ClimRef, i rifugi di montagna attori nella transizione climatica delle ...

Costruire una risposta transfrontaliera all’emergenza climatica in montagna rappresenta una sfida fondamentale per le valli alpine. I territori alpini, dove il cambiamento climatico evolve a una velocità doppia rispetto alla media mondiale, si trovano infatti ad affrontare sfide senza precedenti: diminuzione della risorsa idrica, moltiplicazione degli eventi naturali avversi, come piene improvvise e frane, e profonda trasformazione delle pratiche alpine sotto la pressione di una frequentazione crescente, che si è nel tempo evoluta anche da un punto di vista sociale.

In questo contesto, i rifugi di montagna, interfacce tra la società umana e gli ecosistemi alpini, diventano siti strategici per osservare, comprendere e anticipare gli impatti del cambiamento climatico.

Il progetto ClimRef – “I rifugi di montagna attori nella transizione climatica delle Alpi”, candidato nell’ambito del programma Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA, ha come obiettivo quello di migliorare la conoscenza del territorio per rispondere alle sfide ambientali della zona ALCOTRA, area transfrontaliera che in Italia comprende Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

L’obiettivo specifico del programma è promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza, prendendo in considerazione anche approcci di tipo ecosistemico.

Promosso dal Parc national des Écrins, in qualità di capofila, con un solido partenariato franco-italiano che riunisce sette beneficiari dai profili complementari – i Parchi nazionali della Vanoise e del Mercantour, il Parco naturale del Mont Avic, il Club Alpino Italiano, la Fédération Française des Clubs Alpins et de Montagne e l’Università di Torino – nonché altri partner scientifici pubblici, tra cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Université Grenoble-Alpes/PACTE, il progetto ClimRef propone un approccio integrato e innovativo: trasformare i rifugi in osservatori attivi e laboratori di innovazione per lo studio dell’adattamento al cambiamento climatico.

Il lavoro di preparazione progettuale della candidatura, in questi ultimi tre mesi, è stato coordinato dal componente del Comitato direttivo centrale delegato alle tematiche ambientali, Mario Vaccarella, con il supporto del Comitato scientifico centrale e del suo presidente Gianni Frigo, della SO Rifugi, della SOROA e della CCTAM. Importante anche il supporto degli uffici della Sede centrale e dell’Ufficio ambiente, così come la collaborazione con il CNR.

I progetti Interreg sono molto strutturati e necessitano di grande professionalità. Nello specifico, ClimRef si può posizionare in continuità con il Congresso di Roma sui cambiamenti climatici, che ha posto al centro la montagna e la sua fragilità, e con le azioni sul fronte ambientale che il CAI sta portando avanti. Il progetto Rifugi Sentinella CAI-CNR, prezioso per quello che ha svolto e continua a svolgere, è complementare e di arricchimento rispetto a ClimRef.

Con queste attività, il Club Alpino Italiano si colloca quale protagonista propositivo e vera sentinella della montagna nell’attuale crisi climatica, contribuendo a una piena consapevolezza che dovrebbe portare a stili di vita più virtuosi ed efficaci, tanto nelle scelte personali quanto in quelle politiche adottate.

L’auspicio è che il progetto, che coinvolge anche attività di disseminazione nelle scuole con una funzione pedagogica, venga finanziato dall’Unione europea entro il 2026.