Una zecca su un corpo umano © Gzen92 - Wikimedia Commons
Zecca © Pixabay
Una zecca dei boschi (Ixodes ricinus)
Le zecche sono piccoli parassiti che vivono soprattutto nei boschi e nelle aree ricche di vegetazione. Hanno dimensioni variabili, da pochi millimetri fino a circa un centimetro, e si nutrono di sangue grazie a un apparato buccale in grado di penetrare la pelle.
Durante le escursioni in montagna può capitare di incontrarle, soprattutto nei mesi caldi e umidi. Questo non deve scoraggiare le famiglie dal frequentare la natura: con alcune semplici precauzioni è possibile ridurre molto il rischio di punture.
Dove si trovano le zecche?
In Europa esistono diverse specie di zecche. In Italia, in particolare, ne sono state identificate 36 specie, ma le più comuni sono Ixodes ricinus, chiamata anche zecca dei boschi, e Rhipicephalus sanguineus, la zecca del cane.
Il loro ambiente preferito sono prati, boschi, pascoli e zone frequentate da animali selvatici o domestici. Questi parassiti non saltano e non volano: di solito si posizionano sull’estremità delle piante o dei fili d’erba, in attesa del passaggio di un ospite. Quando un animale o una persona sfiora la vegetazione, si attaccano alla pelle e possono rimanere ancorate anche per diversi giorni.
La puntura, nella maggior parte dei casi, non si avverte, perché la saliva della zecca contiene sostanze con effetto anestetico.
Correre e giocare nei prati è davvero divertente, ma è proprio su foglie e fili d'erba che le zecche si posizionano e attendono il passaggio di un ospite. @PixabyQuali malattie possono trasmettere?
La puntura di zecca, di per sé, non è pericolosa. Il problema è legato alle eventuali infezioni che possono essere trasmesse. In Italia le principali sono l’encefalite da zecca e la malattia di Lyme.
L’encefalite da zecca (TBE) è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso e, nella maggior parte dei casi non provoca sintomi. In alcuni pazienti, dopo alcuni giorni o settimane, possono comparire febbre, mal di testa e dolori muscolari simili a quelli dell’influenza. In una minoranza dei casi la malattia può evolvere con un coinvolgimento neurologico più serio, ma nei bambini, fortunatamente, il decorso è spesso più lieve rispetto agli adulti. In Italia è, inoltre, disponibile un vaccino, raccomandato soprattutto nelle aree a maggiore rischio.
La malattia di Lyme è, invece, causata da un batterio, Borrelia burgdorferi. Il segno più caratteristico è l’eritema migrante, caratterizzato da una macchia arrossata che compare nel punto del morso e che tende ad allargarsi nei giorni successivi. Se riconosciuta precocemente, la malattia si cura efficacemente con terapia antibiotica. È importante sapere che l’infezione non lascia immunità: quindi è possibile contrarla più di una volta.
Eritema migrante, segno clinico caratteristico della malattia di Lyme. @Wikimedia CommonsCome prevenire le punture durante le escursioni
Quando si va in montagna con i bambini, la prevenzione è la strategia più efficace.
Partendo dall’abbigliamento, è importante scegliere pantaloni lunghi e di colore chiaro, avendo l’accortezza di infilarli dentro le calze, soprattutto durante le passeggiate nei prati con erba alta. Oltre all’utilizzo di specifici repellenti cutanei che si possono acquistare in farmacia, è fondamentale controllare minuziosamente la pelle dei bambini al rientro da ogni escursione. In particolare, prestare molta attenzione alle zone più nascoste, come le pieghe cutanee, le ascelle, il cuoio capelluto e le orecchie. Per scrupolo e precauzione, effettuare questa operazione anche il giorno successivo e lavare gli abiti indossati una volta in più.
Infine, se in famiglia ci sono cani o altri animali domestici, è importante proteggerli con prodotti antiparassitari e controllarli attentamente dopo le passeggiate.
E se notiamo una zecca sulla pelle cosa facciamo?
Se durante il controllo della pelle si nota una zecca attaccata, è importante rimuoverla il prima possibile, perché il rischio di trasmissione di infezioni aumenta con il tempo.
L’animale va afferrato con una pinzetta a punte sottili, il più vicino possibile alla pelle, ed estratto delicatamente “svitandolo” in senso antiorario ed evitando di schiacciarne il corpo. Non applicare olio, alcol, creme o fonti di calore per cercare di staccare la zecca, perché può essere controproducente! Dopo averla rimossa, è opportuno disinfettare la zona e lavarsi bene le mani. Consultare il medico se, nei giorni successivi, compaiono sintomi di rilievo.