Viaggio nel futuro dell'arrampicata con la "parete sensoriale"

Inaugurata ieri a Milano la Giuriati Gym, uno spazio dedicato alla pratica sportiva e alla sperimentazione. Il Club Alpino Italiano ha realizzato con il Politecnico di Milano un muro speciale: lo scalatore viene monitorato grazie a sistemi di acquisizione dati che non vanno applicati al climber, lasciando massima libertà di movimento

 

Il Politecnico di Milano ha inaugurato ieri, 8 settembre, la nuova Giuriati Gym, all’interno del centro sportivo Giuriati: non si tratta solo di una palestra, come il nome potrebbe suggerire, ma uno spazio dove lo sport, nella sua accezione più moderna, diventa un luogo di incontro e contaminazione tra sport e ricerca. E non poteva mancare l'arrampicata, con il Club Alpino Italiano che ha sposato il progetto con entusiasmo. Presente per il sodalizio il presidente generale Antonio Montani.

Uno spazio moderno

La Giuriati Gym è un edificio di circa 1.700 metri quadri coperti, a cui se ne aggiungono altri 1.500 dedicati agli spazi sportivi esterni. La nuova struttura comprende un grande centro fitness, due campi sportivi polivalenti e, grazie alla collaborazione con il CAI, una parete boulder dedicata all’arrampicata, all’interno del climbing hub. L’investimento complessivo per la Giuriati Gym è di 4,8 milioni di euro, di cui 3,9 milioni finanziati da Regione Lombardia e i restanti 900 mila euro dall’ateneo.

Un laboratorio d'arrampicata

All’interno di questo progetto si inserisce il climbing lab del Politecnico di Milano, coordinato da Alessandro Colombo, professore associato di automatica presso idipartimento di elettronica, informazione e bioingegneria, oltre che responsabile del progetto per il politecnico.

 

Il climbing lab nasce come una vera e propria infrastruttura di ricerca applicata all’arrampicata e alla tecnologia per lo sport. Il suo elemento principale è uno spazio indoor realizzato con il supporto del CAI, che comprende una parete sensoriale di circa 28 metri quadrati, dotata di prese strumentate con sensori e di sistemi per l’acquisizione e l’analisi dei movimenti degli arrampicatori. A questa si affiancano un secondo spazio di dimensioni più ridotte – con una parete sperimentale di circa 2,20 x 1,20 metri – destinato specificamente alla ricerca e altra strumentazione utilizzabile per attività di ingegneria.

 

La particolarità del progetto è che la parete non è semplicemente un’attrezzatura sportiva, ma una “parete sensibilizzata”, capace di produrre dati mentre viene utilizzata. Le prese elettroniche possono infatti misurare le forze di interazione tra l’atleta e la parete, rilevando ad esempio l’intensità e la direzione con cui una presa viene caricata o tirata. A seconda dello studio possono poi essere impiegati sensori di forza, elettromiografi per analizzare l’attivazione dei diversi gruppi muscolari e sistemi di motion capture markerless, che ricostruiscono in tre dimensioni la posizione e il movimento del corpo nel tempo senza la necessità di applicare marker fisici sull’atleta. Si tratta di una soluzione particolarmente adatta all’arrampicata, dove i marker tradizionali potrebbero interferire con il gesto atletico o staccarsi durante il movimento.

Target di studio

L’obiettivo è potere studiare quantitativamente l’arrampicata sotto diversi punti di vista: quali muscoli vengono coinvolti nelle diverse fasi del gesto, come cambia la loro attivazione con l’aumentare della fatica, come vengono distribuite le forze sulle prese e come si modifica nel tempo la dinamica del movimento. Un ambito che, rispetto ad altri sport, è ancora relativamente poco esplorato attraverso strumenti di analisi quantitativa e che offre quindi un ampio spazio per attività di ricerca.

 

Una parte delle tecnologie era già stata utilizzata dal politecnico in precedenti sperimentazioni, ma la disponibilità della nuova struttura permetterà ora di effettuare analisi in condizioni più complete e realistiche, osservando l’arrampicatore all’interno di un vero spazio di movimento e non soltanto attraverso prove statiche o fortemente controllate.

La scelta di collocare il laboratorio all’interno della Giuriati Gym risponde inoltre a una logica precisa: fare convivere ricerca e utilizzo sportivo quotidiano. La stessa infrastruttura potrà quindi essere utilizzata dal pubblico e, parallelamente, diventare uno spazio nel quale ricercatori e atleti potranno sperimentare e raccogliere dati.

La collaborazione con il CAI

In questo quadro è centrale la collaborazione con il sodalizio, che non si limita alla realizzazione della parete, ma soprattutto alla parte di know-how, per il possibile scambio di competenze con atleti, allenatori e istruttori. Il loro coinvolgimento servirà a individuare le modalità più utili di utilizzo della tecnologia, le domande di ricerca più interessanti e gli aspetti del gesto atletico sui quali concentrare le analisi. I dati raccolti potranno poi diventare oggetto di studi scientifici, da definire progressivamente sulla base delle sperimentazioni e della quantità e qualità delle informazioni disponibili.