Manaslu, due morti per valanga al campo 3

Dhruba Jyoti Guha e Fursemba Sherpa sono stati trovati senza vita nelle loro tenda, sepolti sotto due metri di neve. Il bilancio della stagione sul Manaslu sale a quattro vittime. Il meteo nell'area rimane instabile, Simone Moro è al campo base

 

 

Una valanga ha travolto nella notte tra sabato e domenica una tenda al camp 3 del Manaslu, 8.163 metri, uccidendo due alpinisti. Le vittime sono Dhruba Jyoti Guha, cittadino tedesco di origine indiana, e Fursemba Sherpa, guida nepalese della regione del Makalu. Entrambi avevano 47 anni.

I due facevano parte di una spedizione organizzata da Makalu Adventure. Sabato sera erano saliti dal camp 2 verso il camp 3, mentre gli altri sei alpinisti della squadra avevano scelto di fermarsi a quota inferiore a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche. “Gli altri sei alpinisti che facevano parte della spedizione hanno deciso di ritirarsi dal campo 2 e sono rimasti incolumi, ma Guha e Fursemba Sherpa volevano tentare la vetta al mattino presto, e sabato sera hanno raggiunto il campo 3”, ha dichiarato Mohan Lamsal, direttore di Makalu Adventure, alla testata locale The tourism times.

“Per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, gli altri sei alpinisti che facevano parte della spedizione avevano deciso di ritirarsi ". Mohan Lamsal

I contatti con i due si sono interrotti durante la notte. Intorno alle 11.30 di domenica, la spedizione ha inviato quattro Sherpa al campo 3 per cercare i due dispersi. I soccorritori hanno scavato nella neve fino a raggiungere la tenda, sepolta sotto circa due metri di neve fresca. 

Gli Sherpa hanno spostato i corpi in un punto sicuro, e procederanno al trasporto a valle quando le condizioni lo permetteranno.

Una piccola valanga a lastroni

Pare che la valanga che ha travolto Guha e Fursemba Sherpa fosse tutt'altro che di grandi dimensioni, ma sufficiente per seppellire la tenda in cui i due stavano riposando. "Si è trattato del distacco di un piccolo lastrone di neve consolidata dal vento" ha detto Mingma G, presente al campo base.

Gli esperti meteorologi stanno monitorando con attenzione le condizioni: nella Baia del Bengala si sta sviluppando un fronte che potrebbe alterare il meteo dell'Asia meridionale tra il 23 e il 25 settembre. Non è ancora chiaro se anche le montagne nepalesi possano risentire dei suoi effetti. "Le forti nevicate che hanno interessato il Nepal da venerdì a domenica sono associabili a un'alterazione proveniente da Ovest, non al ciclone nella Baia del Bengala, che si sta ancora sviluppando" ha detto Krishna Bhakta Manandhar, meteorologo nepalese che da decenni monitora il clima di questa parte del mondo. 

Pochi giorni fa, una valanga, stavolta di grandi dimensioni, aveva mancato per pochi minuti una squadra impegnata nel piazzamento di corde fisse tra il Campo 3 e il Campo 4. 

 

Anche Simone Moro, che si trova sul Manaslu per fare un tentativo d'autunno in preparazione a quello invernale, ha pubblicato un aggiornamento sulla morte dei due alpinisti al campo 3, accompagnato da un video dal campo base con il cielo finalmente azzurro. "Tristi notizie dal Campo 3. Un alpinista tedesco e uno Sherpa nepalese sono stati trovati travolti da una valanga" si legge.

Quattro vittime sul Manaslu quest'anno

Guha viveva nei pressi di Francoforte, in Germania. Laureato in ingegneria meccanica, era anche un atleta di ultra-trail: aveva partecipato a 32 gare dell'UTMB World Series, diverse delle quali oltre i 100 chilometri.

Fursemba Sherpa era una guida registrata dalla Nepal Mountaineering Association e aveva già raggiunto nove volte la vetta dell'Everest. Nel suo curriculum figuravano anche Kangchenjunga, Lhotse, Cho Oyu e Manaslu.

I due decessi portano a quattro le vittime sul Manaslu dall'inizio della stagione autunnale. Il 17 settembre il cinquantenne singaporiano Lau Wee Seng era morto a circa 6.000 metri durante la discesa dal Campo 2. Il 5 settembre era stato invece trovato morto nella propria tenda al campo base il ventenne Tashi Sherpa, portatore e cuoco nepalese.

La stagione 2026 sul Manaslu è particolarmente affollata: sono stati rilasciati 480 permessi per stranieri, mentre oltre 500 guide e lavoratori locali sono impegnati nelle spedizioni. Nei prossimi giorni è attesa una possibile finestra meteorologica favorevole, per cui già alcune squadre stanno salendo ai campi alti per tentare la vetta.