'Golden tower' per Marco Sappa alle Tours d’Areu

Lo specialista valdostano della fessura ha ripetuto in Alta Savopia la multipitch di Nicolas Potard. "La difficoltà della via resta sostenuta dall’inizio alla fine. In placca mi sono comunque trovato a mio agio"

 

Ci ha abituato ai colori spettacolari della roccia di Canyonlands e agli incastri estremi nelle fessure più estetiche del mondo, ma l’ultima grande soddisfazione di Marco Sappa arriva dall’ambiente in cui è cresciuto, al cospetto del Monte Bianco, dove pochi giorni fa ha ripetuto la multipitch Golden tower (5L, 8b max, 2013).

 

Ci troviamo in Alta Savoia, nella zona di Sallanches, un’area storica dove l’arrampicata trova una magnifica rappresentazione in ogni sua forma: blocchi, vie di arrampicata sportiva, vie in artificiale e, naturalmente, vie multipitch. Il sito delle Tours d’Areu è uno dei più noti della zona, ed è caratterizzato da sei imponenti torri di calcare dove si sviluppano vie di arrampicata su roccia da sogno. L’ambiente da cui sono circondate è uno dei più suggestivi delle Alpi: il Monte Bianco sullo sfondo cattura lo sguardo da angolazioni sempre nuove, rendendo queste torri particolarmente iconiche tra gli appassionati di vie in alta quota.

Una via fuori dagli schemi

È proprio in questo contesto che si sviluppa anche Golden tower (7a, 8a, 8a, 7c, 7c, 6b), una via dal carattere eterogeneo che richiede continui adattamenti rispetto allo stile di arrampicato richiesto. Ma, soprattutto, è una via capace di condensare in sé tutte quelle caratteristiche che Marco Sappa ricerca nella scelta dei propri obiettivi: movimenti estetici, la giusta intensità e una cornice particolarmente suggestiva.

 

Quando si sceglie una via di questo tipo, infatti, c’è sempre una motivazione più profonda rispetto alla ripetizione di un determinato grado, e Marco è proprio uno di quegli arrampicatori che valorizza l’esperienza dell’arrampicata nella sua totalità e le persone con cui le condivide, in questo caso Andrea Venturin.

 

Aperta dalla guida alpina Nicolas Potard, Golden tower è un capolavoro che si sviluppa su sei lunghezze di roccia sempre diversa con due lunghezze centrali di 8a, su un meraviglioso calcare lavorato con prese discretamente buone in strapiombo, e due di 7c su placca appoggiata, dove precisione e forza mentale giocano un ruolo centrale. Per un arrampicatore fuori dagli schemi come Marco, che ama mettersi alla prova con sfide ben al di là della propria zona di comfort, Golden tower ha rappresentato il progetto giusto da affrontare insieme ad Andrea, senza il quale questo traguardo non sarebbe stato probabilmente possibile.

Testa e fisico

Marco, qual è stata la difficoltà maggiore su questa via?

Il primo aspetto che ci ha messo alla prova è stato quello mentale: quando siamo arrivati alle Tours d’Areu le condizioni della roccia non erano ottimali perché nei giorni precedenti aveva piovuto parecchio; anche i tiri centrali erano bagnati, il che rendeva tutto più complicato, ma Andrea mi ha convinto a provarci lo stesso. Oltre a questo, la difficoltà della via resta sostenuta dall’inizio alla fine risultando, nel complesso, molto impegnativa fisicamente.

 

Siamo abituati a vederti incastrato in fessure che spaccano tetti, su inclinazioni impressionanti. Che sensazioni hai avuto sugli spalmi dei tiri su placca appoggiata?

Innanzitutto c’è da dire che dopo i due 8a c’è un bel boulder di 7C, che bisogna naturalmente affrontare avendo ancora una buona scorta di energie. Dopodiché arriva la sezione sulla placca appoggiata, che a me personalmente piace molto, anche quando gli spit sono un po’ lontani! In placca comunque mi sono trovato bene, a mio agio, e mi sono divertito!

 

“Dopo i due 8a c’è un bel boulder di 7C. Quindi arriva la sezione sulla placca appoggiata, che a me piace molto, anche quando gli spit sono un po’ lontani!” Marco Sappa

Il calcare del Monte Bianco, il granito della Valle dell’Orco, l’arenaria di Canyonlands: per quale roccia batte più forte il tuo cuore?

Questa è una domanda da un milione di dollari! Come stile di arrampicata, come forse potete immaginare, mi identifico molto nello stile in fessura. Mi piace però anche molto dimostrare a me stesso che riesco a esprimermi a un buon livello su tutti gli stili di arrampicata: è grazie a questa motivazione che scelgo e affronto progetti spesso diversi tra loro.