L'intervento mira a ricreare un ambiente favorevole alla testuggine palustre europea © Eleade
Piante acquatiche © Eleade
L'area interessata dall'intervento a Isola Mandelli © Eleade
La piantumazione © Eleade
Un nuovo passo verso il rafforzamento dell’ecosistema palustre dello stagno di Cerano, sull’Isola Mandelli, in provincia di Novara, è stato compiuto con la piantumazione di vegetazione acquatica sommersa, per diverse centinaia di unità. L’intervento è stato realizzato dagli esperti della cooperativa Eleade, partner del progetto Eco4Ticino, volto a tutelare l'ambiente dell'ecosistema locale.
L'emergenza ambientale
Gli operatori sono intervenuti lo scorso maggio, con attrezzatura subacquea, per mettere a dimora diverse specie di piante. La scelta dell'area risponde a precise esigenze di conservazione, data la presenza di diverse specie alloctone ormai note, sia animali che vegetali: il gambero della Louisiana (Procambarus clarkii), la testuggine palustre americana (Trachemys scripta), la peste d’acqua maggiore (Elodea densa). Queste specie invasive hanno alterato l’equilibrio dell’ecosistema, rendendo necessari interventi di riqualificazione per favorire la testuggine palustre europea (Emys orbicularis), che necessita di un’abbondante vegetazione acquatica.
Specie autoctona sempre più rara, questa tartaruga endemica è oggi minacciata non solo dalla perdita e dal degrado degli habitat naturali, ma anche dalla competizione con la testuggine palustre americana, specie invasiva introdotta dall’uomo e ormai ampiamente diffusa negli ambienti umidi italiani.
La peste d'acqua
La peste d’acqua maggiore d'altro canto ha progressivamente colonizzato ampie porzioni dell’ambiente acquatico, ostacolando lo sviluppo della vegetazione autoctona. Per questo, i tecnici hanno messo a dimora 720 piantine appartenenti a cinque specie acquatiche: 50 esemplari di ninfea comune (Nymphaea alba), 200 di limnantemio (Nymphoides peltata), 80 di nannufero (Nuphar lutea), 200 di ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum) e 200 di millefoglio d’acqua comune (Myriophyllum spicatum). L’obiettivo è favorire il ripristino della vegetazione acquatica autoctona, fondamentale per offrire rifugio, aree di alimentazione e condizioni favorevoli alla testuggine palustre europea. Le diverse specie sono state collocate a profondità differenti per valutare quali condizioni risultino più favorevoli al loro sviluppo.
Il monitoraggio della crescita consentirà di raccogliere dati utili a orientare futuri interventi di ripristino e gestione degli ecosistemi acquatici.
Un'azione congiunta
A pochi mesi dalla piantumazione sono già visibili i primi risultati: la vegetazione sta attecchendo con successo, nonostante una parte delle giovani piante venga brucata da pesci e gamberi presenti nello stagno. Con il progressivo sviluppo dell’apparato vegetativo e il consolidamento delle piante, l’ecosistema potrà recuperare gradualmente un equilibrio più stabile e favorevole alla biodiversità.
La piantumazione della vegetazione acquatica rappresenta il naturale completamento degli interventi realizzati nei mesi scorsi per riqualificare lo stagno e renderlo idoneo a ospitare la testuggine palustre europea. In una prima fase è stata installata una barriera protettiva, progettata per limitare l’ingresso di specie invasive e di altri predatori e garantire ai futuri esemplari rilasciati un periodo di adattamento in condizioni di maggiore sicurezza.
Successivamente sono stati realizzati dossi di deposizione, creando aree idonee alla nidificazione in un contesto caratterizzato da un substrato prevalentemente sassoso, poco favorevole alla deposizione delle uova. Il passo seguente è stato la messa a dimora di vegetazione palustre lungo le sponde, un elemento fondamentale per aumentare la naturalità dell’area e offrire alle testuggini zone di rifugio, alimentazione e termoregolazione.
La vegetazione acquatica
Tutte queste azioni concorrono a un obiettivo comune: creare un habitat sempre più idoneo per la testuggine palustre europea. La vegetazione acquatica rappresenta infatti un elemento essenziale per questa specie: offre riparo dai predatori, aumenta la disponibilità di aree di alimentazione e contribuisce a creare un ambiente più stabile e funzionale, favorendo l’ossigenazione dell’acqua, la stabilizzazione dei sedimenti e la presenza di pesci, anfibi e invertebrati.
Uno stagno ricco di vegetazione costituisce quindi un ambiente più sicuro e idoneo per i giovani esemplari di Emys orbicularis che, una volta concluso il percorso di allevamento e accrescimento presso il centro Emys Piemonte, verranno rilasciati in natura.