Rise slow © N. Bruni/F. Furia
La linea di Rise slow © N. Bruni/F. Furia
Rise slow © N. Bruni/F. Furia
Rise slow © N. Bruni/F. Furia
Federica Furia e Niccolò Bruni © N. Bruni/F. Furia
Rise slow © N. Bruni/F. Furia
Da un paio di anni il Rognon Vaudano - nel gruppo del Monte Bianco, sotto il Dente del Gigante - riceve le attenzioni di Niccolò Bruni (oggi, 2 luglio, fresco 43enne, auguri), che con vari compagni ha tracciato diversi itinerari, tanto in estate, quanto in inverno. E dopo l'apertura di Camalot, con Gianluca Marra, la guida alpina che vive a Courmayeur si è segnato mentalmente alcune altre possibili vie. Come, per esempio, Rise slow, un bell'itinerario che nelle protezioni alterna i fix all'utilizzo dei friend. 5 le lunghezze, difficoltà fino al 6b, 150 metri di arrampicata in totale. Per una ripetizione servono una corda da 60 metri, 6/7 rinvii e alcuni friend (BD C4 dallo 0.3 al 2 e per chi vuole raddoppiare 0.5/0.75/1). La discesa avviene in doppia sulla via.
Una via da ripetere
Rise slow, le cui difficoltà sono un lento crescendo, a eccezione dell'ultimo tiro, è una via che strizza l'occhio al ripetitore e che gode del migliore granito del Monte Bianco. "Il potenziale del Rognon è sempre alto - spiega Niccolò-. L'avevo adocchiata l'anno scorso, quando con Gianluca abbiamo aperto Camalot e abbiamo visto questa roccia rossa super, davvero molto bella e infatti alla fine sono venuti fuori 5 tiri su una difficoltà abbastanza abbordabile, ma comunque in crescendo. In apertura mi ha accompagnato la mia fidanzata Federica, ci sono già state diverse ripetizioni che hanno confermato i gradi".
Le difficoltà non sono da climber professionista, ma l'arrampicata richiesta comunque richiede tecnica e soprattutto una certa dimestichezza con le protezioni removibili. La ricompensa è una scalata sempre piacevole, su roccia ottima e una linea estetica. "È una bella via in fessura, con qualche passetto in placca, dove ci sono dei fix per proteggersi. Per il resto si usano i friend, in tutta la via ci saranno 7-8 spit".
L'ambiente è molto gradevole, soprattutto in questo periodo, in cui le temperature sono proibitive un po' dappertutto e anche sul Monte Bianco lo zero termico è da spavento, alla quota della vetta. "L'avvicinamento è giusto una mezz'oretta dal rifugio Torino, su ghiacciaio, ma sostanzialmente in piano. Si arrampica all'ombra per tutto il mattino, fino alle 13".
President evil
Sulla stessa lunghezza (5 tiri), ma con un impegno richiesto maggiore, va registrata anche President evil, che porta sempre lo zampino di Bruni, questa volta con Ezio Marlier. La via offre una eccellente arrampicata su granito grigio e rosso, con difficoltà fino al 7a (6b obbligatorio), parzialmente attrezzati a fix. Fresca fresca, è stata aperta il 29 giugno e si propone come un'altra bella opportunità per chi vuole spingere un po' di più sulle difficoltà.