K7, impresa per Della Bordella e compagni: aperta una via da 1600 metri

Grande successo per la spedizione del CAI in Pakistan: l'itinerario, tracciato in sei giorni sull'immensa parete sud-est, supera 30 tiri di corda "alcuni dei quali pazzeschi". "Abbiamo rinunciato alla vetta, troppo pericoloso proseguire"

 

Missione compiuta: la spedizione al K7 (6.934 metri) di Matteo Della Bordella, Mirco Grasso, Giacomo Mauri e Luca Ducoli è riuscita ad aprire una nuova via sulla parete sud-est della cima principale. La cordata è rimasta sei giorni in parete, ha superato la lunghezza monster di 1600 metri per 30 tiri di corda ed è sbucata in cresta intorno a quota 6600 metri, dove gli alpinisti si sono collegati alla via giapponese. Aperta nel 1984, la via sullo sperone sud ovest è stata la prima tracciata sul K7 Main. 

 

L'itinerario tracciato dai ragazzi della spedizione patrocinata dal CAI scrive un nuovo capitolo su una montagna difficile, dove nell'ultimo quarto di secolo le vie aperte sono state pochissime e i nomi degli alpinisti che ci sono riusciti sono tra i più importanti dell'alpinismo contemporaneo: Steve House nel 2004, Hayden Kennedy, Kyle Dempster e Urban Novak otto anni più tardi.

La rinuncia alla vetta

Raggiunto l'obiettivo principale, i quattro hanno dovuto fare appello a tutta la razionalità del caso per decidere di interrompere il proseguimento dell'ascesa verso la cima. "Il nostro sogno era ovviamente quello di salire anche gli ultimi 350 metri e raggiungere la vetta della K7, tuttavia ci siamo dovuti arrendere alla troppa neve ed alle condizioni decisamente pericolose delle cornici, una delle quali crollata davanti ai nostri occhi" ha scritto Della Bordella in un post pubblicato sul suo profilo.

 

"Il nostro sogno era raggiungere la vetta della K7, ma una cornice è crollata davanti ai nostri occhi"  Matteo Della Bordella

Un ottovolante di emozioni

Ciò non toglie che l'avventura si possa definire un successo, su una parete che gli stessi ragazzi hanno definito "immensa" e che li ha spinti a dare il meglio del proprio bagaglio tecnico e caratteriale. Ancora Della Bordella. "Sei giorni in parete dove abbiamo dato tutti noi stessi: anima e cuore per un'avventura che resterà dentro di noi per sempre. 'Rollercoaster', un ottovolante di emozioni: 30 tiri di corda, alcuni dei quali pazzeschi, di ghiaccio verticale, misto con agganci precari su picozze e scalata artificiale difficile...".

 

“30 tiri di corda, alcuni dei quali pazzeschi, di ghiaccio verticale, misto con agganci precari su picozze e scalata artificiale difficile”

I tempi giusti

Il push decisivo è stato lanciato il 24 giugno, ora i ragazzi sono di ritorno, con la soddisfazione di essere riusciti in una impresa che le condizioni meteo nella zona a un certo punto sembravano mettere in dubbio. I quattro avevano tempo fino ai primi di luglio per tentare la via e sono riusciti a sfruttare al meglio le opportunità che la sorte ha concesso loro. "Torniamo al campo base estremamente soddisfatti, stiamo tutti bene ed abbiamo ancora gli occhi sognanti dopo questo viaggio incredibile...e non è poco".


Queste le prime notizie da Della Bordella e compagni, nei prossimi giorni pubblicheremo una intervista esclusiva con tutti i dettagli della realizzazione.