Foresta italiana.jpg © Legambiente
È partita lo scorso 23 aprile la fase consultiva per l’elaborazione del Piano Nazionale di Ripristino italiano, in attuazione del regolamento europeo sulla Nature Restoration Law, approvato a giugno 2024. Il piano rappresenta un’opportunità concreta per tentare di ripristinare gli ecosistemi degradati, contrastare la perdita di biodiversità e rafforzare la resilienza climatica del nostro Paese. La consultazione è aperta fino al 9 giugno, c'è quindi ancora un mese abbondante per partecipare. Insomma, chi ritiene di avere opinioni, suggerimenti e visioni a riguardo ha tutto il tempo necessario per fare sentire la propria voce. È possibile partecipare attivamente alla consultazione collegandosi al portale https://partecipa.gov.it e compilando il relativo questionario.
Di cosa si tratta
Il regolamento stabilisce un obiettivo vincolante secondo l'Unione Europea: impone agli Stati membri di attuare misure di ripristino efficaci che riguardino, entro il 2030, almeno il 20% delle zone terrestri e il 20% di quelle marine a livello comunitario. Entro il 2050, dovranno essere poste in atto misure per tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino. Questo obiettivo si basa sull'impegno internazionale assunto dall'UE al vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità di dicembre 2022.
In questo contesto, il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, insieme al ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste - con il supporto di ISPRA-, hanno avviato una consultazione pubblica rivolta a tutti i cittadini e ai portatori di interesse, fondamentale per la redazione del piano stesso. Si tratta di uno strumento che permette di dare voce ai territori, raccogliendo contributi utili per la stesura del piano e promuovendo il dialogo e la diffusione di informazioni scientifiche sui benefici del ripristino. Ovviamente, declinato sul nostro territorio, il piano ha l'obiettivo di massimizzare l'efficacia delle misure a livello nazionale.
La posizione del CAI
Il Club Alpino Italiano crede nelle potenzialità di uno strumento che punta sull'ampliamento della partecipazione e allo stesso tempo vuole vigilare sull'effettiva attenzione delle istituzioni ai temi e alle specificità indicate dai territori in tema di recupero del patrimonio naturale. “Nell’ambito del PNR -riferisce Mario Vaccarella, componente del comitato direttivo centrale del CAI con delega alle tematiche ambientali- la consultazione pubblica rappresenta un momento di partecipazione e co-creazione, utile a raccogliere l’opinione dei cittadini, i commenti specifici dei soggetti interessati e i dati utili da associazioni ed enti di ricerca per migliorare e integrare i contenuti della bozza di PNR condivisa. Naturalmente, diventa efficace nel momento in cui le proposte ritenute valide, vengano messe in atto e pianificate realmente, per il raggiungimento degli obiettivi elencati nell’avviso e non solamente per pura facciata e adempimento formale”.
"Il PNR diventa efficace nel momento in cui le proposte ritenute valide, vengano messe in atto e pianificate realmente e non solamente per pura facciata e adempimento formale”. Mario Vaccarella
Le associazioni ambientaliste
Massima attenzione ovviamente anche da parte delle associazioni ambientaliste. Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia salutano con favore questo passaggio, ma esprimono al contempo preoccupazione per i ritardi accumulati nel processo di redazione del piano e per il rischio che la consultazione pubblica – avviata solo la settimana scorsa – si trasformi in una mera formalità, limitando la possibilità per cittadini, stakeholder e comunità scientifica di apportare contributi realmente significativi. La prima bozza di Piano infatti dovrà essere trasmessa alla Commissione Europea entro il 1° settembre 2026.
Per supportare il complesso processo di redazione del Piano, Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia hanno avviato il progetto Obiettivo Ripristino Natura, che intende promuovere la tutela della biodiversità e della salute degli ecosistemi, sia supportando l'attuazione di politiche nazionali e regionali e il necessario dialogo tra società civile e istituzioni, sia promuovendo iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e per i cittadini.