Ferito in escursione, in salvo grazie alla "freccia umana"

Nel corso di una uscita di un gruppo juniores del Club Alpino Italiano, un ragazzo è rimasto ferito al volto da un sasso mosso da un camoscio. I giovani hanno però formato con i loro corpi una grande freccia che ha aiutato l'elicottero del soccorso a individuare la zona d'intervento, nonostante le difficoltà di comunicazione

 

Un incidente con ferito si è risolto ieri con grande tempismo, grazie allo spirito di iniziativa degli juniores CAI, ai piedi del Corno Grande, sul Gran Sasso, durante una uscita del Club Alpino Italiano. L'infortunio è avvenuto nell'ambito della settimana nazionale dell’escursionismo in Abruzzo, quando un giovane escursionista è rimasto ferito al volto mentre partecipava all’itinerario ad anello di Campo Pericoli, colpito da un sasso distaccatosi dall’alto mentre il gruppo era in fase di rientro.

L'incidente

Il distacco, provocato dal passaggio di un camoscio, ha finito con il colpire alla testa Paolo, un ragazzo della sezione di Pescara, provocandogli una ferita allo zigomo e una frattura al naso. Considerata la zona impervia e la gravità della situazione, è stato immediatamente richiesto l’intervento del soccorso alpino per accelerare le operazioni di recupero, nonostante la zona non avesse una buona copertura per i telefoni. La comunicazione è avvenuta grazie all'intervento del direttore dell'escursione, in contatto con Carmine Nobile, referente degli juniores della Campania, rimasto in compagnia del ferito insieme a un medico e a un altro ragazzo.


La visibilità dall’alto comunque non era delle migliori, in quanto il ferito e chi era rimasto con lui erano in ombra, mentre la presenza di diversi gruppi sui sentieri nella stessa area rendeva difficile per l'elicottero individuare l'esatta zona dove intervenire. I soccorritori infatti si stavano dirigendo verso il raggruppamento più numeroso.

L'intervento

È stato a quel punto che Rita Ceci, direttore dell'uscita del vicino gruppo juniores, ha avuto l'intuizione di fare disporre i ragazzi fino a formare una grande freccia umana, indicando chiaramente la zona dove si sarebbe dovuto muovere l'elicottero. "L'elicottero così è stato prontamente indirizzato verso di noi - spiega Carmine-. Il tecnico è stato calato con il verricello e il ferito evacuato rapidamente con il triangolo. Sicuramente l'intuizione di Rita è stata di grande utilità ed è stato bello riuscire a lavorare di squadra per risolvere il più rapidamente possibile una situazione complessa, mettendo a frutto tutte le competenze che abbiamo imparato in questi anni".


Grazie a questa iniziativa, l’equipaggio ha infatti potuto localizzare rapidamente l’area e completare l’intervento di recupero e il trasporto del giovane all'ospedale di Pescara. L’episodio, avvenuto in una giornata logisticamente complessa per via delle molte escursioni presenti nell'area, si è risolto con l’affidamento del ferito alle cure mediche, ma allo stesso tempo ha evidenziato come il lavoro di squadra e una comunicazione chiara e precisa possano risultare fondamentali nell'aiutare i soccorritori a rendere l'intervento più efficiente.