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L'iniziativa è promossa dalla commissione culturale del CAI di Milano, ma è aperta a tutti e investe un tema piuttosto marginale nelle agende di chi si occupa di montagna sotto il profilo della gestione del territorio, eppure con una propria rilevanza. La sede meneghina del sodalizio ha avviato un percorso di approfondimento e mappatura del patrimonio immateriale delle comunità montane - e non solo- focalizzato sulla salvaguardia di miti, leggende e tradizioni locali.
Un patrimonio a rischio estinzione
Il patrimonio folkloristico è sottoposto a sollecitazioni particolarmente importanti nella società moderna, stretto tra il naturale scorrere del tempo e la diffusione di nuove forme di comunicazione, tendenti a rielaborare la tradizione con modalità e dimensioni mai viste nel corso della storia moderna. Inoltre, questo bagaglio culturale è soggetto a ulteriori sollecitazioni, a causa del forte impatto che il boom economico ha avuto su territori precedentemente poco urbanizzati.
Il problema non riguarda ovviamente solo l'Italia e le nostre montagne. Sulla scia di altri Paesi che hanno già avviato percorsi di tutela, la commissione culturale del CAI Milano perciò ha deciso di avviare un proprio percorso. Il Club Alpino Italiano sottolinea come "i miti locali non siano semplici personaggi astratti, bensì una fondamentale chiave di lettura della stratificazione antropica e del profondo rapporto tra le persone e l'ambiente in cui vivono". La ricerca avviata non si limita a interessare il solo arco alpino: l'obiettivo è "raccogliere le memorie di tutto il territorio italiano e limitrofo, includendo le comunità lacustri, collinari, costiere, rivierasche, dei delta dei fiumi, delle isole, della macchia mediterranea e appenninica".
Come partecipare
Per mappare e rendere fruibili queste preziose memorie in futuro, è stato predisposto un modulo online che rimarrà aperto e compilabile almeno fino all'autunno del 2026, un tempo necessario a raccogliere quante più testimonianze possibili. Il form è stato pensato per essere estremamente versatile, modificabile in qualsiasi momento e strutturato in più sezioni, per garantire agilità di compilazione. La compilazione di tutti i campi non è obbligatoria.
La ricerca si divide in tre macro-aree d'indagine, con un interesse che si rivolge tanto ai luoghi quanto alle narrazioni, senza dimenticare le celebrazioni:
-Creature fantastiche: considerato il cuore della ricerca, poiché la memoria di fate, folletti o mutaforma è la più fragile. Il modulo indaga l'aspetto (zoomorfo o antropomorfo), l'habitat (boschi, grotte, mulini, ecc.) e i comportamenti verso gli esseri umani
-Festività e ricorrenze: dedicata a carnevali, processioni sacre e profane o feste di Ognissanti. Viene richiesta l'origine storica (dall'età preromana a quella contemporanea), l'allineamento astronomico e la descrizione di usanze, cibi o maschere tipiche.
-Luoghi del territorio: focalizzata su elementi naturali o artificiali legati alle leggende (massi erratici, rovine, santuari). Si indaga la funzione originale del luogo e se sia ancora oggi frequentato o provvisto di segnaletica escursionistica.
Linee guida
Chi lo desidera, può arricchire la propria segnalazione inviando immagini o fotografie a supporto. Per l'invio è necessario rispettare tre regole fondamentali: le immagini devono essere reali e non generate tramite intelligenza artificiale; devono essere di proprietà di chi le invia, oppure deve esserne chiaramente indicato l'autore; i file devono essere in bassa risoluzione (dimensione massima: 10MB).
La raccolta e la gestione dei dati sono curate in prima persona da Marika Michelazzi, membro della commissione culturale del CAI Milano. Illustratrice, autrice e laureata in storia antica e medievale presso l'Università degli Studi di Milano, è tra le fondatrici dell'associazione per la scrittura fantasy Dracones. Sul tema del folklore e del rapporto tra antiche memorie e lo storytelling nei media contemporanei (fumetti, cinema), Marika Michelazzi ha già relazionato in diverse sedi accademiche e divulgative.