La festa per i 40 anni di Alpiteam
La festa per i 40 anni di Alpiteam
La festa per i 40 anni di Alpiteam
Alpiteam, da 40 anni in montagna
Alpiteam, da 40 anni in montagna
Alpiteam, da 40 anni in montagna
Alpiteam, da 40 anni in montagna
Alpiteam, da 40 anni in montagna
Alpiteam, da 40 anni in montagna
Alpiteam alle Tre Cime di Lavaredo con 'Passaggio chiave'
Alpiteam- scuola di alpinismo lombarda, ha un nome piuttosto comune, ma è invece una realtà assolutamente "anomala" nel panorama nazionale: fondata nel 1986 da Giuliano Fabbrica e altri istruttori, ha raggiunto i quarant'anni di attività, con una missione che unisce l'insegnamento tecnico della montagna all'impegno sociale. Il CAI ha sempre sostenuto l'impegno di Fabbrica, che si traduce in una lotta alle dipendenze e un sostegno al benessere psicologico, fin da quando il termine “montagnaterapia” non era ancora stato coniato.
Ieri, sabato 24 ottobre, il Club Alpino si è ritrovato a Eupilio per festeggiare la ricorrenza e rinnovare, nella semplice presenza, la convinzione che la strada intrapresa ha dato e continua a produrre ottimi risultati: moltissimi gli amici presenti e le persone che hanno creduto nella visione di Fabbrica. Alpiteam ha ricevuto il plauso del CAI centrale, presente con il presidente generale Antonio Montani.
Le idee semplici che funzionano
Fabbrica è un alpinista che oggi ha 80 anni: esattamente metà della sua esistenza è stata dedicata ad Alpiteam, che è nata da un'idea semplice ed efficace. "Avevamo notato che diverse piccole sezioni CAI facevano fatica a fare i corsi, per mancanza di soci qualificati, il che si traduceva in una attività limitata. Noi invece avevamo un corpo istruttori grande e ci siamo proposti per andare noi nelle sezioni fare i corsi di roccia, ghiaccio e via dicendo". Insomma, è la "montagna che va da Maometto", la scuola che va dall'alunno e non viceversa. "Il primo anno abbiamo fatto un corso roccia per la sezione di Mariano Comense, poi uno di alta montagna per la sezione di Cesena, in Valle d'Aosta. Oggi siamo arrivati a fare 80 uscite in montagna tra corsi, minitrekking per il Sert e il Noa, uscite per i pazienti dei reparti di psichiatria dell'asst Rhodense, di Garbagnate Milanese".
Un incontro speciale
A fine 1986, uno degli istruttori di Alpiteam viene contattato da don Aldo Fortunato, fondatore della cooperativa sociale Arca di Como, una vita dedicata ad aiutare le persone affette da dipendenze. "Mi ha fatto una domanda molto semplice: porteresti i miei ragazzi in montagna? Sono convinto che la montagna faccia bene a loro. Erano eroinomani. Al tempo l'Aids era una piaga, c'era il terrore della malattia e nessuno ci si voleva mettere. Tra le gente si pensava ancora che con una stretta di mano si potesse trasmettere. Ma io ho accettato subito. Li abbiamo portati sul Monte Bianco, sulle Dolomiti, ci sentivamo dire cose terribili: buttateli giù, cosa state a perdere tempo".
Don Aldo Fortunato mi ha fatto una domanda molto semplice? Vuoi portare i miei ragazzi in montagna? La gente al tempo diceva cose terribili: buttateli giù" Giuliano Fabbrica
Fabbrica ha però trovato in Gabriele Bianchi, dal 1988 presidente generale del CAI, un grande alleato. "E nel tempo abbiamo trovato partecipazione da diverse persone". Al tempo il termine "montagnaterapia" non era ancora diffuso come oggi "non esisteva ancora, stavamo facendo qualcosa che non c'era". Tutt'ora, Alpiteam organizza corsi gratuiti di introduzione all'alpinismo per i pazienti della comunità, che in alcuni casi sono poi diventati a loro volta istruttori. E anche una sola vita recuperata in tal senso rappresenta un grande successo.
Lotta alle dipendenze
L'attività è cresciuta nel corso degli anni, si è strutturata. Nel 2015 l'associazione si è impegnata in Passaggio chiave, una rete che collega servizi sociali e comunità di recupero da varie dipendenze come droga, alcool e gioco. "L'approccio classico è quello che ogni gruppo fa attività separatamente. Noi invece li abbiamo fatti incontrare. Il successo è confermato dai numeri, con escursioni e trekking di gruppi di decine di persone tra pazienti, educatori e istruttori. "Abbiamo fatto un pezzo della via Francigena, eravamo in 53. Siamo stati tutti insieme sul Gran Sasso". Il timore in questo caso poteva essere rappresentato dall'idea di un "contagio" tra varie dipendenze e invece Alpiteam e i suoi partner sono riusciti a fare in modo che il riconoscimento dell'altrui dipendenza sia diventato un punto di partenza per sentirsi meno soli.
“Con Passaggio chiave abbiamo fatto incontrare le persone affette da varie dipendenze”.
Il periodo del Covid
Nemmeno la pandemia da covid-19 è riuscita a fermare l'attività , con la ripresa delle escursioni di montagnaterapia nonostante le limitazioni del periodo. Il CAI ha sostenuto con forza il progetto, che si è esteso anche a pazienti con disturbi psichici e i riscontri clinici hanno confermato l'efficacia dell'iniziativa.
Un mondo che cambia
L'organico di Alpiteam si basa sul volontariato di decine di istruttori e accompagnatori che provengono dalle varie sezioni CAI della regione: Bovisio Masciago, Cantù, Como, Lecco, Mariano Comense, Milano, Milano Sem, Monza, Saronno, Seregno, Seveso, Valmadrera. L'esperienza di 40 anni si traduce anche in uno sguardo capace di leggere la realtà che ci circonda. "È cambiato tutto con i ragazzi: sono cambiati loro ed è cambiato il metodo - conclude Fabbrica-. Una volta dovevi farli stancare fisicamente, farli arrivare a una cima. Oggi è più complesso: le uscite non hanno più mille metri di dislivello, ma si fanno giochi, intesi come attività propedeutiche, terapia- durante l'uscita. I ragazzi di un tempo erano distrutti nel fisico, ma oggi il disagio mentale è enorme, hanno il cervello distrutto".
“È cambiato tutto: oggi il problema non è l'integrità del fisico. I ragazzi hanno il cervello distrutto, il disagio mentale è enorme”.
Nel futuro di Alpiteam ci saranno sicuramente novità, come l'apertura all'arrampicata indoor e il consueto impegno nelle attività che caratterizzano la scuola. Perché, come e più di 40 anni fa, c'è bisogno del potere curativo della montagna e delle persone che vi si dedicano.