Addio a Mieko Maraini, compagnia di Fosco e custode della sua memoria

La moglie dello studioso è scomparsa all'età di 96 anni. Dopo la morte del marito aveva contribuito a conservare e diffonderne il ricordo, che si tramanda oggi anche nel parco culturale a lui dedicato sulle Apuane

 

È sentito il cordoglio nel Club Alpino Italiano, tanto a livello nazionale che locale, per la scomparsa di Mieko Namiki, moglie di Fosco Maraini, scomparsa all'età di 96 anni. Nonostante la sua ritrosia ad apparire, negli anni ha continuato una instancabile opera legata alla conservazione della memoria dello scrittore, antropologo e fotografo fiorentino, a cui il sodalizio ha avuto l'onore di collaborare. Nel 2023, la loro casa ai piedi delle Alpi Apuane, nel frattempo trasformatasi in un museo, è diventata infatti il punto nevralgico del Parco Culturale Le Apuane di Fosco Maraini, progetto del Club Alpino Italiano – Gruppo Regionale Toscana.

Una presenza discreta ma significativa

La notizia della sua morte ha colpito in particolare la Toscana e la Garfagnana, territorio dove la famiglia Maraini aveva costruito nel tempo una rete culturale particolarmente attiva. Di origine giapponese, Mieko Namiki aveva condiviso con Maraini una lunga parte della sua vita, accompagnandolo negli anni dei viaggi, degli studi e delle attività culturali in Oriente che hanno reso celebre il suo nome anche fuori dall’Italia. Nel 1975 acquistò la casa in località Pasquigliora, ai piedi delle Alpi Apuane, e li vi ha abitato assieme al marito che oggi riposa in pace, come da sue volontà, nel piccolo cimitero dell’Alpe di Sant’Antonio. Non solo un luogo di residenza, ma un vero e proprio centro dove montagna, pensiero e azione culturale si sono incontrati.

Un bagaglio da non disperdere

Dopo la morte dell’antropologo, avvenuta l'8 giugno 2004, aveva continuato a custodirne con discrezione l’eredità culturale, seguendo iniziative, incontri e momenti dedicati al suo ricordo. Negli ultimi anni aveva partecipato a varie celebrazioni dedicate allo studioso, mantenendo vivo il legame con il territorio e con le persone che avevano condiviso quel particolare percorso di idee. L'anno scorso si era tenuta l'ultima commemorazione in ordine di tempo presso la tomba dell'indimenticato marito, alla presenza della figlia Dacia. 

Fosco Maraini resta ancora oggi una delle figure più importanti della cultura italiana del Novecento: esploratore, orientalista, fotografo e scrittore, aveva dedicato gran parte della sua attività allo studio del Tibet, del Giappone e delle culture asiatiche, lasciando uno sconfinato patrimonio di libri, immagini e testimonianze, oltre a un bagaglio immateriale di amore per la conoscenza che si è trasmesso di generazione in generazione.

 

Il Parco Culturale Le Apuane di Fosco Maraini, sostenuto anche dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, ha rappresentato innanzitutto un impegno congiunto della comunità, che ha portato alla realizzazione, con la collaborazione delle sezioni locali del CAI, di sei percorsi tematici per ripercorrere i luoghi cari a Fosco, proponendo cartelli esplicativi per riproporre le sue testimonianze: un modo per unire l'attività all'aria aperta a concetti che possono diventare una guida preziosa per il nostro pensiero.