I monitoraggi scientifici © MUSE
Il bosco della Val di Sella © Emma Centomo
I monitoraggi scientifici © MUSE
La salamandra atra aurorae © Matteo Di Nicola
Monitoraggio della salamandra di Aurora © Federica Daldon
La salamandra atra aurorae nel suo habitat © Matteo Di Nicola
Un esemplare di salamandra © Federica Daldon
La Val di Sella © Luca Roner
Salamandra di Aurora © Emma Centomo
Salamandra di Aurora © Emma Centomo
La salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) è una rarissima sottospecie micro-endemica delle Alpi orientali, presente in un'area estremamente limitata tra l'altopiano dei Sette Comuni e la Valsugana orientale. Un nuovo studio internazionale, pubblicato sulla rivista Ecological Indicators, ha analizzato gli indici di vegetazione presente nei suoi habitat e ha individuato le condizioni ambientali più favorevoli alla specie, evidenziando in particolare l'importanza di foreste fresche, con suoli ben aerati e ricchi di sostanza organica.
Botanica e zoologia, l'alleanza che funziona
Pubblicato nei giorni scorsi, lo studio è il risultato della collaborazione tra il Museo delle Scienze di Trento, il CNR, l'università di Genova e l'università di Oviedo. La ricerca apre nuove prospettive per la conservazione della biodiversità, dimostrando come la vegetazione possa diventare uno strumento efficace per valutare la qualità degli habitat e orientare le azioni di tutela delle specie minacciate. Al centro dello studio c’è la salamandra di Aurora, anfibio raro e altamente specializzato: analizzando la vegetazione presente nei suoi habitat, il team di ricerca ha individuato le condizioni ambientali più favorevoli alla specie, sottolinenando in particolare l'importanza di foreste con condizioni ambientali e di temperatura adeguate, suoli ben aerati e ricchi di sostanza organica. “Nel corso del 2025 abbiamo raccolto i dati in 30 aree standardizzate – spiega Lisa Angelini, autrice dello studio e ricercatrice MUSE –. Per il calcolo degli indici botanici abbiamo identificato tutte le oltre 170 specie di piante vascolari presenti, effettuando una stima ad alta risoluzione della superficie occupata da ciascuna”.
“Per il calcolo degli indici botanici abbiamo identificato tutte le oltre 170 specie di piante vascolari presenti”. Lisa Angelini
Il lavoro di precisione ha permesso di rilevare anche porzioni minime, pari allo 0.01% dell’area indagata, circa 10 centimetri quadrati. “I dati sulla presenza delle salamandre sono stati raccolti attraverso 8 sessioni di campionamento, effettuate in condizioni idonee all’attività della sottospecie, ovvero durante o subito dopo abbondanti piogge”.
La sensibilità al clima
I risultati mostrano che la salamandra di Aurora è strettamente legata ad alcune particolari condizioni microambientali. “L'aerazione del suolo è risultata il fattore più importante, mentre temperature più elevate hanno un impatto negativo – spiega Luca Roner, primo autore dello studio e ricercatore dell’università di Oviedo –. Questo conferma la forte sensibilità della sottospecie anche a variazioni microclimatiche locali e sottolinea l’importanza di preservare l’effetto dello 'scudo' forestale, ovvero la capacità di un bosco ben strutturato e non alterato di mitigare le temperature e proteggere la stabilità termica ed idrica del sottobosco”.
"È importante preservare l’effetto dello 'scudo' forestale, ovvero la capacità di un bosco ben strutturato di mitigare le temperature e proteggere la stabilità termica ed idrica del sottobosco”. Luca Roner
L'incontro pubblico
I risultati delle più recenti scoperte sulla salamandra di Aurora saranno al centro dell'incontro pubblico Equilibri. La salamandra di Aurora: ricerca e sguardi condivisi, in programma questo pomeriggio, 12 giugno, alle 16 a Malga Costa, nel contesto di Arte Sella e della mostra Lotta per l'esistenza. Nell'esposizione di Marzia Migliora, lo sguardo dell'arte e quello della scienza si incontrano per riflettere sulle trasformazioni ecologiche in corso, sulle fragilità degli ecosistemi e sulle relazioni che legano esseri viventi, paesaggi e attività umane. Oltre a conoscere più da vicino questa straordinaria specie e le sfide legate alla sua conservazione, sarà l’occasione per interrogarsi sul contributo che ricerca scientifica e pratiche artistiche possono offrire nel rendere visibili fenomeni complessi e nel promuovere una maggiore consapevolezza ambientale.
Interverranno il presidente di Arte Sella Giacomo Bianchi, la ricercatrice MUSE Emma Centomo e il già citato Luca Roner. Modera Elisabetta Filosi.