
Una mattinata di formazione dedicata a chi racconta la montagna, con l’obiettivo di andare oltre la superficie e dotarsi di strumenti solidi per interpretare una trasformazione in atto. Questa mattina, tra le 10 e le 13, presso il Polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano si svolgerà il corso Transizione ecologica nelle aree montane: biodiversità, cambiamento climatico e sviluppo sostenibile, promosso dall’ordine dei giornalisti della Lombardia.
Strumenti per leggere il cambiamento
L’iniziativa nasce dall’esigenza di fornire basi scientifiche e chiavi di lettura aggiornate per affrontare il racconto delle terre alte in un contesto segnato da profondi cambiamenti climatici. Il programma mette al centro l’evoluzione dei sistemi socio-economici montani, la tutela della biodiversità e la gestione delle risorse naturali, intrecciando questi temi con le politiche europee e le strategie di adattamento.
Un approccio che restituisce la complessità delle aree montane, sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico ma allo stesso tempo capaci di rappresentare veri e propri laboratori di sostenibilità e innovazione.
Dati, esperienze e casi concreti
Nel corso degli interventi, esperte ed esperti porteranno contributi basati su dati affidabili e casi studio, offrendo ai partecipanti strumenti operativi per una narrazione più rigorosa e consapevole. Tra i relatori Anna Giorgi, Stefano Sala e Luca Giupponi del Polo UNIMONT, affiancati dalla giornalista scientifica Giulia Negri e da Guillaume Corradino, direttore di Euromontana. Sarà presente anchela nostra Sara Sottocornola.
A moderare l’incontro sono stati chiamati Mauro Garofalo e Silvia Finazzi, che guideranno il confronto tra competenze scientifiche e approccio giornalistico, mantenendo il focus sulla qualità dell’informazione ambientale.
Dall’Europa ai territori
La giornata sarà anche occasione per condividere le conoscenze maturate durante la formazione Erasmus+ svolta a Bruxelles nel 2025, creando un ponte tra le esperienze europee e il contesto italiano. Un passaggio che evidenzia quanto il racconto della montagna richieda oggi uno sguardo capace di connettere scala locale e dimensione globale.
Il corso conferma il ruolo centrale della formazione per chi opera nell’informazione, soprattutto su temi come ambiente e cambiamento climatico, dove l’accuratezza dei contenuti incide direttamente sulla percezione pubblica e sulle scelte collettive.
In questo senso, iniziative come quella promossa a UNIMONT rappresentano un passaggio necessario per costruire una cultura della montagna più consapevole, capace di tenere insieme dati scientifici, contesto territoriale e responsabilità comunicativa.