Durante l'apertura della via © FB @Colin Haley/David Gottler
Durante l'apertura della via © FB @Colin Haley/David Gottler
Il tracciato della via © FB @Colin Haley/David Gottler
Un momento dell'avvicinamento © FB @David Gottler
Durante la discesa in corda doppia © FB @David Gottler
La discesa dal Langshisa Ri © FB @David GottlerAncora una via in stile alpino nell’Himalaya nepalese: si tratta di Ask the snow leopard, la nuova linea aperta dallo statunitense Colin Haley e dal tedesco David Göttler sulla parete Nord del Langshisa Ri. Questo massiccio, la cui vetta principale è alta 6420 metri, si trova nella valle di Langtang, in Nepal.
Haley e Göttler hanno condotto la loro spedizione in stile alpino, arrampicando per un dislivello di circa 1000 metri di parete con difficoltà fino a 75° di ghiaccio e M5 di misto.
L’apertura di ‘Ask the snow leopard’
Dopo che il maltempo aveva perseguitato la valle di Langtang per qualche giorno, i due alpinisti hanno approfittato del primo miglioramento meteorologico per sferrare il loro attacco alla montagna. Hanno stabilito il campo base a 4550 metri di altitudine, sopra la morena del ghiacciaio Langtang, per poi partire all’alba con l’equipaggiamento minimo indispensabile.
L’avvicinamento alla parete è stato mediamente tecnico: “Soprattutto pendii nevosi, con una sezione di ghiaccio a 70°” ha scritto Haley. “La parete vera e propria è iniziata intorno ai 5300 metri, e ha proseguito per circa 1000 metri fino a una cima secondaria a 6280 metri, che potrebbe chiamarsi ‘Langshisa Medio’. È una vetta minore, con una prominenza di appena una cinquantina di metri, ma abbastanza per chiamare la nostra scalata come una salita di successo, non come un tentativo. Se fossimo sbucati fuori dalla parete un po’ prima, e meno stanchi, saremmo stati tentati di scendere la cresta fino alla cima principale” ha continuato l’alpinista, spiegando poi i motivi per cui i due non hanno preso questa decisione. “Abbiamo scalato per 1900 metri di dislivello, cosa ovviamente stancante, ma soprattutto le nostre forze sono state assorbite dalle cattive condizioni. In particolare, le parti meno pendenti della via erano ricoperte di neve fresca direttamente sulla roccia. La sezione superiore della parete ci ha messo di fronte a qualche tiro di ghiaccio a 75°, e a un corto muro di M5. Scherzavamo sul fatto che era come scalare la via Mallory a 6000 metri, ma più sostenuta in termini di pendenza ed esposizione” ha scritto Haley, riferendosi alla celebre via sulla Nord dell’Aiguille du Midi.
"Se fossimo sbucati fuori dalla parete un po’ prima, e meno stanchi, saremmo stati tentati di scendere la cresta fino alla cima principale” Colin Haley
I due hanno poi intrapreso la discesa dal versante sud, avvistando un leopardo delle nevi durante la risalita verso il campo base sulla morena. Dato che gli alpinisti avevano già avuto a che fare con quest’animale durante la spedizione, seguendone le tracce, hanno deciso di intitolargli la via: Ask the snow leopard.
Langshisa Ri: il Nepal meno frequentato
La prima salita del Langshisa Ri porta il nome di Takuya Kajimoto e Pasang Norbu Sherpa, che hanno raggiunto la vetta il 23 aprile 1982. Nel 1994, Vanja Furlan ha realizzato una salita in solitaria della parete Ovest-Nord Ovest, mentre nel 2014 Nikita Balabanov, Mikhail Formin e Viacheslav Polezhaiko hanno scalato per la prima volta lo sperone centrale sulla parete Nord Est, per una via che hanno battezzato ‘Snow Queen’.
Una squadra d’eccezione
L’impresa di Haley e Göttler rientra perfettamente nello stile di entrambi, che prediligono spedizioni volte all’apertura di nuovi itinerari in autonomia e con la minima attrezzatura.
In particolare, Göttler è conosciuto per la sua attività in Himalaya: ha infatti in curriculum la salita a diversi 8000 senza ossigeno, nonché la salita in stile alpino e in 13 ore della parete Sud dello Shishapangma. Ma la sua impresa più importante è la salita in stile alpino della parete Rupal, sul Nanga Parbat, seguita dalla prima discesa in parapendio dalla vetta.
Colin Haley, classe 1984, può vantare la prima salita in invernale e in solitaria del Cerro Torre, nonché la prima traversata del traverso Torre, completata nel 2015 con Marc-Andre Leclerc, e due importanti traversate in Patagonia, concluse in tempi record con Alex Honnold. L’alpinista è noto anche per le sue salite in Alaska, completate sempre in tempi rapidissimi.