesso di luoghi, memorie e comunità.
Un cammino nei luoghi della storia
Nel corso della giornata di sabato, una parte del gruppo ha percorso la Cavendish Road, raggiungendo la celebre Abbazia di Montecassino, per poi visitare il cimitero polacco e arrivare alla stele di quota 593. Un altro gruppo ha invece preso parte a un’escursione urbana che ha incluso anche il cimitero del Commonwealth, guidata dal professor Gaetano De Angelis Curtis, presidente del Centro Documentazione e Studi Cassinati, storico specializzato in storia contemporanea e socio del CAI Cassino.
Gli ospiti hanno poi visitato il museo Historiale, accompagnati dalla direttrice Tecla Genovese, recentemente nominata, che ha accolto il gruppo con particolare partecipazione. Il fine settimana si è concluso con la visita all’Abbazia, dove chi ha voluto ha potuto partecipare ai vespri, in un momento di raccoglimento che ha dato alla giornata anche una forte dimensione emotiva.
L’iniziativa ha permesso ai partecipanti di conoscere più da vicino un territorio segnato in profondità dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale, ma anche di comprendere come quei luoghi possano essere oggi letti attraverso un escursionismo capace di farsi strumento di approfondimento storico, culturale e civile.
Il progetto Memoria Storica Gustav
Il progetto Memoria Storica Gustav nasce dalla volontà di conservare e far conoscere gli eventi che colpirono un’ampia porzione dell’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, con particolare attenzione agli aspetti umani e sociali. La Linea Gustav, costruita dall’esercito tedesco per rallentare l’avanzata alleata da Sud, tagliava la penisola dal Tirreno all’Adriatico, dalla foce del Garigliano fino a Ortona, seguendo una geografia aspra, montana, fatta di rilievi, vallate, grotte naturali, fortificazioni e presidi militari.
A ottant’anni da quelle vicende, molti luoghi e manufatti sono esposti al naturale deperimento del tempo e, in alcuni casi, anche all’azione dei cercatori di cimeli. Da qui l’esigenza di promuovere un lavoro di censimento, catalogazione e messa a sistema delle testimonianze ancora presenti sul territorio, anche attraverso il ricorso alle tecnologie oggi disponibili.
Non si tratta, nelle intenzioni dei promotori, di aggiungere semplicemente un nuovo percorso escursionistico. Il sentiero, in questo caso, diventa piuttosto una via di accesso alla conoscenza: uno strumento per entrare nei luoghi, leggerne i segni, comprenderne il valore e collegare frammenti di storia che rischiano altrimenti di rimanere isolati o di perdersi.
Il ruolo delle sezioni CAI
Fin dall’avvio del progetto, il CAI Cassino, attraverso il proprio Comitato Scientifico guidato da Diego Magliocchetti, già presidente della sezione, ha promosso un lavoro partecipato che coinvolge le sezioni del territorio interessato dalla Linea Gustav. Nel tempo sono già state accolte a Cassino le sezioni CAI di Campobasso, Guardiagrele, Napoli, Popoli, Roma, Terni, Valdarno Superiore e la sottosezione di Montaquila.
La funzione delle sezioni del Club Alpino Italiano è centrale. La loro presenza diffusa sui territori permette infatti di coniugare conoscenza dei luoghi, pratica escursionistica, sensibilità ambientale e attenzione alla memoria storica. Accanto alle sezioni, il progetto prevede il coinvolgimento di studiosi, associazioni, enti, università, aree protette e portatori d’interesse, in un percorso che mira a raccogliere anche le testimonianze ancora accessibili, spesso tramandate in ambito familiare, e a far emergere storie marginali ma di grande rilievo umano.
Al progetto hanno aderito o sono coinvolte diverse sezioni CAI dell’Abruzzo, del Lazio e del Molise. Tra queste Ortona, Chieti, Lanciano, Guardiagrele, Fara San Martino, Popoli, Sulmona e Castel di Sangro per l’Abruzzo; Cassino, Esperia e Gallinaro per il Lazio; la sottosezione di Montaquila, afferente alla sezione di Isernia, per il Molise.
Una memoria da custodire camminando
Il valore del progetto è stato riconosciuto anche attraverso importanti patrocini. Memoria Storica Gustav ha infatti ricevuto il patrocinio del comitato scientifico centrale del Club Alpino Italiano, dei Parchi Nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise e della Majella, del Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci e Lago di Fondi, oltre che delle città di Cassino e Ortona.