© IG Dane Steadman
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© IG Dane SteadmanIl Taulliraju (5.830 metri), una delle cime più tecniche della Cordillera Blanca peruviana, è recentemente stato teatro di due salite di alto livello: la prima ascesa in libera (free-tool) della Fowler-Watts sulla parete sud-ovest e la probabile quinta ripetizione della via italiana sulla parete sud. Un'insolita concentrazione di ascensioni su una delle montagne più impegnative della catena andina, scalata per la prima volta nel 1956 da Lionel Terray, che ha firmato prime salite anche sul Makalu, sul Jannu, sul Fitz Roy. Queste le sue parole sulla salita: “Non è mai stato così laborioso conquistare una cima nella storia dell'alpinismo”.
Fowler-Watts
La prima salita in libera della Fowler-Watts, aperta nel 1982 dagli omonimi alpinisti britannici, porta la firma di Josh Wharton, Cody Winckler e Dane Steadman. Dopo aver raggiunto il campo base il 21 giugno, i tre hanno dedicato un giorno all'osservazione della parete, scegliendo poi la Fowler-Watts, una linea diretta e logica che corre lungo il pilastro della parete sud-ovest. Le condizioni, però, erano molto diverse da quelle dell'ultima ripetizione, avvenuta cinque anni fa: molta più neve, meno roccia asciutta e un'incognita meteo destinata a pesare sull'intera salita.
I tre hanno attaccato la via il 24 giugno. Nei primi due giorni hanno risalito la parte inferiore della via, affrontando lunghezze già liberate in passato e raggiungendo il grande muro superiore, dove iniziavano i tiri ancora da liberare. Il maltempo è però arrivato a guastare le feste. Una nevicata intensa, completamente assente dalle previsioni, ha investito la parete costringendo il team a trascorrere due giorni tra neve, nubi e bivacchi di fortuna.
"Non avevo mai visto una previsione meteo così sbagliata. Davano zero per cento di probabilità di neve, eppure abbiamo affrontato due giorni di maltempo continuo".
In libera
I passaggi chiave si sono rivelati i tre tiri che gli apritori avevano valutato A1/A2. La cordata li ha affrontati interamente in libera, superando sottili fessure, lame instabili e placche verticali ricoperte di neve. Per mancanza di un vero bivacco, gli alpinisti hanno trascorso tre notti su un fungo di neve sospeso sulla parete.
Anche il giorno successivo il tempo è rimasto incerto. Davanti a un tetto particolarmente impegnativo e con il rischio di nuove precipitazioni, la cordata ha preferito attrezzare le corde fisse sull'ultima fascia rocciosa e rimandare il tentativo di vetta. È stato poi Cody Winckler a risolvere l'ultimo passaggio in libera, affrontando il tetto con un rampone su un piede e l'altro nello scarpone da alpinismo. Con quel tiro si è conclusa la scalata in libera dell'intera via.
La mattina seguente, contro ogni previsione, il cielo si è finalmente aperto. Risalite le corde ormai ricoperte di ghiaccio, i tre hanno affrontato gli ultimi pendii della montagna, trovando neve sorprendentemente compatta e soste solide.
Tutto è bene quel che finisce bene
Dopo una falsa vetta, una sottile cresta serpeggiante li ha condotti fino al punto culminante del Taulliraju, dove ciascuno ha trovato posto sulla piccola sella di neve sospesa nel vuoto, mentre il sole illuminava le cime della Cordillera Blanca.
La discesa è iniziata il pomeriggio stesso con un ultimo bivacco in parete, prima delle doppie del giorno successivo. Ad attenderli ai piedi del ghiacciaio c'era Fredy, il cuoco della spedizione, con un pasto caldo che ha chiuso un'avventura durata cinque giorni sulla parete.
Con questa salita la cordata ritiene di aver realizzato la probabile quarta ripetizione della Fowler-Watts e la prima salita in libera (free-tool) dell'itinerario. Le difficoltà raggiungono AI5+, M8 e un breve tratto di VI, distribuite lungo gli 800 metri della via. Cody Winckler e Dane Steadman hanno salito tutti i tiri a vista, mentre Josh, inizialmente orientato verso una salita più rocciosa, ha liberato tutti i tiri tranne due brevi lunghezze.
Polacchi sulla via Italiana
Pochi giorni dopo, tra il 5 e l'8 luglio, il Taulliraju è stato nuovamente salito da Adam Kaniak e dal polacco Wadim Jabłoński, autori della probabile quinta ripetizione della Via Italiana sulla parete sud.
L'itinerario, valutato ED2, M6, A1, AI5, 100°, è considerato uno dei grandi itinerari di misto della Cordillera Blanca. Nel racconto della salita i due alpinisti sottolineano come i gradi non riescano a descrivere la reale severità della montagna.
"Abbiamo dovuto mettere in campo tutte le nostre competenze. Entrambi siamo convinti di non aver mai affrontato una salita così seria e impegnativa".
"Complimenti a Kaniak e Jabłoński, che hanno scalato la via Italiana poco dopo la nostra dipartita. Le affilate creste di neve alla nostra sinistra sembravano davvero intimidatorie. Dubito che accada spesso che questa montagna venga scalata due volte nell'arco di un paio di settimane" ha concluso Steadman.