Estate FAI in Trentino, con le serate al castello di Avio e l’aula del Simonino

Il programma unisce arte, cultura, storia e paesaggio in due luoghi simbolo della provincia: visite guidate, aperture serali ed eventi speciali per le famiglie
Il Castello di Avio © FAI

Fino a fine agosto 2026 i due beni del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS in Trentino, il castello di Avio a Sabbionara d’Avio e l’aula del Simonino a Trento, saranno protagonisti di un ricco calendario di appuntamenti, visite guidate e iniziative speciali pensate per residenti, famiglie e visitatori.

Un programma estivo che invita a scoprire luoghi di grande valore storico, artistico e paesaggistico, offrendo esperienze diverse ma complementari: da un lato il fascino medievale del castello di Avio, affacciato sulla Vallagarina e sulla Valle dell’Adige; dall’altro il percorso immersivo dell’aula del Simonino, nel centro storico di Trento, dedicato a una delle pagine più complesse della storia europea.

Le sere FAI d’Estate al Castello di Avio

A segnare l’estate del FAI in Trentino sarà soprattutto il castello di Avio, il maestoso maniero che domina dall’alto la Vallagarina con le sue torri merlate, i giardini terrazzati e i cicli di affreschi dedicati all’amore e alla guerra.

Da sabato scorso e fino al 29 agosto torna infatti l’appuntamento con le sere FAI d’Estate, l’iniziativa nazionale che permette di vivere i beni del FAI anche al tramonto e nelle ore serali. Per l’occasione, il castello prolungherà eccezionalmente gli orari di apertura tutti i sabati sera: 27 giugno, 4, 11, 18 e 25 luglio, 1°, 22 e 29 agosto.

Il programma, dal titolo Una sera al Castello, prevede una visita guidata alle ore 19 e la possibilità di esplorare la fortezza in autonomia fino alle ore 21. A completare l’esperienza, un aperitivo organizzato in collaborazione con la locanda al castello di Avio, eccezionalmente aperta anche per la cena su prenotazione.

San Lorenzo e Ferragosto tra stelle e Medioevo

Due appuntamenti speciali arricchiranno il calendario delle aperture serali. Sabato 8 agosto, in occasione della Notte di San Lorenzo, il Castello di Avio ospiterà una visita guidata alle ore 21, seguita dall’osservazione della volta celeste in collaborazione con gli operatori della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Venerdì 15 agosto sarà invece la volta della cena medievale. Una visita guidata accompagnerà il pubblico alla scoperta della storia della roccaforte e delle curiosità legate all’alimentazione e alle regole della tavola nel Medioevo. Al termine del percorso sarà servita una cena con menù ispirato ai ricettari medievali.

Visite, cacce al tesoro e attività per famiglie

Per tutta l’estate il castello di Avio proporrà anche attività diurne dedicate alle famiglie. Nel mese di luglio, ogni sabato saranno disponibili visite in autonomia, visite guidate alle ore 11, 14 e 16 e la caccia al tesoro per bambini, pensata per scoprire la storia del maniero attraverso il gioco. Tutte le domeniche di luglio il pubblico potrà scegliere tra visita libera, visite guidate alle ore 11 e alle 16.15 e visite animate alle 14.15.

Anche agosto sarà ricco di appuntamenti. Nelle domeniche del 2, 9, 16, 23 e 30 agosto sarà possibile visitare il castello in autonomia, con audioguida fruibile da smartphone inclusa nel biglietto d’ingresso, partecipare alle visite guidate delle ore 11 e 16 o alle visite animate curate dalla cooperativa didattica Bellesini alle ore 10.30 e 14.30. Per tutta la giornata saranno inoltre disponibili la caccia al tesoro per bambini e una selezione di antichi giochi medievali allestiti negli spazi della fortezza.

Il giorno di Ferragosto il castello sarà aperto con orario continuato dalle 10 alle 18. Sono previste visite guidate alle ore 11 e 16, visite animate alle 10.30 e alle 16.30 e attività dedicate alle famiglie. I giardini terrazzati affacciati sulla Valle dell’Adige saranno inoltre il luogo ideale per un picnic, con cestini preparati dalla Locanda o portati direttamente da casa.

Tra storia, paesaggio, attività per bambini ed esperienze serali, il Castello di Avio si conferma così uno dei luoghi più suggestivi dell’estate trentina, capace di offrire occasioni sempre nuove per vivere il patrimonio culturale in modo coinvolgente e partecipato.

L’aula del Simonino, una storia lunga cinquecento anni

A pochi passi dal Duomo di Trento, l’Aula del Simonino propone invece un’esperienza immersiva dedicata a una vicenda lunga oltre cinque secoli. Un percorso che affronta con rigore storico una pagina complessa del passato europeo, invitando a riflettere sui temi della memoria, del pregiudizio e della responsabilità collettiva.

Il bene, situato all’interno di Palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro, è stato donato al FAI da Marina Larcher Fogazzaro nel 2018, perché fosse restaurato e valorizzato. Dopo i primi lavori di restauro, la fondazione ha riallestito lo spazio interno realizzando un progetto culturale inedito: un racconto sonoro dedicato alla vicenda di Simone da Trento.

In questo luogo, dove si trovava la sua casa natale, sorgeva nel Settecento la Cappella del Simonino, dedicata a Simone Lomferdorm, un bambino di poco più di due anni trovato morto il 24 marzo 1475. Le autorità cittadine accusarono allora ingiustamente gli ebrei di averlo ucciso per ricavarne il sangue da usare nel rito della Pasqua. Il piccolo Simone divenne così un martire cristiano e poi ufficialmente un beato, destinatario di un vero e proprio culto.

La piccola comunità ebraica trentina fu invece accusata, processata, condannata, perseguitata ed espulsa da Trento, dove non fece ritorno per cinquecento anni. Solo nel 1965, a seguito di una revisione scientifica del processo che ribaltò la sentenza di colpevolezza degli ebrei, il culto del Simonino venne soppresso.

Dal 1965 questo non è più un luogo di culto, ma resta uno spazio di grande valore culturale: una testimonianza da conservare e raccontare, perché capace di interrogare ancora oggi il rapporto tra storia, memoria e responsabilità.

Una narrazione immersiva nel cuore di Trento

Al pubblico viene proposto l’ascolto in cuffie wireless di una narrazione di circa 20 minuti, informativa e didattica, ma anche di grande suggestione. Il racconto, ideato e curato dal FAI, è affidato alla voce dell’attrice trentina Daria Deflorian ed è prodotto da Chora Media.