la vicenda si volge nell'Emmental
Laura impara a conoscere realtà diverse dalla propria
Un film sulla scoperta del mondo
la vita di monatgna non è quella idealizzata di Heidi
Laura affronta un importante percorso di crescita
L'Änziloch è una profonda gola rocciosa non distante dal monte Napf, nei monti dell'Emmental, al confine tra i cantoni svizzeri di Lucerna e Berna. Il panorama che si estende sulla regione è quello che richiama il più classico e idealizzato paesaggio di Heidi, ma la storia che viene raccontata in Das Mädchen vom Änziloch (87 minuti, tedesco, disponibile su inQuota.tv fino a giugno 2027) non è tanto una fuga della fantasia in un mondo bucolico e spensierato, quanto un viaggio che porta lo spettatore invece a conoscere una realtà a tratti inquietante e che apre a domande sulla vita nelle piccole comunità, sulla conoscenza di sé e del mondo che ci circonda, sulla crescita personale.
È questa la nostra proposta come video della settimana dalla piattaforma di streaming di Trento Film Festival e Club Alpino Italiano: un viaggio che non vi lascerà delusi in un mondo sospeso tra realtà e fantasia, presente e futuro.
Una storia nascosta
La protagonista del film documentario è Laura Röösli, una dodicenne che vive con i genitori e i fratelli - una famiglia di carbonai- in una fattoria vicina alla gola di Änziloch. Gli abitanti del luogo credono che il profondo e intricato intaglio sia infestato dai fantasmi e nessuno vi si avventura volontariamente, tra paure che affondano le proprie radici nella tradizione popolare e più concreti timori moderni.
Durante le lunghe vacanze estive nella fattoria isolata, l'immaginazione della bambina però ruota costantemente attorno a quel profondo burrone. Affascinata come è normale che sia alla sua età, si reca ripetutamente sul bordo del precipizio per ascoltare i suoni che provengono dalle profondità. Ma c'è anche molto da fare in fattoria, i suoi genitori e i fratelli maggiori lavorano sodo e così Laura lascia sullo sfondo le proprie fascinazioni per dare una mano. In famiglia ci si dà parecchio da fare e si parla poco, la bambina condivide i suoi pensieri nel suo diario.
Il cambio di passo nella trama lo fornisce l'arrivo di un ragazzo dalla città, che lavora come bracciante durante il raccolto. Il giovane nutre dei dubbi sulle leggende dell'Änziloch. Laura impara molto da lui e acquisisce fiducia in sé stessa. Quando il ragazzo riparte, Laura decide di approfondire le leggende e chiede informazioni a una suora che diventa il suo ponte tra realtà e fantasia.
Una regista votata al racconto dell'infanzia
La regista Alice Schmid ha una particolare predilezione per le storie legate all'infanzia ed è stata capace di creare il ritratto di una bambina che vive in un mondo isolato, sottovalutata da tutti. Le fantasie e le paure di Laura non ruotano solo attorno al presunto fantasma nella gola, ma si rivolgono alla vita in generale, ai confini del mondo conosciuto e di quello che potrebbe diventare. La bambina intuisce già che la vita potrebbe riservarle qualcosa di più di semplici montagne, alberi e bestiame. Alice Schmid cattura immagini di un periodo mistico tra l'infanzia e l'età adulta, affidandosi a una protagonista capace di comunicare con efficacia la propria condizione.