Climbing Expresso with Yuji Hirayama © Garda Dolomiti spa
Yuji Hirayama al Climbinx Expresso, Arco Rock Master 2026 © Garda Dolomiti spa
L'incontro di Yuji Hirayama in occasione del ClimbinExpresso © Garda Dolomiti spa
Climbing Expresso con Yuji Hirayama
Yuji Hirayama al Rock Master 1998 © Marco Scolaris
Yuji Hirayama al Rock Master 1998 © Marco ScolarisLa quarantesima edizione del Rock Master di Arco ha riportato sulla celebre struttura lead i migliori atleti che hanno rappresentato l'evoluzione dell'arrampicata dal 1986 a oggi. Non potevano mancare Lynn Hill e Didier Raboutou, che hanno partecipato alle primissime edizioni della gara, e poi Robyn Ebersfield e François Legrand, campioni degli anni ‘90; ma soprattutto è stato fondamentale avere un anello di congiunzione tra le generazioni di ieri e di oggi, rappresentato nello specifico da Muriel Sarkany e Yuji Hirayama.
Ieri questi grandi campioni hanno avuto di nuovo modo di confrontarsi sulla struttura lead di Arco, in un momento che ha riunito ed emozionato una marea di spettatori arrivati da ogni parte del mondo per godersi quest’edizione del Rock Master che segna una importante ricorrenza. Accolto con un'ovazione dal pubblico, Hirayama ha espresso in poche parole tutto quello che l'arrampicata rappresenta per lui: “Per me l'arrampicata è connessione e mi piacerebbe potere incontrare di persona ognuno di voi. Ognuno vive questo sport in modo diverso: sarebbe bello potersi confrontare singolarmente con tutti voi che siete qui oggi a celebrare questo grande evento”.
Yuji Hirayama: dagli anni '80 a oggi
Nel 1986 l'arrampicata sportiva - che al tempo non si chiama ancora così- era in pieno fermento ed era stata da poco raggiunta la difficoltà di 8b+. Si trattava di un'evoluzione che coinvolgeva tanto gli Stati Uniti così come l'Europa e l'Australia (con la celebre Punks in the Gym), ma si trattava comunque di una rarità riservata a un'élite molto ristretta. Ed è proprio nel 1986 che Yuji Hirayama ha salito il suo primo 8b, consacrandosi nella scena arrampicatoria internazionale come un talento indiscusso.
Ed è proprio da qui che anche ad Arco è ripartita la narrazione di uno sport sulla cui evoluzione avrebbero scommesso in pochi in quegli anni; ma Angelo Seneci, direttore di gara dell'Arco Rock Master dal 1986, ha avuto l'intuito di vedere del potenziale in questi ragazzi pieni di passione che cercavano di superare ogni limite - che fosse una difficoltà numerica o una lingua non conosciuta - con la forza della propria motivazione.
Nel 1991 Yuji Hirayama è stato invitato al suo primo Rock Master: la motivazione era alle stelle, lui era in super forma, partecipava regolarmente alle tappe del coppa del mondo lead con ottimi piazzamenti. Il successo è stato stratosferico, perché anche ad Arco è riuscito a imporsi, vincendo il suo primo titolo al Rock Master, a cui ne è seguito un altro, esattamente dieci anni dopo.
Il segreto della motivazione
Per anni Yuji Hirayama ha rappresentato nel mondo dell'arrampicata un ponte tra culture con identità profondamente diverse; oggi, dove lo scambio tra culture è molto più immediato e alla portata di tutti, il suo ruolo nell'avere saputo anticipare i tempi acquisisce un valore aggiunto. Per tutti gli arrampicatori che sono cresciuti guardando le sue imprese, che spaziano dalle salite di arrampicata sportiva alle più grandi performance sulle big walls, come quella in velocità su The Nose [dove per tre volte ha abbassato il record tra il 2002 e il 2008, ndr], Yuji Hirayama rappresenta anche una connessione tra generazioni diverse.
Anche se la fama che un arrampicatore ai massimi livelli degli anni ‘80 non si può paragonare a quella di un arrampicatore professionista dei nostri giorni, il suo nome era noto a chiunque guardasse alle imprese di arrampicata come a un obiettivo a cui ambire. E così se è stato un pioniere nell'arrampicata ad altissimi livelli per chi negli anni ‘80 era già, diciamo così, teenager, ha continuato a ispirare le nuove generazioni di arrampicatori nel corso dei decenni. Nel 2022, all’età di 53 anni, Yuji ha infatti liberato Peaceful Mountain al Monte Futago, proponendo il grado di 9a.
