Il giardino botanico delle Viote
Uno dei siti archeologici delle Viote
La preistoria incontra i bambini all'aperto alle Viote
Lavorazioni e laboratori
La conca delle Viote del Monte Bondone offre oggi un ambiente naturale unico e protetto, frequentato in ogni stagione. Un ruolo che, in forme diverse, accompagna la storia di questo territorio da migliaia di anni: circa 13mila anni fa, durante le belle stagioni dell’ultima era glaciale, un gruppo di cacciatori-raccoglitori frequentò infatti proprio il catino, lasciando le tracce del proprio accampamento. Da questa storia prende spunto la nona edizione dell’Ice age Europe day, in programma domani, domenica 27 settembre, al giardino botanico alpino Viote.
L’appuntamento è collegato al network europeo Ice age Europe, quest’anno amplia la propria programmazione aggiungendo alle attività per le famiglie, in programma dalle 10 alle 16.30, un momento dedicato alla valorizzazione degli studi del Museo scientifico di Trento sul Monte Bondone. La montagna che sovrasta Trento è da sempre considerata una sorta di giardino per la città ed è un luogo di grandissima ricchezza non solo sotto il profilo naturalistico, ma anche arecheologico: solo nel biennio 2022-2024, sono state individuate ben 29 aree, che hanno restituito strumenti in pietra, ceramiche e altri reperti.
Le attività per le famiglie
La giornata si svilupperà attraverso un percorso a tappe che accompagnerà il pubblico alla scoperta del giardino botanico e delle antenate e degli antenati paleolitici. Cinque tappe, cinque temi e cinque attività per conoscere, attraverso il gioco e la sperimentazione, la vita quotidiana preistorica e il territorio dove sono state individuate le tracce dei primitivi accampamenti.
A svelare il mondo preistorico ci sarà l’archeologo Alessandro Potì, che proporrà attività dedicate alla scheggiatura della selce, all’immanicatura dei reperti litici, all’estrazione e all’intreccio delle fibre vegetali, all’impennaggio con catrame di betulla e alla lavorazione del legno.
Insieme al gruppo di rievocatrici e rievocatori Gente del fiume, con pellicce e tatuaggi antichi, queste attività permetteranno di ricreare alcuni momenti della vita quotidiana nel Paleolitico.
La ricerca archeologica
Le ricerche archeologiche mostrano che l’uomo frequentava il Monte Bondone già decine di migliaia di anni fa. Le testimonianze più antiche risalgono al Paleolitico medio, l’epoca dei Neanderthal, e comprendono manufatti realizzati attraverso metodi di scheggiatura complessi, che testimoniano una conoscenza precisa della materia prima e delle sue modalità di lavorazione.
Molto più tardi, durante il Paleolitico superiore dopo l’ultima grande glaciazione, la montagna ha continuato a essere frequentata dai gruppi di cacciatori-raccoglitori che si muovevano attraverso l'ambiente alpino, stagione dopo stagione. Per queste comunità le montagne non rappresentavano necessariamente una barriera. Erano, piuttosto, un territorio da conoscere e che offriva risorse preziose per la loro sopravvivenza.
Lo testimoniano anche i frammenti di ceramica, databili tra l’antica età del Bronzo e l’età del Ferro, confrontabili con materiali provenienti da altri siti del Trentino e dell’arco alpino orientale e indicativi di contatti e spostamenti tra comunità.
Significativa è anche la distribuzione dei reperti: alle quote più elevate prevalgono gli strumenti in pietra, potenzialmente legati alla caccia, al controllo del territorio e allo sfruttamento delle materie prime; più in basso, la presenza di ceramiche e strumenti diversi suggerisce invece soste e frequentazioni stagionali legate alla gestione dei pascoli e degli animali domestici.
Un network europeo
Fondato nel 2012, il network europeo Ice age Europe riunisce realtà di diversi Paesi con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale legato all’epoca glaciale. Tra i membri figurano il Neanderthal Museum di Mettmann, in Germania, che custodisce il primo fossile di Neanderthal mai ritrovato, e la grotta di Fumane, in provincia di Verona, che conserva le più antiche testimonianze di arte parietale prodotta da Homo sapiens in Europa.