L'impresa solitaria di Hervé Barmasse è stata a tratti accompagnata da appassionati e soci CAI © Luca Rolli
Il tifo ha garantito una spinta in più © Luca Rolli
Hervé Barmasse in cresta © Luca Rolli
La bici ha permesso a Barmasse di coprire grandi distanze © Valentina Celeste
81mila i metri di dislivello positivo coperti © Valentina Celeste
Una settimana fa abbiamo sentito Hervé Barmasse poco prima della chiusura del suo progetto Endurance - Italia, il viaggio estremo dell'alpinista valdostano attraverso la penisola italiana, patrocinato dal CAI, totalmente by fair means. La nostra chiacchierata si è svolta proprio in concomitanza con le ultime "scalate" di Barmasse alla Marmolada e al Coglians, le due ultime vette delle 20 più alte di ogni regione: chiaramente il focus dell'atleta era tutto sul raggiungimento dell'obiettivo e sulle emozioni che un progetto del genere gli ha regalato in termini di esperienza e contatti umani.
"Gli imprevisti in un progetto come questo sono parte integrante dell'avventura stessa". Hervé Barmasse
Ora abbiamo anche i dati completi della sfida, qualcosa di leggermente differente rispetto a quanto preventivato. D'altronde era stato proprio Hervé a sottolineare come "gli imprevisti in un progetto come questo sono parte integrante dell'avventura stessa".
Una prestazione di altissimo livello
Il contachilometri di Barmasse si è fermato a quota 4.250 km, nella somma tra bicicletta e distanza percorsa a piedi. Questo vero e proprio viaggio corrisponde ad attraversare l'Italia dal Brennero alla Sicilia andata e ritorno, più un altro mezzo viaggio fino a Napoli, o se preferite il coast to coast degli Stati Uniti in linea d'aria. Bisogna poi aggiungere le miglia nautiche percorse in barca a vela insieme a Giovanni Soldini, che pure hanno fatto parte del progetto, per arrivare così a 5.000 chilometri più o meno tondi. Lo sforzo, diviso sul mese di durata dell'impresa, vale 137 chilometri al giorno. Tanti? Pensate al fatto che non sono stati percorsi certo in pianura e la risposta non può che essere affermativa.
Allo sforzo "in lungo" vanno infatti aggiunti gli 81.000 metri di dislivello positivo, l’equivalente di scalare più di 9 volte l’Everest partendo dal livello del mare o, rimanendo in ambito locale, fare su e giù per il Monte Bianco partendo dal mare ligure per 17 volte.
Le condizioni climatiche
Ad accomunare il destino dell'atleta a quello di un Paese alle prese con un cambiamento climatico le cui urgenze sono ormai parte integrante della nostra esistenza, le temperature affrontate: l'eccezionale ondata di calore che ha investito l'Italia nel mese di giugno, con temperature fino a 42 °C e una percezione di 45 °C sono a tutti gli effetti condizioni estreme, che hanno reso ancora più impegnativa la "missione" di Barmasse. "Nelle stesse date, mentre io mi muovevo, molti eventi sportivi, come l’Ironman di Nizza, sono stati cancellati. Inoltre, in montagna, tutto era più instabile ed estremamente delicato. Il rigelo della neve era sopra quota 4.500 metri e i temporali sono stati particolarmente insidiosi nel tratto alpino. Per raggiungere la vetta di alcune di queste montagne prima dei temporali cercavo di muovermi più velocemente e in orari non consueti. Era l’unica soluzione".
Le vette toccate
Per rimanere in tema sportivo e visto che è stato lo stesso Barmasse a citare il triathlon, ricordiamo che l'Ironman 70.3, che copre la "mezza" distanza della prova più estrema sulle tre discipline, prevede 90 chilometri in bicicletta e una mezza maratona (21 chilometri) di corsa a piedi. Distanze che Hervé ha superato ogni giorno, anche se chiaramente non correndo (se non solo nella primissima parte del progetto). A queste distanze si sono poi aggiunte le 20 "cime d'Italia".
Partito il 4 giugno da Cala Gonone, in Sardegna, con la salita a Punta La Marmora, Barmasse ha infatti toccato tra gli altri l’ Etna, il Gran Sasso d'Italia, il Monte Vettore, la Cima del Redentore, il Monte Cimone, il Monte Prado, fino ai grandi giganti delle Alpi come il Monte Rosa, il Monte Bianco, il Pizzo Bernina, l'Ortles, la Marmolada e il Monte Coglians, raggiunto il 3 luglio, ultima vetta prima dell'arrivo a Trieste.