Jugal II: prima salita per una spedizione basca, niente cima per Benet e Meroi

Mikel Zabalza, Ruben Perez e Mikel Saez sono riusciti a completare l'ascesa sulla ripida parete est-sud-est della montagna nepalese, mentre la cordata italiana ha dovuto rinunciare a soli 200 metri dalla vetta per mancanza di materiale da bivacco

 

I baschi Mikel Zabalza, Ruben Perez e Mikel Saez de Urabain hanno realizzato la prima ascensione del Jugal II (6.518 metri), in Nepal, al confine con il Tibet. I tre sono riusciti a completare un'impegnativa salita lungo la ripida parete est-sud-est e sono già rientrati a Kathmandu. Niente da fare invece per Romano Benet e Nives Meroi, che hanno dovuto rinunciare a soli 200 metri dalla vetta. La cordata italiana, come già scritto in precedenza, aveva come obiettivo iniziale della spedizione una nuova via sulla parete sud del Tilicho Peak, ma viste le condizioni meteo avevano ripiegato sull'inviolato Seimila, trovando nei baschi dei determinati compagni di avventura.

Un cambio in corsa

Ma come ha spiegato lo stesso Benet, il cambio di programma dell'ultimo minuto non ha permesso di affrontare al meglio la montagna. "Siamo a Kathmandu, purtroppo niente cima. Siamo andati all'avventura non avendo mai visto la montagna e non sapendo il tipo di salita che ci aspettava, abbiamo provato...arrivati a 200 metri dalla vetta abbiamo deciso di rinunciare per evitare il terzo bivacco. Non avevamo materiale per bivaccare su questo tipo di parete dove non è possibile ricavare delle piazzole. I nostri amici baschi, con i quali abbiamo condiviso la salita, avevano il materiale necessario avendo in passato studiato la parete". Tine Cuder, sloveno e terzo membro della squadra, si era invece ammalato e aveva abbandonato la spedizione due settimane fa.

 

“Arrivati a 200 metri dalla vetta abbiamo deciso di rinunciare per evitare il terzo bivacco. Non avevamo materiale” Romano Benet 

La spedizione spagnola

La squadra basca ha scalato la parete est-sud-est e ha raggiunto la vetta il 26 ottobre. Il giorno successivo, sono rientrati al campo base, come confermato dal loro team al Diario de Navarra. Zabalza e Urabain avevano già esplorato la zona nella primavera del 2024, ma il maltempo aveva impedito loro di tentare la scalata. In quell'occasione avevano salito lo Jugal V (5.922 metri) e il Gyaltsen (6.170 metri). Zabalza è un veterano dell'alpinismo himalayano e solo pochi giorni fa avevamo ricordato la sua salita del Dorje Lhakpa (6.966 metri) per la cresta sud nel 2021, in occasione della prima discesa firmata da Nick Russell e compagni.

Un obiettivo recente

Lo Jugal Himal si trova a nord-est di Kathmandu, al confine con il Tibet. È facilmente accessibile per essere una vetta precedentemente inviolata, raggiungibile con i mezzi e un trekking di pochi giorni. Ma lo Jugal principale (6.591 metri) e il II sono stati aperti alle spedizioni straniere solo nel 2023, alimentando gli appetiti degli alpinisti. Nella primavera del 2024, l'esperto sudcoreano Um Hong-gil ha guidato una spedizione coreano-nepalese, con la partecipazione di sherpa Dawa Yangzum e Lakpa Dendi, verso entrambe le cime inviolate del Jugal. Avevano raggiunto la vetta dello Jugal I, ma non quella dello Jugal II.