Giuliano Dal Mas © FB CAI BellunoGiuliano Dal Mas avrebbe compiuto 81 anni il prossimo 17 agosto. Nato a Belluno, trapiantato in Agordino dove aveva lavorato come segretario comunale per oltre 30 anni, nell'ultima stagione della sua vita era tornato nella sua terra di orgine, là dove poteva ammirare la sua montagna preferita, la Schiara. Non era uno scalatore, ma un grande camminatore e a piedi spesso andava alla ricerca di storie da raccontare: appassionato di giornalismo, cultura, storia locale, arte, montagna e fotografia, Dal Mas è stata una figura di riferimento con una passione senza fine per la montagna in generale, ma in particolare per le Dolomiti. Era stato insignito nel 2021 del Pelmo d'Oro per il suo contributo alla cultura alpina.
L'affetto della sua sezione
Moltissimi i messaggi a lui dedicati in queste ore che seguono la notizia della scomparsa. Alla sua famiglia si stringe anche il CAI di Belluno, la sua sezione. “Come un fulmine a ciel sereno ci è giunta la mesta notizia della scomparsa di Giuliano Dal Mas. Uno di quegli uomini che tanto hanno dato al Club Alpino ed alla propria terra, dall'Agordino a Belluno e oltre, senza mai chiedere nulla in cambio. Socio CAI dal 1968, Pelmo d’Oro 2021 per la cultura alpina, accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, innamorato della sua 'Patagonia dolomitica' avendo vissuto alcuni anni in quella San Carlos de Bariloche tanto cara ai bellunesi, quante cose si potrebbero dire di lui….quante pubblicazioni, articoli, libri appassionanti…ma soprattutto quanta dedizione, quanta disponibilità, quanta amicizia, sempre con tutto il cuore e con un amore sconfinato per le Dolomiti insolite, come lui le definiva. Nel mentre rivolgiamo alla moglie Floriana, ai figli e ai parenti le nostre più sentite condoglianze e la vicinanza di tutta la Sezione, ci piace ricordarlo come in questa immagine, idealmente attorniato dalla ‘sua’ montagna regina, la S’ciara de Oro, alle luci dell’aurora dalle dita di rosa, pronto per un nuovo giorno nel quale ora amiamo pensarlo. Grazie Giuliano, la Tua Sezione ti ricorda con riconoscenza e tanto affetto”.
“Ci piace ricordarlo come in questa immagine, idealmente attorniato dalla ‘sua’ montagna regina, la S’ciara de Oro, alle luci dell’aurora dalle dita di rosa, pronto per un nuovo giorno nel quale ora amiamo pensarlo”. CAI Belluno
Tra le sue montagne
"Gli dobbiamo gratitudine per la scoperta e la riscoperta di sentieri e viaz sui monti del Sole, nel Feltrino. Uomo CAI anche come educatore” Roberto De Martin
Un uomo mai stanco di scoprire
Tra i tanti che lo hanno ricordato con trasporto, anche Roberto De Martin, già presidente generale del CAI tra il 1992 e il 1998. “È stato un alpinista sensibile, preparato, coinvolgente. Innamorato delle Dolomiti e del Gruppo della Schiara in particolare. Questo legame con il monte su cui troneggia la Gusela del Vescovà me lo avvicina a Dino Buzzati, che è stato fertile come lui di numerose attenzioni alle Dolomiti Bellunesi. In Giuliano era poi costante un richiamo all’Argentina e alle montagne della Patagonia che gli davano curiosità e melanconie. Gli dobbiamo gratitudine per la scoperta e la riscoperta di sentieri e viaz sui monti del Sole, nel Feltrino. Uomo CAI anche come educatore”.