'Cuore in Gola': dopo 25 anni Oviglia completa una multipitch da 540 metri

L'itinerario nella Gola di Gorropu è stato tracciato in tre fasi distinte, a partire dal 1999. Abbozzata da Soddu e Sarti, è stata ripresa da Oviglia e Giupponi dopo 15 anni. Questo inverno, l'alpinista piemontese ha portato a termine il progetto in solitaria. "Una pazzia, ma quando ci si fa prendere la mano si fanno cose che non sono molto razionali”.

 

Ci sono progetti che finiscono in un cassetto per i più diversi motivi e poi vengono recuperati a molti anni di distanza, con il risultato che si trasformano in qualcosa di diverso rispetto al principio e acquistano un valore ancora maggiore e inaspettato. 

Da poco, Maurizio Oviglia ha completato l'apertura di Cuore in Gola, una multipitch di 540 metri nella Gola di Gorropu, con difficoltà fino a 7c+, obbligatorio di 7a. La via conta già le prime due ripetizioni e probabilmente ne chiamerà diverse altre, dato il riscontro che sta riscuotendo, nel tam tam social. “Questa è una via che nasce dopo l'apertura di Hotel Supramonte ed è nata per mano di Giorgio Soddu e Simone Sarti ancora nel 1999 – ci racconta Oviglia-. L'idea era di aprire una via altrettanto importante ,però più facile, perché Hotel Supramonte al tempo era riservata a pochissimi. Solo che poi loro si sono fermati al quarto tiro: la parete è molto alta, il progetto esigente. Sono passati 15 anni senza che nessuno si impegnasse. Così, nel 2014 ho chiesto permesso e mi sono accordato con Luca Giupponi. Per due volte, salendo dal basso e con buono stile siamo riusciti ad andare avanti per altri 6 tiri. Il carattere della via però era un po' cambiato nel frattempo, con l'apertura da artificiale a libera. Al decimo tiro è finita la batteria, siamo scesi e per vari motivi non ci siamo più trovati. Nel frattempo però le gole sono diventate molto turistiche e frequentate e la via era pubblicata, ma era rimasta a metà. E così questo inverno mi sono incaricato di finirla. Ed è stata molto impegnativa”.

 

"Era rimasta a metà. E così questo inverno mi sono incaricato di finirla. Ed è stata molto impegnativa”. Maurizio Oviglia

La chiusura del cerchio

Con l'aiuto di Simone Sarti, Oviglia ha valutato la parte alta, gli ultimi 9 tiri e il tracciato ora pubblicato sostituisce quello della nuova guida Le 100 più belle multipitch. “Abbiamo cambiato due gradi. Dopo 25 anni di gestazione, Cuore in Gola ora è finalmente finita. Sono 19 tiri per 540 metri, la più lunga multipitch sportiva della Sardegna. Ho dedicato gli ultimi 6 mesi a questo progetto portato avanti in solitaria ed è stato parecchio impegnativo, in un inverno particolarmente perturbato e su una parete nord. Praticamente una pazzia, ma quando ci si fa prendere la mano si fanno cose che non sono molto razionali”.

 

Luca Giupponi sulla via nel 2014

Le tre anime della via

Lavorare a più riprese, su una parete così grande, richiede determinazione e costanza. Il risultato però soddisfa l'autore. “Con Giupponi e Larcher, in Venezuela abbiamo fatto big wall del genere: richiedono impegno. La parte alta è risultata molto più lunga di quanto mi aspettassi, con Luca pensavamo di bivaccare una notte e finirla, invece è servito tanto lavoro. Sicuramente è stata una grossa avventura, ma ci tengo a dire che non vuole essere qualcosa che viene messo sullo stesso piano di Hotel Supramonte. Quella è stata aperta con canoni molto rigidi e rigorosi, questa è più disomogenea, è stata aperta in tre fasi diverse. Non sarà mai la stessa cosa, ma ha il suo perché. La roccia è buonissima, l'ambiente grandioso, l'obbligatorio è comunque di 7a, c'è un passaggio di 7c+ che era già stato liberato al tempo da dei tedeschi. Non mi aspettavo che la via avesse tanto riscontro sui miei social, evidentemente è piaciuta”.

 

“Non voglio metterla sul piano di Hotel Supramonte, questa è un'altra cosa. Ma la roccia è buonissima, l'ambiente grandioso, l'obbligatorio è comunque di 7a. Ha il suo perché”.

Per chi volesse ripeterla - a parte le canoniche raccomandazioni di fare attenzione a non smuovere sassi per il passaggio di persone alla base-, le soste sono tutte attrezzate, la chiodatura è a spit e risente dei tre caratteri distinti dell'itinerario, con una parte centrale più distanziata. Ci si può calare sulla via oppure proseguire in cresta, che rimane comunque sul IV grado, per un altro centinaio di metri e rientrare con una ora e mezza di cammino.