I set da ferrata più recenti si adattano meglio a diverse taglie e pesi
EAS -Energy Absorbing System, ovvero sistemi di assorbimento di energia, così oggi la normativa definisce i set da ferrata. Questo dispositivo, che all’inizio era auto costruito (e anche poco diffuso nell’utilizzo), è stato nel tempo assoggettato a precise prescrizioni normative che ne curano l’efficacia (ovvero la resistenza a rottura) e l’efficienza (ossia il fatto che devono restituire un limitato valore di forza), in caso di volo all’’alpinista/escursionista che dovesse cadere in una via ferrata.
L'evoluzione dei sistemi
a cura del centro studi materiali e tecniche del Club Alpino Italiano
Le revisioni della norna di riferimento (EN 958), negli anni sono state molteplici e hanno seguito un processo di modernizzazione di questi dispositivi di protezione individuale (DPI), legate ai continui studi sulla dinamica della caduta e degli effetti che essa genera nel corpo umano di una persona sia adulta che in età evolutiva.
Ciò ha significato che nel tempo le modalità costruttive sono cambiate, interessando innanzitutto la parte principale di questo attrezzo, ovvero, il sistema di dissipazione dell’energia di caduta. Nei primi set la dissipazione veniva generata dalla frizione di una corda dinamica attraverso una piastrina piena di fori. Oggi invece, con l'impiego del dissipatore tessile, l'energia viene assorbita tramite la lacerazione, in modo controllato, delle cuciture della fettuccia dell'EAS.
Riutilizzo dopo caduta? No grazie
Questo significa che, a differenza di quel che succedeva con i vecchi set, in caso di volo non è più possibile ripassare la corda attraverso i fori della piastrina per proseguire e concludere la ferrata, perché una volta aperte le cuciture queste risultano danneggiate per sempre; d’altro canto, però, i moderni set da ferrata, riescono ad adattarsi a persone con massa diversa, coprendo sia adulti che bambini.
Il funzionamento nel dettaglio
A seguito dell’aggiornamento della norma sugli EAS (comunemente i set da ferrata - figure 1 e 2), del maggio 2024, descriviamo sinteticamente i punti rilevanti rispetto alla precedente versione del 2017.
figura 1
figura 2
Le novità, rispetto alla scorsa versione, riguardano principalmente i valori di forza massima rilevati durante la prova di caduta dinamica con la massa di 40 kg, l’introduzione dell’utilizzo della massa da 80 kg e una diversa procedura di caduta della massa che ora avviene in modo un po’ diverso e non più con l’utilizzo della catch plate (detta anche placca di impatto).
Per quanto riguarda le prescrizioni sulla costruzione dei bracci (o rami) del set e le relative prove a fatica, rimane tutto come previsto dalla versione precedente, così come i limiti statici previsti (vedere la tabella 3, che rimane invariata).
tabella 3Prestazioni dinamiche
Per meglio spiegare le differenze previste dalla nuova versione della norma, facciamo riferimento alle tabelle 1 e 2. La prima (tabella 1), fa riferimento a quanto prescritto dalla EN 958 del 2017, la tabella 2 riassume invece quanto prescritto dall’ultima versione della norma.
tabella 1
tabella 2
Confrontando le tabelle si possono notare i seguenti cambiamenti:
-nel caso di test con massa da 40 kg, la forza massima ammessa passa da 3,5 kN a 4 kN;
-negli altri casi, rimane come limite superiore di forza massima ammessa il valore di 6 kN, ma si aggiunge la prova con la massa da 80 kg e cambiano leggermente le modalità di test in relazione al come collegare i rami del set.
Un ulteriore cambiamento è relativo alla modalità di prova. Nella figura 3 è riportato, in modoschematico, la modalità di prova dinamica prevista dalla norma nella versione del 2017.
EAS test EN 958-2017 1 - Massa di acciaio rigida di 40 kg o 120 kg in caduta (guidata). 2 - Dispositivo di misurazione della forza. 3 - Dispositivo di collegamento. 4 - Braccio(i). 5 - Dissipatore di energia. 6 - Punto di attacco dell’imbracatura. 7 - Placca di impatto collegata al punto di attacco dell’imbracatura.
Nella figura 4, invece, si riporta in modo schematico quanto prescritto dall’attuale versione della norma. In pratica la caduta della massa può avvenire secondo due modalità: come già avveniva in passato, utilizzando la placca di impatto, o lasciando cadere la massa d’acciaio collegata e portando tutto il sistema in altezza in modo da sviluppare una caduta di 5 metri.
figura 4 - didascalia EAS test EN 958-2024 1 - Dispositivo di misurazione della forza. 2 - Maglia rapida in acciaio (Ø 12 mm). 3 - Cordino di prolunga. 4 - Maglia rapida in acciaio o dispositivo di connessione (Ø 12 mm). 5 - Braccio(i). 6 - Dissipatore di energia. 7 - Punto di attacco dell’imbracatura. 8 - Massa di acciaio rigida di 40 kg, 80 kg o 120 kg in caduta (guidata).
Prestazioni statiche
Rimangono invariate, invece, le prescrizioni statiche dei componenti costituenti l’EAS che vengono riassunte sopra, nella tabella 3.
Approfittiamo di queste brevi note di aggiornamento sulla normativa di riferimento degli EAS per redigere anche una breve nota riguardante il collegamento dei set da ferrata all’imbracatura che spesso è stato argomento di discussione; in particolare nel caso in cui si utilizzi solamente la parte bassa (se l’utilizzatore porta uno zaino pesante si raccomanda l’utilizzo di una imbracatura combinata o completa).
Gli EAS “moderni” presentano una fettuccia di collegamento al set che ha dimensioni sempre più ridotte e a tal proposito risulta difficoltoso (se non impossibile), far passare la fettuccia su entrambi i punti di collegamento dell’imbracatura (cintura e cosciali) e poi eseguire il nodo a bocca di lupo per collegare il set (fig. 5).
EAS, collegamento all’imbracatura
Sebbene ci possano essere altri metodi per riuscire a collegare i punti di legatura, il creare/posizionare direttamente il nodo a bocca di lupo nell’anello di servizio non pregiudica la resistenza di alcun elemento né dell’imbracatura, né tantomeno del set da ferrata. Consultare in ogni caso sempre le istruzioni d’uso della propria imbracatura per verificare come collegare la fettuccia dell’EAS nel punto di attacco.
Nota: il newton è un'unità di misura della forza nel Sistema Internazionale; un N è la forza che applicata a una massa di 1 kg le imprime l'accelerazione di 1 m/s². Un decanewton (10 newton) viene spesso usato perché equivale a circa 1 kg peso. Un kilonewton (1000 newton) equivale quindi a circa 100 kg peso.