Stop ai motori: il parco nazionale del Matese blocca la motocavalcata

Campitello Matese: la protesta del presidente regionale del CAI, Claudio Struzzolino, ha portato l'ente a fermare un evento organizzato con il sostegno di quattro amministrazioni. "Abbiamo voluto impedire danni all’ambiente naturale in un luogo dove tra l'altro si terrà la settimana nazionale dell'escursionismo"

 

Una motocavalcata e un secondo evento legato al turismo off road in moto, nel cuore del parco nazionale del Matese, sono stati rispettivamente annullati e fortemente ridimensionati in seguito alle rimostranze del Club Alpino Italiano, che si è mosso in prima persona con l'intervento del presidente del gruppo regionale del Molise, Claudio Struzzolino.

I motori nel cuore del parco

La motocavalcata del Molise si sarebbe dovuta tenere lo scorso fine settimana (18-19-20 settembre) a Campitello Matese, con il sostegno del comune di San Massimo e di altre tre amministrazioni (Roccamandolfi, Bojano e San Polo Matese). La protesta si è articolata con una lettera inviata direttamente ad Andrea Boggia, presidente del comitato di gestione provvisoria del parco, anche perché da oggi sul territorio insiste la settimana nazionale dell'escursionismo organizzata dal CAI e nei giorni scorsi i volontari erano all'opera per pulire i sentieri in vista dell'arrivo di 1800 escursioinisti da tutta Italia. "I volontari mi avevano segnalato la comparsa di cartelli/segnaletica collegati alle manifestazioni motoristiche del primo 'Adventuring Transumanz' lungo percorsi per motocicli da fuoristrada, lungo un itinerario di circa 450 chilometri - spiega Struzzolino- con passaggi su tracciati legati alla transumanza, per di più con la formula del campeggio libero". A questo primo evento si sarebbe sommato il passaggio delle moto legate alla terza motocavalcata del Molise.

 

"Erano previsti passaggi su tracciati legati alla transumanza, per di più con la formula del campeggio libero". Claudio Struzzolino

La contrarietà del CAI

Nella lettera inviata ai vertici del parco sono stati evidenziati soprattutto i potenziali danni derivanti da una attività che sarebbe stata in parte in contrasto con quanto disposto per legge. "Il territorio interessato è all’interno del parco nazionale del Matese - spiega Struzzolino- salvaguardato da leggi che vietano tassativamente le attività di transito motorizzato al di fuori della viabilità ordinaria e le manifestazioni ad alto impatto sul suolo e sulla fauna . Il tutto per impedire alterazioni dell’ambiente naturale, come la distruzione della copertura vegetale e il potenziale dissesto idrogeologico, con attività che rappresentano anche un rischio per l'incolumità fisica dei camminatori".

 

"Abbiamo voluto impedire alterazioni dell’ambiente naturale, come la distruzione della copertura vegetale e il potenziale dissesto idrogeologico, con attività che rappresentano anche un rischio per l'incolumità fisica dei camminatori".

Le norme richiamate

Nella lettera inviata al parco, il CAI rivendica che, fino a quando il regolamento del parco non sarà approvato, si applicano i divieti inseriti direttamente nel decreto di istituzione e in particolare l'articolo 4, che vieta, in via generale “il transito dei mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali e dalle piste forestali gravate da servizi di pubblico passaggio, e privato, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per quelli accessori alle attività agro-silvo- pastorali o di altre attività esistenti, salvo specifiche restrizioni stabilite dal comitato di gestione in funzione della necessità di tutelare sistemi naturali e/o specie animali e vegetali”. Il successivo articolo 5 vieta inoltre, in zona 1 “lo svolgimento di attività sportive con veicoli a motore”.

Lo stop del parco

A giudicare dal pronto intervento del parco, la lettera è stata accolta dall'ente, che ha trasmesso ai quattro sindaci, ai carabinieri e al Club Molise Enduro un richiamo al divieto "assoluto" di utilizzo delle piste forestali, di transito sui tracciati storici della transumanza e di campeggio libero, limitando la circolazione alle strade statali, provinciali, comunali e vicinali.

 

La natura preventiva del richiamo al rispetto delle norme evidenziate è stata giustificata tra l'altro dal fatto che la locandina promozionale dell'evento pubblicizzasse percorsi di natura "soft/hard", passaggi espliciti in "fuoristrada" e l'utilizzo appunto di formule di "free camping", attività in contrasto con le norme di salvaguardia. È stata ravvisata inoltre la potenziale violazione dei divieti in zona 1 ed è stato ribadito che lo svolgimento di attività sportive con veicoli a motore è stato interdetto in modo assoluto nelle aree classificate come riserva integrale, precludendo a monte qualsiasi ipotesi di transito organizzato e correlato alle attività promosse.

Un evento in tono minore

Passato il weekend, il bilancio è il seguente: l'evento di adventouring, che si prefigura in linea generale come una escursione in moto di stampo turistico su strade sterrate e mulattiere aperte al transito, si è comunque tenuto, lasciando pure qualche traccia (come i nastri di segnalazione sul sentiero CAI 150SI). La motocavalcata è stata invece annullata. Per numeri, modalità di svolgimento e tipologie di moto utilizzate, le motocavalcate si rivolgono generalmente a una utenza più orientata all'enduro, con moto specialistiche, una maggiore propensione alla guida sportiva e a percorsi più tecnici.


Struzzolino conclude con una riflessione sulla gestione di un'area protetta "contesa" tra soggetti che hanno visioni differenti. Anche considerando esclusivamente i quattro comuni interessati dagli eventi motoristici, si sta discutendo di un territorio che interessa circa 10mila cittadini: il parco non va inteso perciò come una zona dove la tutela della natura è in contrasto con la presenza dell'uomo. Si tratta piuttosto di un'area dove attività ricreative e conservazione dell'ambiente dovrebbero andare avanti di pari passo. "Il parco nazionale del Matese è venuto alla luce dopo battaglie politiche, sociali e parlamentari durate lustri. Da un lato però il CAI e le altre associazioni ambientaliste che stimolano gli amministratori, danno un contributo operativo a tutela dell’area protetta. Dall’altro, associazioni, autorizzate dai comuni coinvolti, considerano l’habitat in questione un semplice contenitore di sgommate, campeggio e fusti di birra. Forse si tratta di superficialità semantica: 'parco' evoca 'giochi', ma le aree protette sono un patrimonio permanente (?) della collettività, non un 'parco giochi' di pochi sfruttatori di passaggio".

 

"L'ente gestore ha fatto bene a inibire tale manifestazione, assegnando prescrizioni più che opportune e tutelando le aree sottoposte a vincolo". Mario Vaccarella

 

Concorda pienamente il CAI centrale, nella persona di Mario Vaccarella, delegato ai parchi e all'ambiente. “Il Club Alpino Italiano, nella persona del presidente regionale del Molise, ha voluto richiamare alcuni punti fermi della tutela ambientale e salvaguardia delle aree protette. Non si ha nulla contro coloro che mettono in campo le loro passioni, in questo caso gli appassionati dei mezzi motorizzati. Ma nel caso di un parco, bisogna tenere conto delle norme di salvaguardia . Bene ha fatto l’ente gestore, in questo caso il comitato provvisorio e il suo presidente, a inibire tale manifestazione, assegnando prescrizioni più che opportune e tutelando le aree sottoposte a vincolo. Importante l’opera di vigilanza attenta degli organi preposti e portatori di interesse".