Foreste e città, il CAI firma la Carta di Firenze

Faggeta dell’Appennino. Foto Corpo Forestale dello Stato.

 

I benefici di un bosco arrivano ben oltre i suoi confini. Riguardano l’acqua, la stabilità dei versanti, la biodiversità, il clima e la salute delle persone, comprese quelle che abitano in città. Da questo legame prende le mosse la Carta di Firenze per le Foreste, alla quale il CAI ha aderito tra i primi firmatari.

Il documento è nato in occasione del 25° anniversario di FSC® Italia, l’organizzazione impegnata nella certificazione della gestione forestale sostenibile, affiancata in questo percorso da PEFC Italia. L’obiettivo è riportare al centro il rapporto tra comunità urbane e rurali, riconoscendole come parti dello stesso sistema naturale, economico e sociale.

Un legame da rendere visibile

Per lungo tempo il rapporto tra boschi e città è stato evidente: dalle foreste arrivavano legname per costruire, legna da ardere e molti altri prodotti di uso quotidiano. Oggi quel legame è meno visibile, ma continua a incidere sulla vita delle comunità.

La Carta richiama i benefici della difesa idrogeologica, della regolazione del ciclo delle acque, della conservazione della biodiversità e dello stoccaggio del carbonio. A questi si aggiungono il mantenimento del paesaggio e le possibilità di ricreazione, salute e benessere offerte dagli ambienti forestali.

Il documento mette questi benefici in relazione con una gestione corretta e richiama un punto preciso: chi custodisce le foreste deve vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro di interesse generale. L’alleanza con le comunità cittadine deve quindi essere paritaria e tenere insieme le esigenze ecologiche, economiche e sociali dei territori.

È un impegno reso più urgente dai cambiamenti climatici e sociali, che interessano in particolare le terre alte e le aree marginali e richiedono capacità di adattamento a condizioni in rapida evoluzione.

L’impegno del CAI

Il CAI si riconosce nel compito che la Carta assegna alle associazioni ambientaliste e culturali, chiamate a promuovere conoscenza e confronto sulla gestione dei boschi:

«…si impegnano a promuovere una cultura forestale fondata su rigore e verificabilità, contrastando le semplificazioni opportunistiche».

In questa direzione si inseriscono le attività informative e divulgative svolte negli ultimi anni, tra cui il documentario “FOREST – Il futuro ha radici antiche”, realizzato da Cineblend in collaborazione con il Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova, Rete Donne Foreste e CAI.

Nelle prossime settimane sarà inoltre presentato e diffuso “Foreste e Biodiversità: Strategie di Gestione per la Montagna del Futuro”, il nuovo documento elaborato dal Gruppo foreste TAM. Il contributo approfondirà il ruolo delle foreste e le scelte di gestione, nell’ambito del percorso che il CAI rivolge ai soci e al pubblico interessato.

Il testo della Carta di Firenze per le Foreste è disponibile sul sito di FSC Italia.