Luca Terenziani al simbolico "arrivo" del percorso
Il comitato di accoglienza
La gioia di Terenziani
Terenziani festeggiato all'arrivo
Si è concluso la scorsa domenica, a Santa Teresa Gallura, in Sardegna, il cammino totalmente by fair means di Luca Terenziani lungo il Sentiero Italia CAI. È stata una lunga avventura, durata più di un anno, anche per via di un importante contrattempo: partito il 18 maggio 2025 dal confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, nei pressi di Trieste, Luca ha attraversato in solitaria tutta la penisola. Terenziani, sempre a piedi, senza mai utilizzare alcun mezzo di trasporto, ha percorso l'intero arco alpino, la dorsale degli Appennini, le isole maggiori e minori, per un totale di oltre 7mila chilometri e 300mila metri di dislivello positivo.
Un cambio di approccio
Terenziani, originario di Feltre e residente in Trentino da un decennio, prima di dedicarsi ai cammini lunghi ha corso per quattordici anni a livello agonistico, tra corsa in montagna e su strada. Il suo primo cammino risale al 2024, quando dopo la chiusura del negozio che gestiva ha percorso la via degli dei in cinque giorni e mezzo; da lì sono seguiti altri cammini, per un totale di dodici lunghi trekking affrontati in circa un anno e mezzo di preparazione, fino alla decisione di affrontare integralmente il Sentiero Italia CAI.
Dopo aver attraversato il Monte Rosa e tutto l'arco alpino, percorrendo quasi 2.900 km e accumulando oltre 151mila metri di dislivello, nell'ottobre 2025 Terenziani è stato fermato a Pontremoli, in Toscana, da una colite ulcerosa, di cui soffre da dodici anni. Il problema fisico ha portato anche all'insorgenza di un’ulteriore malattia cronica autoimmune. Dopo tre mesi di cure e il rischio di non poter proseguire il suo percorso, il 31 gennaio 2026 è ripartito esattamente dal punto in cui si era fermato, continuando il cammino grazie anche a un supporto terapeutico somministrato ogni mese lungo il percorso.
Camminando verso sud
Terenziani ha quindi attraversato Lazio, Abruzzo, Campania e Calabria, toccando anche le isole di Ischia, Vulcano e Stromboli, prima di affrontare la Sicilia, dove il 25 giugno 2026 si è concesso una variante del Sentiero Italia per salire fino ai 3.327 metri del cratere di nord-est dell'Etna. Raggiunta poi la Sardegna, il suo cammino ha attraversato la Barbagia e il Supramonte, con un passaggio nel territorio di Dorgali, fino all'arrivo a Santa Teresa Gallura.
Ad accogliere Luca Terenziani al traguardo erano presenti Maria Bruna Salis, vicepresidente regionale del CAI Sardegna, Rita Idini, vicepresidente sezionale, Daniele Cappello, tesoriere sezionale in rappresentanza del CAI Sassari, e Gino Onida, pioniere del Sentiero Italia della Sardegna e rappresentante nel gruppo regionale.
Un cammino da condividere
Terenziani ha già annunciato l'intenzione di raccogliere il materiale fotografico e video realizzato durante il viaggio in un libro e in un documentario, da portare nelle sezioni del CAI di tutta Italia. “Sono partito più di un anno fa e da allora ho attraversato tutta l'Italia, dalle Alpi alla dorsale degli Appennini fino alla Sardegna. È stata l'esperienza più bella della mia vita: ho affrontato problemi di salute, difficoltà con l'attrezzatura e ogni tipo di condizione climatica, ma non ho mai mollato, anche per dimostrare che davanti alle difficoltà non ci si arrende. Ovunque ho trovato un'accoglienza e una disponibilità straordinarie nei piccoli borghi, e per questo sono riconoscente a tutti gli italiani, dal Nord al Sud e delle isole”.
“È stata l'esperienza più bella della mia vita: ho affrontato problemi di salute, difficoltà con l'attrezzatura e ogni tipo di condizione climatica, ma non ho mai mollato”. Luca Terenziani
Non hanno tardato ad arrivare anche i complimenti del Club Alpino Italiano. “Con passo costante e una dedizione incrollabile, Luca ha attraversato l'Italia lungo l'intero Sentiero Italia CAI, oltre 8.000 chilometri che uniscono montagne, culture e paesaggi da Nord a Sud, isole comprese – ha dichiarato Mario Vaccarella, componente del comitato direttivo centrale con delega al Sentiero Italia CAI -. Ha dimostrato sul campo qual è l'anima autentica del SICAI: una traccia viva sul territorio e una vera infrastruttura verde, sociale e culturale della nostra Penisola. A lui, a quanti lo hanno percorso integralmente e a quanti lo percorrono anche parzialmente, va la nostra immensa gratitudine per aver portato con orgoglio i valori e lo spirito del CAI lungo tutto questo cammino”.