Weisshorn, un blocco di ghiaccio da 250mila tonnellate scivola verso il paese di Randa

Il movimento è valutabile in 20 centimetri al giorno e ulteriori nevicate potrebbero innescare valanghe e un crollo sopra l'abitato del Canton Vallese, in Svizzera. L'esperto: "Se l'intero blocco dovesse staccarsi, trascinerebbe via tutta la neve sottostante"

 

Le recenti nevicate sull'arco alpino hanno fatto la gioia degli amanti dello sci, ma c'è anche chi ha seguito le precipitazioni con uno sguardo più preoccupato. Come gli abitanti di Randa, un piccolo paese del Canton Vallese, in Svizzera.


Sul ghiacciaio sospeso del Weisshorn (4.506 metri), sopra l'abitato situato a una quota di 1400 metri, un gigantesco blocco di ghiaccio di 250.000 tonnellate minaccia di staccarsi dalla parete est e innescare un crollo che avrebbe effetti devastanti. In volume la stima sarebbe di oltre 270.000 metri cubi di materiale. I primi fiocchi di neve sono arrivati sopra il paese giovedì mattina, ma le autorità del Vallese sono in allerta già da agosto.

Un ghiacciaio in movimento

A destare timori non è soltanto l'imponente massa di ghiaccio, ma il fatto che in caso di valanghe, l'instabilità del blocco aumenterebbe significativamente. Il Corriere del Ticino indica il movimento valutabile nell'ordine dei 20 centimetri al giorno e il Walliser Bote, quotidiano di lingua tedesca, ritiene che con l'arrivo delle prime abbondanti nevicate la situazione potrebbe peggiorare. Nel peggiore dei casi, il crollo potrebbe travolgere la zona di sicurezza a monte dell'abitato.

Il parere dell'esperto

Gli accumuli di neve sull'altopiano del Bis rappresentano una potenziale bomba a orologeria. "Se l'intero blocco dovesse staccarsi, trascinerebbe via tutta la neve sottostante, nel plateau - ha spiegato Norbert Carlen, ingegnere cantonale vallesano specializzato nella valutazione dei pericoli ambientali-. In caso di distacco, la valanga non sarebbe più soltanto di ghiaccio, ma composta da ghiaccio, neve e polvere".

Le previsioni

Fino a un metro o più di neve fresca potrebbe accumularsi sul plateau più pianeggiante del Bisgletscher, direttamente sotto la massa di ghiaccio, nelle prossime settimane. In via precauzionale, nell'area a rischio restano chiusi la cava di ghiaia, i sentieri escursionistici e le piste ciclabili. La speranza degli esperti è in un novembre mite e povero di nevicate, per l'effetto combinato che produrrebbero la scarsità delle precipitazioni e uno scioglimento progressivo, con piccoli distacchi. Attualmente, il blocco di ghiaccio mostra "una dinamica ininterrotta" e sta scivolando a valle fino a 20 centimetri al giorno.

La valutazione dell'istituto per la ricerca sulle valanghe

Gli esperti dell'Istituto federale per la ricerca sulla neve e le valanghe (SLF) valutano la situazione da mesi. "Un mix di questo tipo aumenterebbe drasticamente il volume, l'energia e la forza distruttiva della massa in caduta. Attualmente valutiamo la situazione quotidianamente". Stefan Margreth ha descritto il pericolo combinato al quotidiano svizzero Blick: "Lo scenario più estremo sarebbe che il blocco di ghiaccio scivolasse e ci fosse anche un alto rischio di valanghe". L'esperto ha aggiunto però che un combinato dei due fattori non ha una probabilità elevata di verificarsi.

Uno storico che inquieta

Per Randa, il pericolo rappresentato dal crollo di porzioni di ghiacciaio non è una novità. Fino al 1999 sono stati documentati almeno 20 distacchi nella zona, favoriti dalla forte inclinazione della parte inferiore del Bisgletscher. Le dimensioni della massa sospesa sopra l'abitato non sono affatto da sottovalutare: tanto per fare un raffronto sul volume, il crollo roccioso di Cima Falkner sulle Dolomiti di Brenta, nell'estate 2025, ha interessato 500.000 mila metri cubi, poco meno del doppio. Ovviamente stiamo parlando di roccia e non di ghiaccio, ma le dimensioni sono comunque significative.