i due climber incrodati
Il fascio di luce
La zona dell'intervento
"Spettacolo" involontario di luci sul Piccolo Dain per il Soccorso Alpino © Soccorso Alpino Trentino
Nella serata di ieri due climber tedeschi, rispettivamente del 1958 e del 1974, si sono trovati in difficoltà lungo la discesa dalla via Le strane voglie di Amélie sul Piccolo Dain, nella Valle del Sarca, sopra l'abitato delle Sarche.
La chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 è arrivata intorno alle 20.30 da uno dei due alpinisti: hanno riferito di avere perso la traccia del sentiero di rientro e, con l’approssimarsi dell’imbrunire, hanno richiesto supporto. La Centrale Unica di Emergenza ha attivato prontamente le stazioni di Trento - Monte Bondone e Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino.
L'intervento
In un primo momento, dopo l’individuazione dei due grazie all’utilizzo della fotoelettrica messa a disposizione dai Vigili del Fuoco, operativi e in sinergia con il Soccorso Alpino, è stato tentato un avvicinamento da parte delle squadre di terra: cinque soccorritori di Trento - Monte Bondone, più altri tre di Riva del Garda hanno coordinato le operazioni per l’avvicinamento. Spettacolari le immagini notturne, anche se ovviamente si sarebbe preferito potere evitare tanto clamore e rumore visivo.
Considerata la posizione dei due climber, leggermente fuori traccia a seguito di alcune calate effettuate su una linea non corretta, secondo propria decisione e valutati i rischi e i tempi di un recupero via terra in zona impervia, è stato deciso di richiedere l’intervento dell’elisoccorso che ha semplificato le operazioni.
L’elicottero, decollato da Trento, ha provveduto al recupero dei due illesi, riportati a valle e poi rientrati autonomamente. L’intervento si è concluso intorno alle 23.30.
La difficoltà non è tutto
La via Le strane voglie di Amélie sale sul versante meridionale del Piccolo Dain, correndo sostanzialmente su un spigolo. Le difficoltà sono tra le più contenute della montagna e non arrivano al VI grado, ma una certa instabilità della roccia in alcuni punti e una discesa non proprio agevole nel primo tratto a piedi, dove bisogna disarrampicare- richiedono una certa confidenza con l'ambiente. Il rischio è appunto quello di trovarsi fuori traccia, su terreno instabile, impossibilitati a proseguire, soprattutto con il buio.