Cinque Terre e overtourism, la guida contesta le regole per limitare i disagi

Diego Savani esercita nel Parco delle Cinque Terre ed è stato recentemente multato per non avere fornito gli auricolari ai turisti che accompagnava: “Non ho mai visto una guida turistica con le radioline su un sentiero”

 

Nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, da qualche settimana, è in vigore una regola che impone alle guide di dotarsi di auricolari da distribuire ai gruppi sopra le dieci persone su tutto il territorio del comune di Riomaggiore. Vernazza e Corniglia, invece, adotteranno la stessa regolamentazione a partire dal primo di gennaio. Ma per Diego Savani, guida ambientale escursionistica e, soprattutto, guida del Parco, le nuove norme sono un qualcosa di poco logico

Reo di non aver distribuito le radioline ad un gruppo di turisti indonesiani durante lo scatto di una foto a Manarola, sebbene – secondo Savani – l'episodio sia “avvenuto durante il tempo libero già concesso”, la guida del Parco è diventata così destinataria della prima contravvenzione a partire dall’entrata in vigore delle nuove norme, che reputa non adatte. La normativa, infatti, impone l’utilizzo delle radioline su tutto il territorio comunale, in larga parte boscoso e denso di sentieri percorsi abitualmente da turisti e guide nel collegamento tra i centri abitati: “I sentieri sono collegati ai borghi. Il nostro ruolo di guida ambientale è ibrido, nel senso che nel percorrere i sentieri si attraversano anche i paesi, ma la delibera non fa distinzione tra sentieri e centri abitati”.

Alcuni precedenti alla contravvenzione

Alcune colleghe – prosegue Savani – sono già state ammonite nel comune di Riomaggiore. Dovrebbe valere, anche in questo caso, un po’ di buon senso. Il problema è legato soprattutto al fornire le radio ”. Una volta giunte ai margini del territorio comunale indicato, infatti, le guide naturalistiche hanno l’obbligo di fornire le radio ai presenti, con le nuove norme non più di 25 a guida, per poi procedere fino all’estremo opposto del territorio comunale e poterle così riprendere: “Io, però, ho mai visto nessuna guida turistica con le radioline su un sentiero”, aggiunge Savani, che afferma di utilizzare le radioline già dal 2010 ma che trova illogico il fatto che l'obbligo sia stato esteso a tutto il territorio comunale.

Anche la guida, in sentieri come i nostri che sono particolarmente faticosi e impegnativi, non parla alla radio come se fosse una visita guidata qualsiasi in un borgo. Manca una definizione precisa per questo tipo di luoghi”, afferma la guida del Parco. La norma, voluta per evitare alcuni degli effetti indesiderati dell’overtourism, è stata affiancata ad altre misure apposite, ormai in vigore da alcuni anni: “Per limitare l’afflusso eccessivo sui sentieri, che poi è un afflusso relativo e circoscritto ad alcuni giorni nei periodi di ponte, su alcuni sentieri è stato istituito il senso unico”. A mancare, secondo Savani, sarebbero però i controlli, che dovrebbero far rispettare le limitazioni anche a chi fruisce dei sentieri in autonomia nei periodi di maggiore frequentazione: “Le regole su questo sono un po’ vaghe. Inoltre, è anche per norme come quelle delle radioline che le cinque terre, al contrario, si stanno lentamente svuotando”.

Una cabina di regia non ancora presente

A mancare, secondo la guida ambientale escursionistica, è soprattutto una cabina di regia tra i territori del Parco: “Una guida, durante un accompagnamento, passa il 70% circa del tempo sui sentieri. Se inizio il sentiero a Corniglia verso Manarola dove, ipoteticamente, potrei partire con un gruppo di 50 turisti e senza radioline. Al confine comunale dovrei trovare una collega con la quale dividere il gruppo in due e, soprattutto, fornire le radioline ai presenti. Da guida ambientale non sono tenuto a dare spiegazioni storico-artistiche in paese, quindi dovrei contattare la seconda guida unicamente per i venti o trenta minuti di attraversamento”. 

Secondo la guida, al netto dell’introduzione della norma anche a Vernazza e Corniglia a partire dai prossimi mesi, si riflette non solo sulle località al confine con Riomaggiore: “Significa che prendo un treno per Monterosso e magicamente le radioline non servono più, e il gruppo può essere anche di 60 persone […], servirebbe un coordinamento e decisioni ponderate tra i tre comuni, anche di concerto con il Parco”. 

Il patrimonio escursionistico delle Cinque Terre

Al netto delle radioline, per Savani il nodo resta la natura stessa del territorio, fatto di sentieri che non sono un'appendice, ma il vero e proprio fulcro del percorso tra un borgo e l'altro. Una guida, durante un accompagnamento, trascorre la maggior parte del tempo proprio lungo i camminamenti che collegano i cinque paesi, che si snodano per oltre 120 chilometri e che, a lungo, sono stati l’unica via di collegamento tra i centri abitati. Sul sito ufficiale del Parco, infatti, sono presenti numerosi percorsi per escursionisti e sentieri tematici, oltre ai tracciati da percorrere in mountain bike in autonomia o accompagnati da una guida.

Non sempre, però, l'itinerario previsto è percorribile: “Quando arriva un'allerta meteo e i sentieri sono chiusi o sconsigliati, spesso perché è appena piovuto, la guida trova delle alternative dentro il borgo stesso. Ad esempio, in questi casi prendiamo un percorso fino a Monterosso, oppure uno che noi chiamiamo ‘Manarolino’, in mezzo ai terrazzamenti. È un anello del borgo, quindi la guida ambientale ha tutto il diritto di fare questo giro all'interno del paese. Lo stesso accade quando sono i clienti, messi davanti alla difficoltà di un tratto, a decidere di non proseguire. In quei casi la guida non entra in chiesa a spiegare l'olio su tela del maestro delle Cinque Terre, ma andrà magari al mulino a spiegare la produzione della farina di castagne oppure in mezzo al terrazzamento a spiegare come vien fatto il vino. Ha pur diritto di dare la spiegazione per cui è pagata all'interno del Parco anche in situazioni in cui i sentieri non sono fruibili”. 

È proprio in questi passaggi, sostiene la guida, che si vede la natura ibrida del mestiere. Alle Cinque Terre, infatti, operano anche le guide del Parco, profili formati direttamente dall'ente con qualifica di guida ambientale escursionistica e/o di guida turistica. Figure atipiche per un territorio, anch'esso, atipico e complesso. Ma è un'inconsuetudine generale che, secondo Savani, le nuove norme proprio non riescono a inquadrare, a partire proprio dalle decisioni sull'utilizzo delle radioline.