Leggimontagna 2026: 'I bivacchi delle Alpi' vince il primo premio

Il libro di Luca Gibello si aggiudica la seziona dedicata alla saggistica. Il volume racconta una storia di innovazione lunga un secolo. Il successo nel concorso arriva a due settimane dal riconoscimento ottenuto al premio Monte Caio

 

Il libro I bivacchi delle Alpi. 100 anni di emozioni in scatola (CAI Edizioni, 2025, 256 pp) di Luca Gibello ha vinto il primo premio della sezione saggistica del concorso letterario Leggimontagna 2026. A deciderlo è stata la giuria presieduta da Gianpaolo Carbonetto e composta da Claudio Lorenzini, Giuseppe Muscio e Andrea Zannini, che lo ha preferito agli altri 34 volumi in gara. Giunto quest’anno alla 24esima edizione e organizzato da Asca (l'associazione delle sezioni CAI di Carnia – Canal del Gesso), Leggimontagna premia ogni anno le opere di narrativa e saggistica dedicate alla montagna e, a partire da questa edizione, anche il giornalismo di montagna pubblicato sul web.

 

La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri, 7 novembre, al palazzo Veneziano di Malborghetto, in provincia di Udine. Insieme all’autore era presente Andrea Greci, direttore editoriale di CAI Edizioni, che ha ritirato anche il riconoscimento riservato agli editori vincitori. La serata, condotta dalla giornalista Valentina Bearzi con le incursioni di Carlo Tolazzi e il commento musicale di Denis Biason, ha visto l’assegnazione di nove premi e due menzioni speciali, oltre al premio speciale Dolomiti Unesco e al premio speciale Michele Gortani, istituito per il 60esimo anniversario della morte dello studioso.

 

“Questo riconoscimento premia un libro che racconta una pagina importante della storia del Club Alpino Italiano: i bivacchi sono nati cento anni fa da un’intuizione del Club Alpino Accademico Italiano e da allora accompagnano chi frequenta l’alta quota” – ha dichiarato Andrea Greci, direttore editoriale di CAI Edizioni. “Il lavoro di Luca Gibello dimostra che la storia di questi piccoli ripari sa parlare a pubblici diversi: agli alpinisti, a chi studia architettura e design e a chiunque sia curioso di capire come l’uomo abbia imparato ad abitare la montagna nelle sue condizioni più estreme. Per CAI Edizioni è anche la conferma di un percorso editoriale: pubblicare libri che uniscano rigore e capacità divulgativa e che raccontino la montagna non solo come luogo di pratica sportiva, ma come patrimonio culturale, storico e tecnico.”

 

Il premio arriva a due settimane da un altro riconoscimento per il Club Alpino Italiano: lo scorso 24 ottobre la fondazione Andrea Borri ha assegnato al CAI un riconoscimento speciale nell’ambito della settima edizione del premio Monte Caio, il premio letterario biennale dedicato alla cultura della montagna.

Una storia italiana

Uscito nell’ottobre 2025, in occasione del centenario, il volume ripercorre la storia dei bivacchi a partire dalla loro “invenzione”, nel 1925, da parte del Club Alpino Accademico Italiano. Una vicenda quasi tutta italiana, che lega la passione per la montagna alle sperimentazioni tecnologiche e al trasferimento di saperi, dalla prefabbricazione all’uso di nuovi materiali, senza trascurare il design di queste strutture, spesso ispirato agli immaginari aerospaziali. Dalla semibotte realizzata dalla ditta torinese Ravelli alla produzione in serie del modello Apollonio, fino al celebre bivacco Gervasutti del 2011 e ai bivacchi dei giorni nostri, pensati a volte più per le platee dei social network che per la comunità degli alpinisti.