Schiodatura 'Black hole', interviene Giordani: "Prepotenti e vigliacchi"

L'alpinista trentino difende Grill: "Heinz ha sempre dimostrato grande rispetto, chiedendo opinioni e autorizzazioni. L'alpinista tedesco sottolinea che i suoi interventi sono in nome della sicurezza e della tutela, aggiungendo: "Mai più clessidre trapanate"

 

Dalla stretta cronaca a una riflessione allargata sugli interventi di manutenzione e riqualificazione delle vie della Valle della Sarca: il caso della schiodatura delle soste sulla Black hole di Stenghel e Giordani ha offerto - nonostante il deprecabile gesto- un'occasione per parlare in maniera più diffusa del patrimonio alpinistico di Arco e dintorni.

Rispetto e sicurezza

A tornare sul tema è stato nuovamente Heinz Grill che, pur senza citarlo, sembra volere rispondere a Thomas Gianola. Lo scalatore altoatesino aveva sollevato il tema del "rispetto" delle vie esistenti e degli alpinisti che ci hanno preceduto, ricordando come Grill abbia negli anni aggiunto soste a spit su vie storiche della valle - citando a titolo di esempio Fiore di corallo o via il razzismo dal mondo - e aperto varianti con clessidre trapanate e chiodi piantati su buchi precedentemente realizzati con il trapano. 

 

La risposta di Grill entra nel merito, partendo da una considerazione sulla sicurezza delle stesse vie: "Questi itinerari sono una eredità per il mondo intero. La discussione su cosa facciamo con gli itinerari classici già un po’ fuori dalle frequentazioni, può aprire una prospettiva. Ivo Rabanser dice che questo stile con una sosta sicura e buona, soprattutto con un anello, è importante. Tutte le sicurezze intermedie sono molto variabili e secondo la via originale".

Uno stile unico?

Rispetto alla critica sulla standardizzazione delle vie, Grill pone l'accento sullo stato di "abbandono" di alcune vie, che invece ora possono godere di maggiore frequentazione grazie agli interventi. "Un pericolo sarebbe che tutte le vie diventino un po’ unilaterali in uno stile troppo unificato. Abbiamo migliorato 'Black hole', 'Ombre rosse', 'Excalibur' e 'Fiore di Corallo'. Tutte hanno ora una maggiore frequentazione. Con la ristrutturazione della 'Rinascita' abbiamo fatto una delle prime ripetizioni dopo 40 anni. La ristrutturazione riporta in un certo senso la via nel mondo. 'Black hole' è una via bellissima e rimane molto originale. Neanche un chiodo intermedio è stato aggiunto, sono solo stati sostituiti alcuni cordini".

Il problema delle clessidre trapanate

Grill scrive anche di una presa di coscienza riguardo alle clessidre, forse uno degli aspetti più interessanti trattati, dal momento che mostra una concreta intenzione di evitare certi interventi in futuro. "Quest’estate abbiamo avuto tra di noi una grande discussione sulle clessidre trapanate. Ho fatto valere che tutti noi nel nostro gruppo non faremo per il futuro più clessidre trapanate, perché queste clessidre trapanate rendono le vie troppo unificate. Vorremmo sempre lo stile originale, sia per i miglioramenti in altre vie, sia per le nostre vie future".

 

“Tutti noi nel nostro gruppo non faremo per il futuro più clessidre trapanate” Heinz Grill

Sulle varianti, l'alpinista rivendica la bontà delle soluzioni trovate, che nulla tolgono agli itinerari originali. "L’uscita nuova nella 'Black hole' arricchisce molto la bella struttura della via. Il centro è il diedro rosso, alla fine arrivano ancora tre tiri nuovi sulle placche e la zona friabile dell’originale con molto bosco può essere evitata. Per 'Excalibur' un amico ci ha chiesto di renderla più sicura, sopratutto le soste, che non sono abbastanza attrezzate, con chiodi molti dispersi in angoli lontani. Una sosta ha preso uno spazio di 3 metri quadri con i chiodi. Un anello e un buon chiodo normale danno a questa via una buona immagine estetica e non è banalizzata. La pulizia del friabile è secondo noi importante, per rendere una via più ritmica e bella. Nella 'Rinascita' i chiodi erano quasi sempre sotto l’erba. Nella 'Black hole' la linea non è stata modificata. Anche la 'Ombre rosse' non l’abbiamo modificata, solo un tiro friabile all’uscita l’abbiamo fatto nuovo. L’attacco diretto della 'Excalibur' è più bello ed evita zone erbose e friabili".

Giordani difende Grill

Grill chiama quindi giustamente in causa Giordani. "Chi ha il diritto di ristrutturare una via sono soprattutto i primi salitori. Con Maurizio Giordani sono in contatto e io gli ho chiesto il permesso". Nel giro di poco è arrivato su Facebook l'intervento dell'apritore della Black hole. “Io c’ero…quando l’abbiamo aperta con Ciano e quando l’abbiamo ripetuta, quarant’anni dopo, con Ciano e Marco. Intervengo quindi a dire la mia opinione, anche se fatti come questo mi demotivano e addolorano. Sono per la piena libertà di pensiero e rispetto tutti da questo punto di vista, specialmente quelli che la pensano diversamente da me…ma non sopporto gli arroganti, i prepotenti e nemmeno i vigliacchi, che in questo caso si sono ben fatti notare. Ritorno con il pensiero ai due americani che hanno schiodato la Maestri al Torre (***** ma almeno non vigliacchi) per evidenziare che fatti di arroganza incontrollata se ne vedono spesso in giro ed è proprio questa mancanza di rispetto che mi fa imbestialire, perché l’essere umano, quando perde il rispetto, la capacità di capire e accettare, diventa una bestia. In questo caso come in molti altri simili, Heinz ha sempre dimostrato grande rispetto nei suoi movimenti in parete (cosa che non si può dire di molti altri protagonisti della valle), chiedendo opinioni ed autorizzazioni quando si andava ad intervenire su progetti o realizzazioni altrui. Chi lo fa di nascosto nemmeno andrebbe considerato se non fosse per i danni che fa, non solo alla montagna e all’alpinismo ma soprattutto al suo amor proprio, se ne ha uno, perché chi non ha il coraggio di sostenere, senza nascondersi, le proprie opinioni e azioni, vede miseria quando passa davanti ad uno specchio”.

 

"Heinz ha sempre dimostrato grande rispetto nei suoi movimenti in parete, chiedendo opinioni edautorizzazioni quando si andava ad intervenire su progetti o realizzazioni altrui. Chi lo fa di nascosto nemmeno andrebbe considerato se non fosse per i danni che fa" Maurizio Giordani

Giordani poi apre sul tema più vasto della tutela del patrimonio alpinistico. “Ora non dimenticherei il tema alla base di quanto è successo perché è attuale e importante. Come vogliamo l’alpinismo del futuro (non l’arrampicata che quella ormai va avanti per la sua strada senza possibilità di interferenze…)?”

 

Riteniamo che la domanda finale di Giordani sia pienamente condivisibile a prescindere da come si voglia considerare l'intervento precedente. Come redazione de Lo Scarpone ci limitiamo a sottolineare che il lavoro altrui - quando mosso da sinceri intenti e con l'approvazione degli apritori- andrebbe rispettato e invitiamo chiunque abbia un'opinione sulla gestione del patrimonio alpinistico della valle a scriverci. Cercheremo di dare spazio a ogni opinione civile.