CAI Eagle Team: sul Gran Sasso uno stage tra chiodature, richiodature e ripetizioni

I ragazzi del progetto alpinistico del Club Alpino Italiano hanno aperto dal basso un nuovo monotiro valutato 8a+, richiodato 'Alba di luna' e ripetuto diverse vie, tra le quali 'Il Nagual e la Farfalla'

 

Proseguono i lavori del CAI Eagle Team, che dal 1 al 5 settembre si è ritrovato al Gran Sasso per una settimana di formazione. I ragazzi del progetto alpinistico del Club Alpino Italiano hanno scalato insieme ai tutor Matteo Della Bordella, Emanuele Pontecorvo e Domenico Totani, alternando arrampicata, formazione e attività legate all’apertura e alla manutenzione delle vie.

Tra alpinismo e arrampicata

Dopo il ritrovo di martedì sera, mercoledì il gruppo si è mosso tra il Corno Piccolo e i Pilastri d’Intermesoli, affrontando alcune delle linee più rappresentative del massiccio. Giovedì l’attività si è concentrata invece in falesia, con una giornata dedicata alle tecniche di apertura dal basso e alla chiodatura.


Come sempre, alla teoria si è affiancata la pratica, con i ragazzi che non si sono limitati ad apprendere gli insegnamenti, ma li hanno messi presto in pratica. A Pietracamela, Matteo Curti e Pietro Carrara hanno aperto dal basso un nuovo monotiro valutabile intorno all'8a+, poi liberato da Luca Bertacco. La via è stata chiamata 5 spit di paura, su proposta di Nicolò Polidori, con un riferimento al brano 5 minuti di paura di Lou X, in continuità con una tradizione della falesia, dove diversi itinerari richiamano nei loro nomi brani e riferimenti legati allo stesso ambiente musicale.

Un'opera utile a tutti

Nel corso dell’uscita è stato effettuato anche un intervento di richiodatura su Alba di luna (Paolo e Roberto Caruso, 1986, VII+), variante di uscita oggi generalmente salita come proseguimento della via Kronos, sulla parete est del Monolito. 

 

Domenico Totani, profondo conoscitore della zona, insieme ad alcuni ragazzi ha sostituito i vecchi fix ormai deteriorati con nuovi ancoraggi collocati negli stessi punti. "Sul Monolito abbiamo effettuato un intervento di richiodatura su Alba di Luna, sostituendo i vecchi fix con nuovi ancoraggi posizionati esattamente negli stessi punti. Il materiale presente era ormai in condizioni molto compromesse e, a nostro giudizio, la sostituzione era diventata necessaria per ragioni di sicurezza. Abbiamo volutamente lasciato temporaneamente in parete i vecchi fix, accanto a quelli nuovi, proprio per rendere evidente il loro stato di deterioramento: alcuni presentavano un notevole gioco e anche la roccia intorno ai fori risultava in parte degradata. In un secondo momento provvederemo a rimuovere definitivamente il materiale precedente".

 

“Abbiamo sostituito i vecchi fix con nuovi ancoraggi, posizionati esattamente negli stessi punti”. Domenico Totani

Il video dello stage

Le ripetizioni

Tra venerdì e sabato il programma ha lasciato spazio alle salite più impegnative sul paretone, mettendo alla prova autonomia, capacità tecniche e gestione complessiva della salita.


La settimana si è chiusa con un bilancio positivo, sia sul piano alpinistico sia su quello della crescita del gruppo. "Da parte mia l’uscita è andata molto bene - ha spiegato Matteo della Bordella- e sono davvero soddisfatto. Abbiamo avuto l’occasione di scoprire un luogo nuovo per il gruppo come il Gran Sasso, dove si trova uno dei calcari più belli d’Italia. È stata un’uscita caratterizzata da un bel mix tra formazione e arrampicata. Abbiamo dedicato una giornata alla didattica sull’apertura di nuove vie e, allo stesso tempo, c’è stato spazio per ripetere alcuni itinerari e affrontare bellissime salite su alcune delle vie più iconiche del Gran Sasso".

 

“Abbiamo avuto l’occasione di scoprire un luogo nuovo per il gruppo come il Gran Sasso, dove si trova uno dei calcari più belli d’Italia”. Matteo Della Bordella

La via più interessante tra le ripetizioni è stata Il Nagual e la Farfalla, salita dalla cordata Polidori-Proserpio. Si tratta di una delle vie più celebri e celebrate del paretone del Gran Sasso: aperta da Paolo Caruso, Giulia Baciocco e Andrea Sarchi nel 1987, supera in 11 lunghezze i grandi strapiombi della Farfalla, con difficoltà valutate fino a EX, VIII- e A3. Una linea che ha definito gli orizzonti dell’alpinismo di alta difficoltà sul Gran Sasso negli anni Ottanta e che ancora oggi richiede "mestiere".

Appuntamento sul granito

Il prossimo appuntamento sarà in Val di Mello, a ottobre "dove ci concentreremo ancora di più sulla formazione, lasciando un po’ meno spazio all’arrampicata fine a sé stessa" ha concluso Della Bordella.