Il meeting di Euma
Il meeting di Euma
Il meeting di Euma
Il meeting di Euma
Il rifugio Željezničar, una delle due strutture meta di escursioni nel weekend, sul Monte Oštrc
Il rifugio Željezničar, una delle due strutture meta di escursioni nel weekend, sul Monte Oštrc
Uniti verso Bruxelles. Si può sintetizzare così la tre giorni della prima conferenza di Euma sui rifugi europei, che si è tenuta lo scorso fine settimana a Samobor, in Croazia. Il meeting, organizzato dalla Croatian mountaineering association, ha visto partecipare Silvia Bontà come leader dell'expert group huts, team che ha recentemente completato la Carta europea dei rifugi, adottata il 16 settembre.
Il documento, nato per ottenere un riconoscimento ufficiale dei rifugi come patrimonio storico e ambientale da tutelare, è stato presentato e ha costituito una base su cui lavorare ulteriormente, in vista del proseguimento dell'iter.
Dal passato al futuro
Il Club Alpino Italiano ha partecipato ai lavori della prima giornata di venerdì anche con due interventi di Luca Gibello e Carlo Ratti. Gibello ha relazionato gli associati sulla storia dei rifugi e bivacchi, calando la realtà attuale in una retrospettiva utile a fare risaltare il valore del patrimonio disponibile, mentre Ratti ha aperto uno sguardo sul futuro delle strutture, sulle innovazioni e sul ruolo che devono ricoprire.
Presidi e non hotel
Ed è proprio su questo punto che i presenti hanno mostrato una convergenza forte: "Siamo tutti d'accordo sul fatto che i rifugi europei non devono essere e non devono essere intesi come degli hotel in quota, ma che debbano invece essere riconosciuti come un bene e un presidio culturale - spiega Bontà-. Il lavoro che ci aspetta ora è quello di riuscire ad andare verso degli standard condivisi e applicati".
“I rifugi europei non devono essere e non devono essere intesi come degli hotel in quota, ma devono invece essere riconosciuti come un bene e un presidio culturale”. Silvia Bontà
Per esempio, molte strutture ancora utilizzano fonti di energia non rinnovabili, ma anche le criticità sono le stesse. Si fanno pressanti tematiche relative all'approvvigionamento idrico e si delineano punti condivisi sul fronte della comunicazione. Nei vari Paesi è comune la difficoltà a trasmettere agli ospiti dei rifugi l'idea che le strutture siano qualcosa di ben differente rispetto agli alberghi. Insomma, i problemi che si riscontrano nei vari Stati europei sono comuni e comuni devono essere le soluzioni.
Italia capofila del cambiamento
Nel pomeriggio della prima giornata, Francesco Calvetti ha poi relazionato i presenti sugli studi tenuti a capanna Margherita in merito alla stabilità del terreno su cui poggia la struttura in uno scenario di cambiamento climatico, mentre Daniele Giordan ha illustrato il progetto Resalp sulla resilienza delle strutture alpine, nato da un accordo tra il CAI e Cnr. "Si tratta di un approccio davvero innovativo per la metodologia applicata - prosegue Bontà-. Il monitoraggio delle criticità si avvia ora verso il campionamento diretto ed è un modello che potrà fare scuola".
“Mano a mano che i lavori procedono, tra gli associati aumenta la partecipazione”.
I prossimi passi
Tutte le indicazioni ricavate dovranno ora declinarsi in risposte comuni e coordinate nelle varie nazioni, con l'obiettivo di arrivare in tempi ragionevoli a portare la carta e le istanze degli associati in commissione europea. I documenti prodotti saranno un punto di partenza per trovare risposta nelle istituzioni e ottenere fondi europei per gestire e mantenere il patrimonio dei rifugi europei. "È interessante - conclude Bontà- che varie altre nazioni come Austria, Romania e Croazia abbiano chiesto di fornire le loro indicazioni come corrispondenti. Significa che, mano a mano che i lavori procedono, tra gli associati aumenta la partecipazione. Anche i Paesi più emergenti sono molto interessati a investire nei rifugi e chi, come l'Italia, ha un ruolo di capofila, viene preso a esempio su molte tematiche, come il mantenimento dei sentieri. Sotto il profilo dei rapporti, le istituzioni si stanno avvicinando, il che ci fa capire come stiamo andando nella giusta direzione".