Il trentennale della Sezione del CAI di Pedara, celebrato lo scorso 18 aprile al Palazzo Expo, ha immortalato l’immagine di una comunità che nel tempo ha costruito una relazione solida e consapevole con il proprio territorio, trovando nell’Etna un vero laboratorio di conoscenza.
Il convegno, significativamente intitolato La montagna che cambia: clima, turismo e impatto umano, ha spostato il baricentro della celebrazione su un piano più ampio, intrecciando memoria e prospettiva. In questo senso, la presenza del divulgatore scientifico Luigi Bignami ha rappresentato un punto di connessione tra il dato scientifico e la necessità, sempre più urgente, di una narrazione accessibile e rigorosa dei fenomeni legati ai cambiamenti climatici.
Un presidio tecnico sul vulcano
Parlare del CAI Pedara significa inevitabilmente parlare di competenza. La sezione si configura oggi come uno dei principali presidi tecnici dell’area etnea, grazie a una presenza significativa di Guide Vulcanologiche e tecnici del Soccorso Alpino, che operano quotidianamente in un contesto complesso, dinamico e in continua evoluzione.
“Questo traguardo celebra tre decenni di passione e dedizione assoluta al nostro vulcano”, ha sottolineato il presidente Paolo Ciaorella, restituendo con chiarezza il senso di un impegno che va oltre la dimensione associativa e si radica in una responsabilità concreta verso il territorio. Non si tratta soltanto di frequentare la montagna, ma di interpretarla, comprenderla e, soprattutto, contribuire alla sua tutela.
“Questo traguardo celebra tre decenni di passione e dedizione assoluta al nostro vulcano” Paolo Ciaorella
La montagna come sistema complesso
Il confronto sviluppato nel corso della serata ha messo in evidenza la natura profondamente interdisciplinare della montagna contemporanea. Gli interventi del professor Rosolino Cirrincione e della professoressa Rosalda Punturo hanno offerto una lettura geologica dell’Etna, evidenziando come il paesaggio vulcanico sia il risultato di processi in costante trasformazione.
A questa dimensione si è affiancata quella istituzionale e culturale, richiamata dal presidente del CAI Sicilia Giuseppe Riggio, che ha ribadito il ruolo del Club Alpino Italiano come soggetto attivo nella costruzione di una cultura della montagna consapevole e condivisa. Un ruolo che, soprattutto in territori ad alta complessità come quello etneo, assume un valore strategico.
Il sindaco di Pedara, Alfio Cristaudo, ha infine sottolineato il legame stretto tra la comunità locale e la Sezione CAI, evidenziando come questa relazione rappresenti un elemento identitario forte, capace di generare coesione e visione. Se c’è un elemento che emerge con forza da questo trentennale è la capacità della Sezione di Pedara di non fermarsi alla dimensione celebrativa. L’evento ha infatti restituito una consapevolezza chiara: la montagna, oggi più che mai, richiede competenze, responsabilità e capacità di lettura dei fenomeni.