Karakorum, nuova via giapponese sulla parete sud del Koz Sar

Takaaki Nagato, Ryo Masumoto e Hiroki Yamamoto hanno raggiunto la vetta dopo avere aperto una nuova linea di ben 1.400 metri sul versante meridionale, con 6 campi intermedi.

Takaaki Nagato, Ryo Masumoto e Hiroki Yamamoto hanno aperto una nuova linea sulla parete sud del Koz Sar, 6.677 metri, nel Karakorum pakistano.

I tre alpinisti giapponesi hanno raggiunto la vetta il 29 agosto 2026, dopo due settimane di “assalto” alla montagna. La nuova via supera circa 1.400 metri di parete ed è stata affrontata con sei campi successivi, allestiti utilizzando portaledge. L'hanno chiamata Waterfall training. "Al quattordicesimo giorno, finalmente siamo riusciti a raggiungere la vetta dalla parete sud" ha scritto Yamamoto sui social, senza rilasciare al momento ulteriori commenti. A giudicare dalle foto di corredo al post, gli alpinisti hanno superato sezioni di misto, pendii di neve ripida e brevi colate di ghiaccio.

Il Koz Sar

Il Koz Sar, 6.677 metri, si trova nel Batura Muztagh, all'estremità occidentale del Karakorum pakistano, nel Gilgit-Baltistan. La montagna sorge a ovest della valle del Karambar, non lontano dal confine con l'Afghanistan: è stata infatti riaperta alla scalata nel 1991, dopo quarant'anni di divieto per ragioni militari. A nord si sviluppa il ghiacciaio Chillinji, mentre il ghiacciaio Koz-Yaz nasce a circa 2,5 chilometri dalla vetta, verso nord-est.

La cima è stata salita per la prima volta il 17 agosto 1999 da una spedizione giapponese del Sendai Ichiko Alpine Club, composta da Takashi Ota, Manami Takahashi, Toru Nagasawa, Kazuhide Watanabe, Katsuyuki Kuriyagawa, Yasufumi Saito e Kotaro Takami. Dopo uno sforzo congiunto per posizionare migliaia di metri di corde fisse, Takashi Ota e Katsuyuki Kuriyagawa raggiunsero la vetta seguendo una breve cresta sul versante sud.

La salita era stata preceduta da un tentativo anglo-irlandese nel 1994: la squadra composta da Andrew Creigh, Peter Williams, Declan MacMahan, Steve Richardson e Ivan Wolton aveva posizionato corde fisse fino a 5.800 metri, ma era stata costretta a rinunciare alla vetta dal deteriorarsi delle condizioni. 

La squadra

Nessuno dei tre giapponesi è un novellino per quanto riguarda le grandi pareti delle montagne asiatiche: Ryo Masumoto, classe 1979, ha all'attivo diverse prime ascensioni in Cina, Patagonia e Himalaya. Nel 2011 ha realizzato la prima salita della parete est del Dadmain, nel gruppo del Minya Konka in Cina, ottenendo il Golden climbing boots award del Piolets d'Or Asia. Nel 2017 ha inoltre completato in libera la parete est del Beatrice, in India.

Takaaki Nagato ha invece un curriculum legato soprattutto all'alpinismo esplorativo e alle grandi creste. Nel 2017, insieme a Katsutaka Yokoyama, ha completato la prima salita integrale della cresta sud-ovest del K7 West, 6.615 metri, lungo una linea di oltre 2.300 metri di dislivello. Aveva già scalato insieme a Masumoto nel Batura Muztagh nel 2024, quando, con Takemi Suzuki e Katsutaka Yokoyama, avevano esplorato la zona della valle del Karambar alla ricerca di una grande parete da affrontare con le portaledge.

Completa la squadra Hiroki Yamamoto, protagonista di diverse prime salite su grandi pareti himalayane. Nel 2018 ha aperto con Genki Narumi e Yusuke Sato Aal Izz Well, 1.500 metri di difficoltà fino a WI5 e M6 sulla parete Nord-Est del Cerro Kishtwar, in India. Nel 2024, insieme a Hidesuke Taneishi, ha realizzato la prima ascensione del Pholesobi, 6.651 metri, in Nepal, attraverso la parete nord.