Rifugio Viel del Pan: escursione lungo la strada della farina

Dal Passo Fedaia alla struttura gestita si snoda una facile escursione tra larici, mughi e prati sospesi, con la Marmolada sempre davanti agli occhi. Ma dietro quel nome si nasconde una storia antica di commerci nelle valli ladine.

Ci sono montagne che si raggiungono e montagne che, semplicemente, accompagnano il cammino. Sul tracciato che porta al rifugio Viel dal Pan, la Marmolada appartiene decisamente alla seconda categoria. Rimane davanti agli occhi per gran parte dell'escursione, cambiando forma e prospettiva a ogni passo, mentre il sentiero attraversa uno dei paesaggi più conosciuti e suggestivi delle Dolomiti.

Dove comincia il sentiero

L'escursione comincia dal Passo Fedaia, a circa 2050 metri di quota, nei pressi del Rifugio Castiglioni alla Marmolada. Da qui si imbocca il sentiero SAT n. 601, seguendo le indicazioni per il Viel dal Pan. Sono circa due ore di cammino per poco meno di 400 metri di dislivello, senza particolari difficoltà tecniche: una salita alla portata dell'escursionista allenato, che permette di raggiungere una quota importante senza affrontare pendenze impegnative.

Il primo tratto è quello in cui si guadagna più rapidamente quota. Il 601 sale con una successione di piccoli tornanti, lasciando progressivamente alle spalle il Passo Fedaia e il lago omonimo. Intorno il bosco è composto da larici, abeti, pini mughi e cembri, mentre il sentiero si alza con pendenza regolare, accompagnato qua e là da piccoli gradini in legno.

Bastano pochi minuti per accorgersi di quanto rapidamente cambi il panorama. Guardando indietro, il lago Fedaia appare già più in basso e la Marmolada comincia a occupare gran parte dell'orizzonte. È una presenza costante, che rimane davanti agli occhi mentre il sentiero continua a salire.

Con l'aumentare della quota il bosco si fa progressivamente più rado e lascia spazio ai prati e ai pendii d'alta quota. Il panorama prende così il posto della vegetazione e il percorso comincia a seguire il versante con un andamento più regolare. La Marmolada rimane sulla sinistra, con le sue pareti e il ghiacciaio, mentre alle spalle il lago diventa sempre più piccolo e la prospettiva sulla valle si allarga.

Intorno ai 2300 metri il sentiero tende a spianare. Dopo la salita iniziale, il 601 corre quasi orizzontalmente lungo il pendio, alternando brevi saliscendi e piccoli attraversamenti d'acqua. Il tracciato è ben evidente e segnato e, da questo punto, il cammino diventa soprattutto panoramico.

È proprio qui che il paesaggio si apre anche verso l'altro versante come se il Rifugio fosse sospeso tra due mondi. Compaiono il gruppo del Sella, il Piz Boè, il Sassongher e Sas dla Crusc, mentre più in basso si riconoscono le Valli Gardena e Badia. Da una parte la Marmolada, dall'altra le grandi cime che fanno da corona al percorso.

L'ultimo tratto è quasi una passeggiata in quota. Il sentiero continua lungo il pendio con la Marmolada e il Grand Vernel sulla sinistra, mentre davanti iniziano a comparire le forme del rifugio. Una breve salita porta infine al Rifugio Viel dal Pan, a 2432 metri.

La costruzione si riconosce già da lontano. Le sue finestre bianche e azzurre riprendono quasi i colori del cielo e del paesaggio e guardano direttamente verso la Marmolada, la vera protagonista di questo tratto delle Dolomiti. È il punto in cui fermarsi, sedersi davanti alla montagna e guardare il percorso appena fatto.

Ma il sentiero non finisce qui. Il 601 prosegue verso il Passo Pordoi, inserendosi in una traversata più lunga che collega i due passi mantenendosi in quota. Per chi invece ha scelto il Viel dal Pan come meta, il rifugio è già il punto perfetto per fermarsi e osservare la montagna da una prospettiva diversa. Perché prima di essere un itinerario panoramico, questo percorso era soprattutto una strada.

Panorama lungo il tratto di sentiero semi pianeggiante che porta verso il rifugio

La strada della farina

Il nome Viel dal Pan significa infatti, in ladino, Via del Pane. Non è un nome scelto per la presenza di un forno, di una malga o di qualche antica leggenda.

 

Il sentiero prende il nome dalla funzione che aveva in passato. Lungo questo percorso transitavano i commercianti del Bellunese che trasportavano farina verso le valli ladine, utilizzando il tracciato per attraversare la montagna senza dover seguire i più lunghi percorsi di fondovalle. La farina poteva poi essere scambiata con altri prodotti, compresi oggetti di artigianato.

 

È una storia che cambia completamente il modo di guardare il sentiero. Quella che oggi appare come una spettacolare balconata sulla Marmolada era, per chi viveva queste montagne, una vera via di comunicazione. Non si camminava per ammirare il panorama. Si camminava perché serviva arrivare dall'altra parte.

 

La montagna non era quindi soltanto un ostacolo da superare, ma uno spazio attraversato quotidianamente da persone, merci e scambi. Il pane, elemento essenziale della vita quotidiana, dà ancora oggi il nome a questa strada sospesa tra le Dolomiti.

Il Bindelweg

Il Viel dal Pan conserva però anche un secondo nome, meno conosciuto: Bindelweg. Alla fine dell'Ottocento il percorso fu riscoperto dal medico tedesco Karl Bindel, presidente della sezione DOAV-CAI di Bamberga

 

Bindel lo percorse e ne curò personalmente la sistemazione, contribuendo a trasformare un'antica via utilizzata per gli scambi in un itinerario che sarebbe entrato nella storia dell'alpinismo e dell'escursionismo dolomitico che in quegli anni iniziava a fiorire anche tra quelle cime. Da qui il nome con cui il sentiero 601 è ancora oggi conosciuto. 

 

Per secoli il sentiero era stato soprattutto una necessità, una via più rapida tra due territori. Con la nascita dell'alpinismo moderno e l'interesse crescente verso le Dolomiti, gli stessi percorsi iniziarono a essere osservati con occhi diversi. Le strade utilizzate dagli abitanti e dai commercianti diventarono itinerari da conoscere, percorrere e sistemare. Il Viel dal Pan è rimasto così fedele alla sua forma originaria, ma ha cambiato lentamente il motivo per cui lo percorriamo.

 

Una strada che continua a unire

Oggi lungo l'allora via del pane si cammina per la Marmolada, per il lago Fedaia, per il Sella e per quella sensazione particolare di trovarsi su una montagna sospesa tra due grandi paesaggi dolomitici. Ma il panorama è soltanto l'ultima pagina di una storia molto più lunga.

 

Prima degli escursionisti c'erano i commercianti con la farina, prima del sentiero panoramico c'era una strada necessaria per mettere in comunicazione le valli. Poi arrivò Bindel, e con lui un nuovo modo di guardare a quel percorso. La strada è rimasta, ma è cambiato il modo di percorrerla.

 

Oggi conduce gli escursionisti su una delle più belle terrazze delle Dolomiti, davanti alla Marmolada. Ma il Viel dal Pan continua, in fondo, a fare ciò per cui è nato: mettere in comunicazione una valle con l'altra e, attraverso il cammino, le persone con la montagna.

NB: Il sentiero al momento risulta aperto e non presenta interruzioni, chiusure o frane di nessun tipo. È importante verificare sempre le condizioni del sentiero prima di pianificare un'escursione e fare altrettanto con le previsioni del tempo.