© CAI Eagle Team
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Dopo Monte Bianco e Gran Sasso, la terza settimana di attività del CAI Eagle team, svolta in Val di Mello, ha portato i giovani alpinisti del Club Alpino Italiano su un terreno sensibilmente diverso. Dopo l'alta quota del Bianco e le attività svolte in Abruzzo, tra vie classiche, richiodature e nuove aperture, i ragazzi guidati da Matteo Della Bordella hanno assaggiato il granito della Val di Mello e hanno integrato le proprie conoscenze dedicandosi a vari aspetti dell'arrampicata.
Un gruppo molto vario
I tutor presenti alla settimana in Val di Mello erano: Alessandro Baù, Matteo Della Bordella, Fabio Elli, Giulia Venturelli, Leonardo Gheza, Luca Maspes e Luca Schiera, in rappresentanza di competenze anche molto diverse tra loro: il programma si è così articolato in attività differenti. I ragazzi hanno spaziato dall'arrampicata artificiale alla tecnica di
placca, dalla progressione veloce alle tecniche da big wall, con momenti di formazione specifica, esercitazioni e ripetizioni di vie anche dal pedigree importante e di notevole impegno.
Arrampicata artificiale e risalita su corda
La settimana è iniziata con una giornata dedicata all'arrampicata in artificiale, seguita da Fabio Elli. Il lavoro svolto in Val di Mello ha rappresentato la prima parte del percorso previsto su questa disciplina: non una introduzione in senso stretto, considerato il livello già avanzato dei partecipanti, ma una fase di consolidamento delle tecniche fondamentali necessarie per affrontare successivamente situazioni ancora più complesse.
Una parte significativa della giornata è stata dedicata anche alle tecniche di risalita su corda con jumar. Tutti i ragazzi hanno potuto esercitarsi nella risalita sia senza carico sia con lo zaino, condizione particolarmente importante in previsione di salite lunghe, pareti remote e future esperienze in ambiente di spedizione.
Il lavoro sull'artificiale proseguirà in un altro meeting, programmato in Valle dell'Orco.
Placca mon amour
Croce e delizia degli scalatori, la progressione in aderenza è sicuramente uno degli stili che caratterizzano la Val di Mello, a partire da vie ormai diventate dei veri classici. In valle ci sono vie alla portat dei più come Stomaco peloso, salita sicuramente da più di un nostro lettore, altre di ingaggio più elevato, con una storia e un fascino che hanno immediatamente catturato il ragazzi dell'Egale Team.
Con Luca Maspes, i giovani alpinisti hanno lavorato in particolare sulla qualità del movimento, sulla precisione degli appoggi, sull'utilizzo dei piedi e sulla capacità di muoversi su placche dove equilibrio, sensibilità e fiducia diventano determinanti. Menzione per Mattia Proserpio in questo frangente, che ha mostrato una predisposizione particolarmente evidente per questo tipo di arrampicata, distinguendosi per precisione e capacità di interpretare il movimento sulla placca.
Progressione veloce e arrampicata in conserva
Per alcuni componenti del gruppo è stato possibile introdurre anche elementi più avanzati legati alla progressione veloce su vie lunghe. Sono stati affrontati i principi dell'arrampicata in conserva e alcune tecniche per aumentare velocità ed efficienza della cordata, compreso l'impiego di dispositivi come le carrucole bloccanti.
Le grandi vie della Val di Mello
Accanto alle attività didattiche, la settimana ha lasciato ampio spazio all'arrampicata vera e propria, con la ripetizione di numerose vie della Val Masino e della Val di Mello, alcune delle quali particolarmente prestigiose e impegnative.
Tra le salite più significative figura Delta minox, sul pilastro di Scingino, una delle grandi vie di placca della zona, aperta nel 1988 da Tarcisio Fazzini con Livio e Sabina Gianola e Norberto Riva. La via è stata ripetuta da Polidori, Proserpio e Bertacco. Un'altra salita particolarmente importante è stata La vedova nera, storica e severa via di placca aperta da Carlo Aldè, Sonia Brambati e Paolo Vitali, ripetuta da Polidori e Marta Andreose.
Le cordate del CAI Eagle Team hanno inoltre affrontato altre vie importanti su formazioni che sono il simbolo della valle, come Qualido e Precipizio degli asteroidi, dove hanno potuto godere del meglio che la valle sa offrire: tra queste Magic line, Artemisia, Oceano irrazionale, Lavorare con lentezza, Anche per oggi non si vola.
Tecniche da big wall
L'ultima giornata tecnica è stata dedicata alle tecniche da big wall ed è risultata, anche secondo il feedback dei ragazzi, una delle attività più interessanti dell'intera settimana.
Una parte centrale del lavoro ha riguardato il recupero dei sacconi da parete e i sistemi che permettono di movimentare carichi molto pesanti durante una salita. È stato un esercizio particolarmente efficace perché ha mostrato concretamente quanto, sulle grandi pareti, la conoscenza della tecnica possa modificare radicalmente ciò che una cordata è in grado di fare.
La seconda parte della giornata è stata dedicata al bivacco in parete e all'utilizzo dei portaledge. Sono stati analizzati differenti modelli e configurazioni, le modalità di montaggio, la loro gestione in parete e i principi fondamentali per organizzare un bivacco sospeso.
La conclusione a Lecco
La settimana si è conclusa trasferendosi a Lecco, nell'ambito delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario dei Ragni della Grignetta. Nell'occasione, sono intervenuti anche alcuni dei protagonisti del primo CAI Eagle Team, tra cui Iris Bielli, Camilla Reggio e Carlo Filippi, ed è stato quindi presentato il percorso della nuova squadra, con la partecipazione del presidente generale del CAI Antonio Montani, di alcuni tutor e dei ragazzi.
Prossimo appuntamento in Vallunga, Alto Adige, dal 10 al 15 gennaio. La settimana sarà dedicata in particolare al lavoro su ghiaccio e terreno invernale e la scelta del periodo, immediatamente successivo alle festività, è funzionale alla possibilità di lavorare nelle migliori condizioni organizzative e con una minore frequentazione delle cascate e degli itinerari.