Anche oggi, durante il Climbing expresso ad Arco, ha parlato del Futagoyama come una delle mete di arrampicata più meritevoli del Giappone: "Il Futagoyama è una degli spot più interessanti per chiunque voglia andare alla scoperta della scalata sportiva in estremo oriente, a un paio di ore di macchina da Tokyo”. Durante l'incontro nella Piazza di Arco con un pubblico particolarmente internazionale, ha parlato anche della sua motivazione per la roccia, incrollabile negli anni e nei decenni: “Anche se il rapporto con l'estrema difficoltà è destinato a modificarsi nel tempo, la voglia di continuare ad arrampicare sempre al massimo nasce proprio dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti e a una forma di apertura verso tutto quello che di nuovo e curioso portano le nuove sfide della roccia e della vita”.
“La voglia di continuare ad arrampicare sempre al massimo nasce proprio dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti". Yuji Hirayama
La gestione della paura
Se l'arrampicata è un linguaggio comune, la gestione della sua paura rappresenta una ricerca che unisce chiunque si avvicini e pratichi questo sport. Con una consapevolezza che dimostra anni di studio su di sè e sugli aspetti emotivi legati all'arrampicata in tutte le sue discipline, Yuji ha chiacchierato con il pubblico di Arco a proposito di piccole strategie da mettere in campo per combattere un ostacolo che può diventare molto limitante. “Quando si prova una paura molto profonda e radicata, la percezione che ne abbiamo è che sia qualcosa di soverchiante, un'emozione che genera una serie di pensieri difficili da gestire, che possono paralizzarci. Ridurre questa paura in parti più piccole, scomporla in sezioni che possiamo affrontare singolarmente, può essere un buon metodo per arrivare a renderci conto che forse la paura che ci blocca non è poi così grande e che suddivisa in piccole parti, e con il supporto le nostre capacità, siamo in grado di affrontarla”.
"Ridurre la paura in parti più piccole che possiamo affrontare singolarmente, può essere un buon metodo per arrivare a renderci conto che non è poi così grande".
E ancora: "Una buona conoscenza di se stessi, una chiarezza molto onesta su ciò che possiamo gestire e affrontare sono le basi importantissime per poter fare questo lavoro sulla gestione della paura, anche quando siamo in parete e ci sembra che la situazione stia sfuggendo di mano".
La crescita del movimento
In una piazza assolata e riempita da un caloroso pubblico, Yuji ha raccontato qual è il suo punto di vista sull'evoluzione dell'arrampicata dai suoi esordi fino a oggi. “Quando ho iniziato era uno sport di nicchia, che soffriva magari di una terminologia specifica che ne tagliava fuori chiunque non fosse un non addetto ai lavori. Spesso mi ritrovavo a spiegare cosa fosse un rinvio, o come funzionasse una salita su roccia. Oggi l'arrampicata rappresenta una realtà conosciuta praticamente da tutti, dove è abbastanza chiaro quali siano le regole del gioco. L'affluenza straordinaria che si sta registrando in questi giorni ad Arco è una dimostrazione del fatto che oggi il pubblico è pronto, capace di parlare uno stesso linguaggio che è sempre di più un fattore di unione tra culture, persone e generazioni diverse. Anche Arco in quanto location dimostra questa trasformazione: oggi si respira arrampicata nelle vie del centro, nei negozi, in una realtà cosmopolita dove si parlano decine di lingue diverse ma dove ci si riconosce al volo al primo sguardo come appartenenti a una stessa comunità".
La formula di gara
Nel corso delle quaranta edizioni non è solo la struttura di arrampicata a essere cresciuta e ad avere subito diverse trasformazioni, ma anche il format della gara è cresciuto con diverse modalità. A vedere fino a dove siamo arrivati, viene naturale chiedersi quale potrebbe essere il prossimo traguardo, la prossima trasformazione o il prossimo format. Ma Yuji su questo non ha dubbi: “Per quanto la modalità a duello sia sicuramente spettacolare, la prossima tappa potrebbe essere un ritorno alle origini, come le prove ‘lavorate’ e ‘a-vista’ che hanno definito le primissime edizioni”.
Al Climbing Stadium di Arco, Yuji ha infiammato il pubblico esattamente come nel 1991 e nel 2001, salendo tutta la via di lead con una solidità che ha lasciato tutti senza parole, confermandosi ancora estremamente in forma. Yuji Hirayama è uno di quei rari arrampicatori che non ha ancora smesso di essere sulla cresta dell'onda.