L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
L'apertura di Sila © IG Hugo Vincent
Tre giorni di bel tempo, un approccio via mare tutt'altro che semplice e una parete ripida e instabile da affrontare in fretta. È nata così Sila, la nuova via aperta in Groenlandia da Filippo Sala, Silvan Schüpbach e Jernej Kruder, con Hugo Vincent dietro la fotocamera a documentare la salita.
Più che una semplice apertura, l'ascesa è stata solo l'ultima parte di un viaggio fatto di imprevisti, cambi di programma e adattamento continuo. "Che avventura! L'arrampicata è stata solo la ciliegina sulla torta. Tutta la spedizione è stata questione di sperimentare, provarci con tutte le nostre forze, sbagliare, adattarsi, riprovare e infine cercare di sopravvivere" raccontano gli alpinisti al termine della spedizione.
Piano A, B e C
L'avventura è iniziata già durante l'avvicinamento alla parete. Il gruppo ha dovuto affrontare il percorso a bordo di una piccola imbarcazione, in condizioni tutt'altro che ideali e sotto una pioggia insistente.
Il programma iniziale è cambiato più volte. Il piano A è diventato piano B, fino ad arrivare a un piano C che ha permesso alla squadra di raggiungere la parete e tentare la salita. A complicare ulteriormente le cose, la data di partenza anticipata di Jernej Kruder, che ha lasciato al gruppo una finestra di appena tre giorni di condizioni meteorologiche favorevoli per portare a termine il progetto.
Una corsa contro il tempo
La parete si è rivelata ripida, difficile e dall'aspetto poco rassicurante. Il gruppo ha dovuto sfruttare ogni giornata disponibile, sapendo che il peggioramento del tempo avrebbe potuto chiudere definitivamente l'unica finestra a disposizione. Un'esperienza nella quale la capacità di cambiare strategia è stata importante quanto la preparazione tecnica necessaria per affrontare la parete. “Una corsa contro il tempo, e finalmente la vetta!”, scrivono gli alpinisti in un post su Instagram, riferendo i dettagli della nuova via aperta. 7c e A2+ le difficoltà, rispettivamente in arrampicata libera e artificiale, di questa linea di 600 metri.
Della squadra avrebbe dovuto far parte anche Benjamin Bosshard, costretto però a lasciare la Groenlandia poco dopo l'arrivo a causa di un brutto malessere."Sappiamo che adesso stai meglio, ma ci sei mancato in parete!" si legge nel post.
“Abbiamo cercato il più possibile di connetterci con la natura ed essere parte di essa" Sala, Schüpbach e Kruder
Il significato di Sila
Sila è un termine inuit che esprime l'idea che esseri umani, natura e universo siano inseparabili. Il termine indica anche una concezione del clima non come semplice fenomeno fisico, ma come riflesso di un mondo vivente del quale l'uomo è parte. In lingua slovena, lo stesso termine significa forza: per questo duplice significato è il nome perfetto per un'avventura in mezzo all'oceano, i fiordi e la roccia.
Scrivono gli alpinisti, riflettendo sul significato del nome: “Abbiamo cercato il più possibile di connetterci con la natura ed essere parte di essa, dall'acqua (in cui ci sentivamo principanti, specialmente Filippo) alle ripide pareti di roccia, in cui sapevamo un po' meglio cosa fare, passando per gli infiniti fiordi infestati dalle mosche”.