La creazione di reti ecologiche efficienti fa parte del piano di ripristino della natura
La creazione di reti ecologiche efficienti fa parte del piano di ripristino della natura
La creazione di reti ecologiche efficienti fa parte del piano di ripristino della natura
La creazione di reti ecologiche efficienti fa parte del piano di ripristino della natura
La presentazione di Massimo impatto
La presentazione di Massimo impatto
Massimo impatto è il nome di un progetto nato per armonizzare e integrare le reti ecologiche del nord ovest d'Italia. L'obiettivo è fornire migliori condizioni di vita e riproduzione alle piante e permettere agli animali di muoversi più liberamente, in modo da consentire anche a loro di riprodursi, nutrirsi e adattarsi al cambiamento climatico.
Il piano di ripristino natura
Massimo impatto sarà guidato dalla Lipu-BirdLife Italia ed è un progetto di supporto alle regioni nord occidentali nell’attuazione del piano nazionale di ripristino della natura. L'iniziativa si chiuderà nel 2028 ed è sostenuta economicamente da diversi istituti di credito e fondazioni.
Il concetto chiave del progetto risiede nel termine connessione ecologica, illustrato nella conferenza stampa di lancio dell'iniziativa da Giuseppe Bogliani, zoologo e già docente presso l'Università degli Studi di Pavia: “Le popolazioni di organismi vegetali e animali più piccole e isolate sono anche le più vulnerabili. Per tutelarle, è fondamentale riuscire a favorire scambi e movimenti tra i vari gruppi già esistenti. È questo il ruolo delle reti ecologiche, con i loro corridoi sicuri”.
Prosegue Claudio Celada, direttore dell'area conservazione della natura della Lipu. "Il progetto punta ad armonizzare i disegni di rete attuali, fino a immaginare un unico studio di fattibilità per Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, puntando a coinvolgere anche la Regione Liguria. Non solo: vogliamo anche raccontare perché la connessione tra gli habitat è tanto importante e lo faremo attraverso la campagna di comunicazione ‘Ben connessi’”.
“Le popolazioni di organismi vegetali e animali più piccole e isolate sono anche le più vulnerabili. Per tutelarle, è fondamentale riuscire a favorire scambi e movimenti tra i vari gruppi già esistenti". Giuseppe Bogliani
Il ruolo dell'Ispra
Importante, nella riuscita del progetto, anche il coordinamento con l’Ispra, rappresentata all’evento da Serena d’Ambrogi, che ha dato al pubblico un quadro delle nuove linee guida sul tema delle reti ecologiche. L’incontro si è poi chiuso con una tavola rotonda tra rappresentanti delle Regioni, delle Province e delle Fondazioni coinvolte. “La tutela della biodiversità richiede una visione condivisa, responsabilità diffuse e un’azione coordinata tra soggetti diversi" ha dichiarato Elena Jachia, direttrice dell’area ambiente di fondazione Cariplo.