Le scritte sulle pareti in alluminio del Ferrario © Paola Frigerio
Il bivacco Ferrario venerdì sera, dopo la pulizia ad opera di quattro vlontari ignoti © Paola Frigerio
Paola Frigerio, presidente della sezione CAI Lecco © Paola Frigerio
Il bivacco Locatelli-Milani-Scaioli, recentemente restaurato, sulla vetta del Due Mani © Paola Frigerio
Le scritte sulle pareti in alluminio del Ferrario e la porta coperta di sticker © Paola Frigerio
Le scritte sulle pareti in alluminio del Ferrario © Paola Frigerio
Le scritte sulle pareti in alluminio del Ferrario © Paola Frigerio
Aveva destato scalpore, nei giorni scorsi, l’atto vandalico che ha colpito l’astronave della Grignetta, il bivacco a forma di navicella spaziale situato in cima alla Grigna Meridionale. Dedicato all’alpinista Bruno Ferrario e installato nel 1968 a 2178 metri di quota, nei giorni scorsi è stato imbrattato con bombolette e pennarelli di colore nero e velocemente ripulito da volontari ignoti: “Sono salite spontaneamente almeno due coppie per pulire le scritte. Sappiamo alcuni dei loro nomi ma preferiscono rimanere ignoti”, afferma Paola Frigerio, presidente della sezione CAI Lecco.
Quel che è certo è che, a partire da venerdì, il bivacco era già tornato – per quanto possibile – al suo aspetto originale, quello del 1968. A quel punto, però, i riflessi argentei dell’alluminio col quale erano state costruite le pareti del “rover lunare” della Grignetta erano già stati rovinati da gesti tanto piccoli quanto continui: “Adesso, purtroppo, c’è questa moda di andare in montagna e attaccare l’adesivo della propria associazione come segno di presenza, diciamo. Certo, al Ferrario ci sono anche adesivi delle stesse sezioni CAI o di vari gruppi di montagna, mentre le scritte e le incisioni già presenti erano nomi, date o quant’altro”, prosegue Frigerio.
Scritte e adesivi ad alta quota, una condanna tout-court
Al netto di altri episodi di incuria e di pratiche consolidate quanto contestabili come, appunto, l’attaccare un adesivo su segnaletica e manufatti, nel caso delle scritte a pennarello e bomboletta la goccia che ha fatto traboccare il vaso è legata “al tipo di scritte che sono state riportate”, afferma la presidente del CAI di Lecco, che aggiunge: “Sicuramente queste sono state molto pesanti. Sono molto evidenti su tutti i lati del bivacco e quindi hanno colpito visivamente. Per aver imbrattato così tanto ci sarà voluto del tempo, perché un conto è l’adesivo, uno lo attacca e via, ti dà fastidio ma lo noti molto meno, mentre stavolta il segnale è stato molto forte”.
“Piuttosto che un adesivo lascio un pensiero sul libro di vetta”, Paola Frigerio.
Già sul tema degli adesivi, inoltre, Frigerio ha dichiarato di voler proporre al consiglio di sezione la proposta di “rimuovere tutte le scritte e gli adesivi interni ed esterni, pulirlo e farlo risplendere”. Una proposta che, anche prima dell’ultimo e più evidente episodio di vandalismo, tornava spesso nelle riunioni o nei dialoghi tra soci: “Ci promettevamo spesso di andare su e pulire la porta da tutti gli adesivi, magari mancando tra virgolette di rispetto a chi li aveva attaccati […] piuttosto lascio un pensiero scritto sul libro di vetta, un documento legato al bivacco come usa anche nei rifugi, ma non sull’immobile. Puoi tornare nello stesso posto anni dopo coi figli e trovi il pensiero che avevi scritto in quella data, quella è una pratica condivisibile”, racconta.
Nel definire la futura opera di pulizia potrebbe pesare il materiale col quale è stato realizzato il bivacco, interamente in alluminio, per il quale non è stata ancora decisa un’eventuale strategia di pulizia: “Non so se, dato il materiale, riusciremo a pulirlo completamente. Ci siamo parlati unicamente via chat, ad ora non ci sono ancora tempistiche precise per la pulizia completa, vorremmo trovare magari un prodotto giusto, un’alternativa alla vernice per far sì che i pennelli non aderiscano”, aggiunge Frigerio.
Nessun altro caso eclatante, ma un po’ di incuria generale
Al di là del caso del Ferrario, però, Frigerio non parla di una situazione di vandalismo diffuso sulla Grignetta: “Che io sappia non ci sono stati altri episodi di questo genere”, spiega, sottolineando però come stia prendendo piede l’abitudine di lasciare adesivi su pali della segnaletica, manufatti e perfino sulle croci di vetta: “Mi è capitato, in un’altra zona della nostra sezione, di vedere persone attaccare adesivi sulla croce sotto gli occhi di tutti. È una mancanza di rispetto e questa moda sta un po’ dilagando, ed è legata a una maggior frequentazione della montagna”, aggiunge. Sempre secondo la presidente del CAI Lecco, però, l’imbrattamento dell’astronave della Grignetta rappresenta un episodio eccezionale per entità e modalità, che va oltre la classica abitudine di lasciare un’incisione o un segno nel luogo in cui si è arrivati: “Qualcuno che incide una data o due iniziali purtroppo c’è sempre stato, ma un gesto del genere è davvero eclatante”.
“Ci sono persone che dedicano tempo e fatica alla cura di questi luoghi”, Paola Frigerio.
La sezione lecchese, recentemente, è intervenuta anche sul bivacco CAI Locatelli-Milani-Scaioli al Monte Due Mani, smontato nella primavera del 2025 perché ormai deteriorato. In quel caso, però, il problema principale non erano gli atti vandalici ma le condizioni dell’interno, diventato igienicamente invivibile anche a causa del continuo ingresso di greggi di capre. Restaurato e ricollocato in vetta circa un anno dopo, ad oggi non è stato imbrattato: “Speriamo che questo serva a far capire che ci sono persone che dedicano tempo e fatica alla cura di questi luoghi. I bivacchi sono prima di tutto strutture di emergenza, ma non ci è mai balenata l’idea di rimuoverli definitivamente a causa degli atti vandalici. Nel tempo sono diventati anche simboli della montagna, e anche per questo meritano rispetto e cerchiamo di prendercene cura”, conclude Frigerio.