© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas Navarrete
© IG Nicolas NavarreteTre alpinisti ecuadoregni hanno aperto una nuova via sulla parete sud del Nevado Santa Cruz (6.259 metri), una delle montagne più eleganti della Cordillera Blanca, in Perù. La linea, battezzata Los sobrinos y el tío locuaz in riferimento ai legami di parentela tra gli alpinisti, è stata salita da Nicolás Navarrete, Christian Llivicura e Julian Aguirre, che hanno completato l'intera ascensione e la successiva discesa in 31 ore di attività continuativa.
La via si sviluppa per 1.200 metri e presenta difficoltà fino a WI5, con diversi tiri su ghiaccio verticale fino a 90°.
Il Nevado Santa Cruz, noto anche come Pico de Huaylas o come Pucaraju, che significa montagna rossa in lingua quechua, domina la parte settentrionale della Cordillera Blanca con le sue tre cime principali. La vetta Sud, raggiunta dagli alpinisti ecuadoriani, è la più alta con i suoi 6.259 metri ed è una delle montagne più caratteristiche della catena per la sua imponente piramide di ghiaccio, che offre ancora possibilità di apertura sulle sue pareti più ripide.
L'ascensione
La spedizione è partita da Huaraz con l'avvicinamento al campo base, dove gli alpinisti hanno trascorso la prima notte. Il giorno successivo hanno allestito un secondo campo sulla morena, dedicando una giornata al riposo e allo studio della linea.
Alle 4 del mattino sono partiti per il tentativo di vetta. Alle 4 del mattino sono partiti per il tentativo di vetta. "Abbiamo cominciato a scalare in conserva la prima sezione della parete, la più semplice. E' affascinante come si possa arrivare a connettersi in perfetta sintonia con i compagni di cordata e scalare per centinaia di metri senza fermarsi. Uno stato fluido dell'energia in parete" ha scritto Nico.
"Poi sono arrivati i tiri verticali di ghiaccio, dove l'impegno e la passione di ognuno sono stati messi alla prova. Poco a poco abbiamo guadagnato dislivello, navigando in un terreno fantastico abbiamo stabilito la nostra linea". Dopo una lunga giornata di arrampicata, Navarrete, Llivicura e Aguirre hanno raggiunto la cima alle 23, dopo 19 ore di salita.
Le condizioni della parete si sono rivelate particolarmente favorevoli. Come raccontano gli apritori, "Le condizioni della neve e del ghiaccio sulla parete erano spettacolari, fatta eccezione per qualche tiro con neve polverosa, caratteristica tipica della Cordillera Blanca, soprattutto sui versanti completamente esposti a Sud".
Una discesa epica
Se la salita è filata senza particolari problemi, la discesa ha dato del filo da torcere agli alpinisti. Questi hanno infatti dovuto attrezzare tutti i punti di calata, trovando con difficoltà ancoraggi affidabili nella neve e nel ghiaccio della parte alta della montagna. "La discesa è stata complessa perché abbiamo dovuto attrezzare tutte le doppie. Trovare neve sufficientemente buona in vetta per iniziare la discesa è stata una grande sfida. Siamo rientrati al campo sulla morena il giorno seguente a mezzogiorno". Complessivamente l'attività è durata 31 ore, tra salita e discesa.
"Tanta gratitudine a questa montagna che ci ha mostrato il cammino e ai nipoti che sono rimasti sempre saldi in ogni tiro, sia in salita sia in discesa. Che la vera avventura non finisca mai",
ha scritto Nico Navarrete sui social al termine della salita.
I tre protagonisti della salita fanno parte della nuova generazione di alpinisti ecuadoregni: Nicolás Navarrete è una guida IFMGA attiva soprattutto sulle grandi montagne sud e centroamericane, dal Messico alla Patagonia e alla Cordillera Blanca. Per questa salita si è legato in cordata con i nipoti Christian Llivicura e Julian Aguirre, giovani ma già motivati per imprese di questo genere su terreni avventurosi e poco battuti.